
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
FASANO – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche. In questa rubrica parlo di cuore in modo chiaro e concreto, portando nella vita di tutti i giorni concetti che spesso restano confinati negli ambulatori.
Con l’arrivo dell’autunno riparte la campagna di vaccinazione antinfluenzale. Molti la considerano una scelta utile soprattutto per evitare qualche giorno di febbre a letto. In realtà c’è un aspetto meno conosciuto, ma molto importante: vaccinarsi contro l’influenza è anche un modo per proteggere il cuore.
L’influenza non è solo un raffreddore più forte
Che le infezioni respiratorie possano “mettere sotto sforzo” il cuore è noto da tempo. Ogni inverno, insieme ai picchi di influenza, aumentano anche i ricoveri per infarto e scompenso cardiaco.
Uno studio canadese pubblicato sul New England Journal of Medicine ha misurato questo legame in modo preciso. Nella settimana successiva a un’influenza confermata in laboratorio, il rischio di infarto risultava circa sei volte più altorispetto ai periodi senza infezione.
Il rischio è maggiore negli anziani e in chi ha già una malattia cardiovascolare. Ma può riguardare anche persone che non sanno di avere le coronarie già interessate da aterosclerosi.
Perché l’influenza può scatenare un infarto
L’infarto avviene quasi sempre quando una placca di colesterolo nella parete di una coronaria si rompe. Su quella rottura si forma un trombo che chiude l’arteria. L’influenza favorisce questo evento in più modi.
- Infiammazione: la risposta del sistema immunitario al virus libera sostanze infiammatorie in tutto l’organismo. Queste rendono le placche più fragili e più inclini a rompersi;
- Sangue più “coagulabile”: durante l’infezione aumenta la tendenza del sangue a formare trombi;
- Cuore sotto sforzo: febbre, tachicardia e respiro affannoso fanno lavorare di più il cuore. Allo stesso tempo, se i polmoni sono interessati, arriva meno ossigeno.
Nei pazienti con scompenso cardiaco o aritmie, come la fibrillazione atriale, l’influenza può inoltre far precipitare un equilibrio già delicato.
Il vaccino: un piccolo gesto, un grande beneficio per il cuore
Se l’influenza aumenta il rischio cardiovascolare, prevenirla dovrebbe ridurlo. Gli studi confermano proprio questo.
Un’ampia analisi di studi clinici pubblicata su JAMA ha mostrato che le persone vaccinate hanno circa un terzo di eventi cardiovascolari maggiori in meno. Il beneficio era ancora più evidente nei pazienti con un infarto recente.
Più di recente lo studio IAMI ha vaccinato pazienti nei giorni successivi a un infarto o a un’angioplastica. A un anno, nel gruppo vaccinato la mortalità cardiovascolare era circa il 40% più bassa rispetto al gruppo che aveva ricevuto un placebo.
Sono numeri paragonabili a quelli di molti farmaci che usiamo ogni giorno in cardiologia. Per questo le linee guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano la vaccinazione antinfluenzale annuale nei pazienti con malattia coronarica.
Chi dovrebbe vaccinarsi, e quando
La vaccinazione è particolarmente indicata per:
- chi ha avuto un infarto, un’angioplastica con stent o un bypass;
- chi soffre di scompenso cardiaco, fibrillazione atriale o malattie delle valvole;
- chi ha diabete, ipertensione, insufficienza renale o altri fattori di rischio importanti;
- gli over 60, anche se in buona salute.
Per queste categorie il vaccino è offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario. Ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia, ai centri vaccinali della ASL e alle farmacie aderenti.
Il momento ideale va da ottobre a fine dicembre: il vaccino impiega circa due settimane per proteggere e il picco influenzale arriva di solito tra gennaio e febbraio.
Tre falsi miti da sfatare
“Il vaccino mi fa venire l’influenza.” Non è possibile: i vaccini antinfluenzali non contengono virus in grado di causare la malattia. Un lieve dolore al braccio o qualche linea di febbre per un giorno sono reazioni normali.
“Prendo già tanti farmaci per il cuore, meglio evitare.” È vero il contrario. Il vaccino è compatibile con le terapie cardiologiche, anticoagulanti compresi, e chi è in terapia è proprio chi ne beneficia di più.
“Mi sono vaccinato l’anno scorso.” Il virus cambia ogni anno e la protezione cala nel tempo. Per questo la vaccinazione va ripetuta ogni autunno.
Il messaggio da ricordare
Il vaccino antinfluenzale non serve solo a evitare qualche giorno di febbre. Per chi ha un cuore fragile, o semplicemente qualche anno in più, è una vera forma di prevenzione cardiovascolare.
Un’iniezione all’anno, sicura e gratuita per chi ne ha più bisogno, che riduce il rischio di infarto e di ricovero. Parlatene con il vostro medico di famiglia o con il vostro cardiologo: questo autunno, proteggere il cuore passa anche da qui.
Dott. Pierluigi Demola
Specialista in Cardiologia ed Interventistica Cardiovascolare
Riferimenti essenziali
- Kwong JC et al. Acute Myocardial Infarction after Laboratory-Confirmed Influenza Infection. New England Journal of Medicine, 2018.
- Udell JA et al. Association Between Influenza Vaccination and Cardiovascular Outcomes in High-Risk Patients: A Meta-analysis. JAMA, 2013.
- Fröbert O et al. Influenza Vaccination After Myocardial Infarction: The IAMI Trial. Circulation, 2021.
- Byrne RA et al. 2023 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes. European Heart Journal.
- Ministero della Salute. Circolare annuale “Prevenzione e controllo dell’influenza”.




