
Tratto dal celebre testo di Robert Thomas, il terzo evento in concorso del Festival regala al pubblico del Teatro Sociale una serata noir
FASANO – Una vigilia di Ognissanti che si trasforma in una vigilia di Natale, regalando al pubblico del Teatro Sociale una serata all’insegna di intrighi e accuse.
È andato in scena ieri sera, 31 ottobre, 7 donne e un mistero, il terzo spettacolo in concorso al XVII Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano” – VIII Premio Valerio Gentile. La pièce, tratta dal celebre testo di Robert Thomas, autore che portò per la prima volta in scena Huit Femmes nel 1958, nella riproposizione offerta dalla Compagnia dell’Anello di Forlì ha una protagonista in meno rispetto all’originale, ma conserva intatta la forza della storia originale.
Sin dall’inizio, lo spettacolo coinvolge il pubblico in una sorta di Cluedo teatrale, affidandogli il compito di risolvere il mistero. È la vigilia di Natale e, mentre fuori imperversa la bufera, in una villa ci si prepara alla cena. C’è Margherita (Sara Cavassi), padrona di casa e moglie di Marcello, donna borghese, attenta alle apparenze. Con lei la sorella Agostina (Lidia Casadei), isterica e innamorata dell’amore. Poi Susanna (Elisa Zecchini), la figlia modello appena tornata dal collegio, e Caterina (Chiara Rossi), sua sorella, ribelle e appassionata di gialli. A completare il quadro familiare c’è la nonna Rachele (Licia Pini), avara e alcolizzata, più legata ai propri titoli che alle nipoti.
A tenere le redini della casa è Maria (Giada Nanni), la fedele cameriera che ha lasciato i propri affetti al sud per seguire il suo nuovo lavoro. A irrompere sulla scena è infine Veronica (Costanza Neri), ex amante di Marcello, donna misteriosa e seducente.
A spezzare il silenzio di una notte di neve una terribile scoperta: Marcello viene trovato con un coltello conficcato nella schiena. È morto e nessuna delle donne sa, o vuole ammettere, chi sia stato.
Da quel momento, gli equilibri familiari si sgretolano e vengono a galla gelosie, astuzie, rancori mai sopiti e infedeltà. Il centro della vicenda non è più Marcello, ma si sposta progressivamente da una donna all’altra, mentre lo spettatore cerca di capire chi conosca davvero gli ultimi istanti di vita dell’uomo, la cui figura non viene mai mostrata.
Il giallo si trasforma così in una commedia noir, capace di strappare al pubblico più di una risata. Gli spettatori si ritrovano a indagare, matita alla mano, cercando di individuare l’assassina e persino l’arma del delitto. L’attesa del Natale diventa l’attesa della verità, che verrà svelata soltanto attraverso il gioco orchestrato da una delle donne, testimone silenziosa di quanto accaduto la notte precedente.
A uccidere Marcello, dunque, non è stato il coltello, né la pistola o una tisana avvelenata. A ucciderlo sono state le pugnalate emotive e il cinismo di sette donne. E anche davanti all’ispettore Ripoldi (Simone Lombardi), chiamato a far luce sul caso, le protagoniste saranno costrette a mettere nuovamente in scena il loro gioco di menzogne.
La commedia, diretta da Francesco Lezza, accende i riflettori sull’indifferenza umana e sulle fragilità che si nascondono dietro le apparenze. E, in questo gioco di mille volti, funziona davvero tutto. Funziona la scenografia, con i suoi colori e la patina dorata che avvolge un mondo fatto di bugie. Funzionano i costumi, ciascuno rivelatore del carattere delle protagoniste (sono forse così diverse Veronica e Margherita?). Funzionano le musiche, capaci di alimentare l’aura di mistero.
Ma, soprattutto, funzionano le sette attrici, che danno corpo e voce a un caleidoscopio femminile poco rassicurante, dove ogni gesto può nascondere un segreto e ogni parola un’accusa. Le interpreti costruiscono un intreccio di sospetti e ambiguità, accompagnando il pubblico in un’indagine che invita a guardare oltre le apparenze.
Perché, in fondo, nessuna è davvero innocente e nessuna è disposta a rinunciare alla verità, specie se è la propria.
Il prossimo appuntamento, quarto in concorso, sarà Capitolo 2 – Cercando (ancora) la felicità ddi Neil Simon, con Danilo Vaccher, Edoardo Vassallo, Romina Pastorino e Mariorosaria Milito, per la regia di Danilo Vaccher – “Scenaperta” di Battipaglia (SA), che andrà in scena sabato 7 novembre.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.





















