Caccia, Fasano spostata nell’ambito territoriale di Bari. L’ira dei cacciatori fasanesi

Attualità Secondo Piano

La nota delle associazioni venatorie del Comune di Fasano

FASANO – Con Deliberazione della Giunta Regionale del 20 luglio 2021 n. 1198 è stato approvato il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2018-23. Con questo documento la Regione, tra le altre cose, ha ipotizzato la conformazione dei nuovi ambiti territoriali di caccia (ATC) che insisteranno sul territorio Regionale, che prevede lo spostamento del territorio del comune di Fasano nell’ATC della provincia di Bari. La novità, rispetto ai precedenti, consiste nell’avere confini non più provinciali ma comunali. Questa peculiarità ha interessato e sconvolto il Comune di Fasano che verrà “strappato” della sua identità provinciale ed inserito in un’altra provincia ed un altro contesto venatorio (ATC denominato “Murgiano” della Provincia di Bari).

“La situazione non sarebbe stata così grave se con i nuovi ATC si potesse garantire l’accesso a tutti i cacciatori fasanesi che volessero cacciare (lecitamente) nel proprio territorio di appartenenza, (il territorio della Provincia di Brindisi), facendone semplicemente richiesta secondo le norme vigenti”.

È questa la nota delle associazioni venatorie del Comune di Fasano, Libera Caccia, Associazione per la Cultura Rurale, Federcaccia, Enalcaccia e Confavi che, per nome e per conto dei cacciatori che rappresentano chiedono, in via prioritaria, che il Comune di Fasano resti nell’ambito territoriale di caccia della provincia di Brindisi, attualmente denominato “Messapico”.

“Ma così non è – continuano i presidenti delle associazioni nella nota -, in quanto l’accesso agli ATC è regolato secondo un coefficiente definito dal M.A.F. che è di 19.1 ettari di territorio agro-silvo-pastorale (TASP) per cacciatore, ed essendo la pressione venatoria in questa area geografica molto alta, anche con la modifica ipotizzata, molti cacciatori fasanesi verranno esclusi dalle graduatorie di ammissione e di fatto resteranno discriminati nel proprio territorio al quale sono legati in modo indissolubile per tradizioni venatorie, tramandate attraverso le varie generazioni. Inoltre, uno dei compiti strategici degli ATC è quello di legare il cacciatore al proprio territorio di appartenenza, disatteso da questa nuova realtà.

Spalmando la pressione venatoria, uniformemente, su un territorio più ampio, si eviterebbero problemi di discriminazione e soprattutto di sicurezza. A coloro che asseriscono che quest’ultima opzione non sia contemplata dalla legislazione vigente va ricordato che l’art. 14 della L.N. 157/92 (attualmente in vigore) al comma 2) recita: ‘Le Regioni tra loro confinanti, per esigenze motivate, possono, altresì, individuare ambiti territoriali di caccia interessanti anche due o più province contigue’.

A peggiorare e penalizzare ulteriormente i cacciatori fasanesi è anche il nuovo Regolamento Regionale degli ATC (R.R n. 5 del 10/05/2021) che al comma a3) dell’art.7 definisce condizioni di priorità di ammissione non a noi favorevoli: ‘ai cacciatori residenti nei Comuni confinanti con l’ambito territoriale di caccia, previa richiesta’.

I Comuni confinanti con l’ATC di Brindisi sono più di dieci e di conseguenza i posti residui non saranno assegnati prioritariamente ai fasanesi, bensì a tutti i cacciatori dei vari Comuni, equamente, mediante sorteggio. Per questo motivo, I presidenti sopra menzionati chiedono che il comma venga abrogato.

Le richieste sono state inviate via PEC alla Sezione Gestione sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali e all’assessore a Caccia e Pesca Donato Pentassuglia.

Ci auguriamo che le Istituzioni possano ascoltare le nostre istanze e trovare una soluzione sostenibile che garantisca dignità ai cacciatori escludendo qualsiasi forma di discriminazione.”

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