
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
FASANO – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche.
In questa rubrica ho l’obiettivo di parlare del mio lavoro, parlo di cuore in modo chiaro e concreto, portando nella vostra vita quotidiana concetti che spesso restano confinati negli ambulatori, nei congressi, o solo nella testa dei Cardiologi.
Tra i 10 e i 18 anni lo sport rappresenta molto più di un semplice passatempo. È un’occasione di crescita, socializzazione e benessere, oltre a uno dei più efficaci strumenti di prevenzione per la salute futura. Calcio, basket, pallavolo, nuoto, atletica, tennis o arti marziali aiutano ragazzi e ragazze a sviluppare forza, coordinazione ma anche autostima, sicurezza, contribuendo anche a ridurre il rischio di obesità e sedentarietà.
Proprio durante la preadolescenza e l’adolescenza, però, il corpo cambia rapidamente e anche il cuore attraversa una fase di crescita e adattamento. Per questo motivo è importante praticare attività fisica in modo sicuro, senza creare inutili allarmismi, con la giusta attenzione.
Durante la pubertà il sistema cardiovascolare si modifica insieme al resto dell’organismo.
Il cuore aumenta progressivamente di dimensioni, migliora la propria capacità di pompare sangue e si adatta alle richieste dell’attività fisica.
Nei ragazzi che si allenano con costanza possono comparire adattamenti del tutto normali, come una frequenza cardiaca più bassa a riposo o un lieve aumento delle dimensioni delle cavità cardiache. È il cosiddetto cuore d’atleta, una condizione fisiologica che non deve essere confusa con una malattia. Inoltre il cuore d’atleta varia in base al sesso del paziente e all’etnia specifica.
Il compito del cardiologo è proprio distinguere questi adattamenti da eventuali patologie, fortunatamente rare, che potrebbero manifestarsi proprio durante gli anni della crescita.
Perché la visita cardiologica sportiva è così importante?
Molti genitori vivono il certificato medico come un semplice obbligo burocratico. In realtà rappresenta uno dei più importanti strumenti di prevenzione cardiovascolare.
Durante la visita vengono raccolte informazioni sulla storia clinica del ragazzo e della famiglia, vengono valutati pressione arteriosa e cuore e viene eseguito un elettrocardiogramma. Se emergono dubbi, il medico può richiedere approfondimenti come ecocardiogramma, Holter ECG o test da sforzo.
L’obiettivo non è trovare una malattia a tutti i costi, ma permettere a ogni giovane di praticare lo sport più adatto nelle condizioni di massima sicurezza.
Non tutti gli sport impegnano il cuore allo stesso modo
Ogni disciplina sportiva sottopone il cuore a un carico di lavoro diverso. Gli sport di endurance, come nuoto, corsa, ciclismo e canottaggio, richiedono uno sforzo prolungato nel tempo e allenano prevalentemente la resistenza cardiovascolare e la capacità aerobica. In queste discipline il cuore si adatta aumentando la propria efficienza nel pompare sangue durante l’esercizio.
Sport come calcio, basket e pallavolo alternano invece scatti, recuperi e cambi di ritmo continui, mettendo alla prova sia la resistenza sia la capacità del cuore di adattarsi rapidamente allo sforzo.
Le discipline prevalentemente di forza o potenza, come il sollevamento pesi, determinano aumenti transitori ma molto elevati della pressione arteriosa durante lo sforzo e richiedono una valutazione attenta, soprattutto se praticate a livello agonistico.
Le visite cardiologiche sportive vengono tarate in base all’attività fisica del paziente in oggetto.
Naturalmente, non esiste uno sport “migliore” per il cuore: esiste lo sport più adatto al singolo giovane, alle sue caratteristiche e alle sue condizioni di salute.
I segnali che non devono mai essere ignorati
Nella grande maggioranza dei casi bambini e adolescenti praticano sport senza alcun problema cardiovascolare. Tuttavia, alcuni sintomi meritano sempre un po’ più di attenzione.
Uno svenimento durante o subito dopo uno sforzo, un dolore al petto ricorrente durante l’attività fisica, una mancanza di respiro sproporzionata rispetto all’intensità dell’esercizio o palpitazioni persistenti devono essere valutati dal medico.
Anche la presenza in famiglia di cardiomiopatie, aritmie ereditarie o casi di morte cardiaca improvvisa in giovane età rappresenta un’informazione molto importante da riferire durante la visita cardiologica sportiva.
Nella maggior parte delle situazioni questi sintomi non saranno legati a malattie gravi, ma è sempre corretto approfondirli.
Il ruolo dei genitori
Genitori, allenatori e insegnanti hanno un ruolo fondamentale. Devono incoraggiare l’attività fisica, ma anche insegnare ai ragazzi ad ascoltare il proprio corpo.
Minimizzare sintomi come svenimenti o dolore toracico pensando che siano “solo stanchezza” non è mai la scelta migliore. Allo stesso tempo, non bisogna creare paure inutili: gli eventi cardiaci improvvisi nei giovani sono estremamente rari e la pratica sportiva resta uno dei più potenti strumenti di prevenzione che abbiamo a disposizione.
Il messaggio da ricordare
Lo sport è vita, fa bene al cuore e dovrebbe accompagnare ogni ragazzo durante la crescita.
Una visita di idoneità sportiva eseguita correttamente, l’attenzione ai pochi campanelli d’allarme e controlli periodici quando indicati permettono di praticare qualsiasi disciplina con maggiore serenità.
Perché il cuore dei giovani non ha bisogno di meno sport. Ha bisogno dello sport giusto, praticato con entusiasmo, consapevolezza e sicurezza.
Riferimenti essenziali
- European Society of Cardiology Guidelines on Sports Cardiology and Exercise in Patients with Cardiovascular Disease.
- European Association of Preventive Cardiology Recommendations for pre-participation cardiovascular screening.
- Corrado D et al. Cardiovascular pre-participation screening of young competitive athletes.
- Pelliccia A et al. ESC Sports Cardiology Guidelines.
- Federazione Medico Sportiva Italiana – Raccomandazioni per l’idoneità sportiva.




