
Il ricordo di Don Donato Lioi a tre anni dalla scomparsa
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Don Donato Lioi in ricordo di Don Giuseppe Curri, a tre anni dalla scomparsa.
“La sera del 19 giugno 2023 eri ricoverato nell’ospedale di Monopoli, ci siamo sentiti per telefono. Eri sereno. Avevi scelto tu di ricoverarti quella mattina per problemi al cuore. Alle ore 21.00 ti ho chiesto: ‘Come stai?’. Mi hai risposto: ‘Bene, ma che avevi molto sonno’. Ci siamo lasciati per risentirci, poi, la mattina. Era il momento della preghiera della sera, la Compieta; ti ho ricordato al Signore. Alle parole ‘Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola…’, ho pensato a te ed alla tua malattia sempre più aggressiva.
Questa preghiera della sera, recitata dai sacerdoti, è l’affidamento fiducioso a Dio al termine della giornata, simbolicamente al termine della propria vita. Così è stato: Alle quattro del mattino del giorno 20 giugno 2023 mi ha telefonato la Caposala del reparto di cardiologia dell’ospedale di Monopoli dicendomi che Don Giuseppe si era addormentato nella pace del Signore.
Dicevo il ‘prete del sorriso’.
Un appellativo semplice ma profondo, capace di raccontare una vita vissuta accanto alle persone con discrezione, umanità e una fede che sapeva vicinanza concreta. Di fronte alla morte di un uomo di Dio, viene spontaneo riflettere su due modi diversi di guadare il mondo: quello della terra e quello del cielo. Lo sguardo della terra è quello che appartiene a ciascuno di noi. È fatto di impegni, difficoltà, successi e delusioni.
Ma esiste anche lo sguardo dal cielo, quello che Don Giuseppe ha cercato di insegnare con il suo esempio. Non una fuga dalla realtà bensì una prospettiva più ampia, capace di vedere oltre la fragilità e le fatiche umane. Era quello il segreto della sua serenità: affrontare i problemi della vita senza perdere la speranza, riconoscendo in ogni persona un fratello da amare e da servire.
Da sacerdote guanelliano hai incarnato il Carisma dell’accoglienza e della carità, mettendo al centro gli ultimi, i fragili e quanti avevano bisogno di una parola di conforto. Il tuo sorriso non era semplice gesto di cortesia ma un modo di comunicare fiducia, vicinanza e fede.
Oggi mentre la terra piange la tua partenza, il cielo sembra accogliere uno dei suoi servitori più fedeli.
Chi lo ha conosciuto conserva il ricordo di un sacerdote capace di unire la profondità spirituale alla semplicità quotidiana, la preghiera all’azione, il Vangelo alla vita concreta.
Don Giuseppe lascia in eredità molto più di un ricordo: lascia un esempio. Quello di un uomo che ha saputo guardare il mondo con i piedi ben saldi sulla terra e con il cuore rivolto al cielo. E forse è proprio questa la lezione più bella che il ‘prete del sorriso’ consegna a tutti noi: vivere con fede, servire con amore e non smettere mai di donare un sorriso, anche nei momenti più difficili.
Caro don Giuseppe, riposi in pace!
Arrivederci nell’aldilà.
Chiedi al Signore una benedizione particolare per la tua Comunità religiosa di Fasano e a quanti ne custodiscono la memoria. Benedici gli ospiti delle Comunità Educative, gli operatori ed il personale ausiliario che sempre ti ricordano. Benedici in modo particolare il tuo amico, don donato, che indegnamente cerca di riempire il vuoto che hai lasciato.
Concludo con le tue parole riportate nel ricordino funebre: ‘Amici, molti cristiani fanno la traversata della vita senza gioia, senza entusiasmo senza amore e tristi…ma che vita è questa?’ Quando potrebbero spiritualmente parlando, godere ogni giorno di ‘ogni ben di Dio”’ amicizia, affetto, abbracci, carezze e perdono, tutti ‘compresi nel prezzo’ di essere cristiani.
Domani, 21 giugno 2026, ricorderemo don Giuseppe nella Santa Messa delle ore 09.30 celebrata nella Chiesa della ‘Casa Orfani’ Sacro Cuore a Fasano, Via Matarano,1”




