
Critico il consigliere Trisciuzzi sulla nuova gestione dei rifiuti
FASANO – «La Trasparenza Amministrativa (solo delle Buste). Con questo lungo post – afferma il consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi riferendosi a quanto pubblicato sui social, nelle ultime ore, dal primo cittadino – finalmente il Sindaco, con mesi, quasi anni di ritardo, ci presenta su facebook il nuovo modello di raccolta differenziata, che paghiamo circa 9 milioni di euro all’anno. E lo fa così. Tra le prime novità dal 7 gennaio prossimo, l’OBBLIGO di BUSTE TRASPARENTI per indifferenziata, plastica e metalli.
A parte i costi per l’acquisto delle buste che graveranno sui fasanesi, già vessati da una TARI esuberante, si pone un grave problema di Privacy.
Nel nostro rifiuto c’è tutta la nostra vita, e tutti infatti potranno visionare i rifiuti prodotti da tutti, e con essi dati sensibili, di cui le nostre buste sono piene zeppe. Il Garante della Privacy già dal 2005 ne vieta l’utilizzo per la Porta a Porta.
Questo sistema tende a creare uno stato di polizia e di controllo costante su tutti, sotto minaccia di sanzioni e pressioni. Di incentivi nemmeno l’ombra.
A Fasano viviamo nel passato, si preferisce punire, piuttosto che premiare. Ma violare la privacy dei fasanesi, adesso è troppo, e lo dice il Garante.
La nuova raccolta è già vecchia, e pure illegittima».
Il caso citato da Trisciuzzi nel suo post fa riferimento ad un provvedimento del 14 luglio 2005, emesso dal Garante della Privacy.
Nel 2005 il Garante della Privacy ha affermato la prescrizione che impone l’utilizzo di sacchetti trasparenti nella raccolta porta a porta dei rifiuti,Ma tale posizione dal Garante è stata confermata anche nella relazione annuale del 2014 presentata a Roma il 23 giugno 2015.Nell’imminenza occorre un chiarimento per evitare l’incertezza.
Ripeto il commento perché incompleto,
Nel Gennaio 2005 il Garante della Privacy ha affermato che”DEVE CONSIDERARSI IN TERMINI GENERALI NON PROPORZIONATA” la prescrizione che impone l’utilizzo di sacchetti trasparenti nella raccolta porta a porta dei rifiuti.Ma tale posizione dal Garante è stata confermata anche nella relazione annuale del 2014 presentata a Roma il 23 giugno 2015. Nell’imminenza occorre un chiarimento per evitare l’incertezza.