
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
FASANO – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche.
In questa rubrica ho l’obiettivo di parlare del mio lavoro, parlo di cuore in modo chiaro e concreto, portando nella vostra vita quotidiana concetti che spesso restano confinati negli ambulatori, nei congressi, o solo nella testa dei Cardiologi.
L’estate è sinonimo di cielo sereno e sole, vacanze, mare e giornate all’aria aperta, in famiglia e con amici. Tuttavia, quando le temperature aumentano in modo importante come in questo periodo, il nostro organismo è costretto a mettere in atto una serie di adattamenti per disperdere il calore corporeo. Lo fa con diversi meccanismi, e tra gli organi maggiormente coinvolti in questo processo c’è proprio il cuore.
Ogni anno, durante le ondate di calore, si osserva un aumento degli accessi ai Pronto Soccorso per svenimenti, disidratazione, ipotensione, scompenso cardiaco e altre complicanze cardiovascolari, soprattutto tra gli anziani e le persone con patologie croniche.
Ma perché il caldo mette così tanto sotto pressione il sistema cardiovascolare?
Quando la temperatura esterna aumenta, il nostro organismo cerca di mantenere costante la temperatura corporea dilatando i vasi sanguigni della pelle e aumentando la sudorazione.
Questi meccanismi sono fondamentali per disperdere il calore, ma comportano anche una riduzione della pressione arteriosa e una perdita significativa di acqua e sali minerali.
Per compensare, il cuore è costretto a lavorare di più: aumenta la frequenza cardiaca e deve pompare una maggiore quantità di sangue verso la superficie del corpo. Nella maggior parte delle persone sane questo adattamento avviene senza problemi, ma nei pazienti fragili può diventare più difficile.
Perché la pressione può abbassarsi?
Molte persone, soprattutto in estate, riferiscono capogiri, stanchezza e debolezza o una sensazione di “testa leggera” o capogiri, quando si alzano rapidamente in piedi o dopo aver allacciato le scarpe.
La causa principale è la vasodilatazione provocata dal caldo, che riduce naturalmente i valori pressori. Se a questo si aggiungono disidratazione, abbondante sudorazione o farmaci antipertensivi, la pressione può scendere ulteriormente.
Per questo motivo chi soffre di ipertensione dovrebbe controllare la pressione con maggiore frequenza durante l’estate. In alcuni casi, sempre su indicazione del proprio medico, potrebbe essere necessario rivedere temporaneamente la terapia.
È importante ricordare che non bisogna mai sospendere autonomamente i farmaci antipertensivi.
Il rischio della disidratazione è sempre presente
Con il caldo perdiamo liquidi continuamente, spesso senza rendercene conto, anche con il respiro e soprattutto con la sudorazione. La sete, inoltre, soprattutto negli anziani, non sempre rappresenta un indicatore affidabile.
Quando l’organismo si disidrata, diminuisce il volume di sangue circolante. Questo costringe il cuore a lavorare più intensamente e può favorire episodi di ipotensione, tachicardia e, nei soggetti predisposti, anche aritmie.
La disidratazione può inoltre compromettere la funzione renale e alterare i livelli di sodio e potassio, elementi fondamentali per il corretto funzionamento del cuore.
Chi deve prestare maggiore attenzione?
Il caldo non rappresenta un rischio uguale per tutti. Le persone giovani bevono naturalmente di più per loro abitudine, quindi i più vulnerabili sono gli anziani, i pazienti con scompenso cardiaco, chi soffre di ipertensione arteriosa, cardiopatie ischemiche, diabete o malattie renali croniche.
Anche chi assume i diuretici può andare incontro più facilmente a disidratazione e riduzione della pressione arteriosa.
La prevenzione passa soprattutto attraverso piccoli gesti quotidiani, come sempre
Bere acqua regolarmente durante tutta la giornata è il primo consiglio, senza aspettare di avere sete. È preferibile limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 17, e svolgere attività fisica nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto.
Anche l’alimentazione può aiutare. Frutta fresca e verdura di stagione apportano acqua, vitamine e sali minerali, contribuendo a mantenere un buon equilibrio idrico.
Chi soffre di patologie cardiovascolari dovrebbe controllare periodicamente la pressione arteriosa e rivolgersi al medico se compaiono capogiri persistenti, svenimenti, affanno, palpitazioni o una marcata riduzione dei valori pressori.
Il messaggio finale
Il caldo estivo non è soltanto una questione di comfort. Per il cuore rappresenta una vera sfida fisiologica, soprattutto nelle persone più fragili.
Conoscere come il nostro organismo reagisce alle alte temperature permette di prevenire molte complicanze con semplici accorgimenti: idratarsi correttamente, evitare l’esposizione nelle ore più calde, monitorare la pressione e non modificare mai autonomamente le terapie.
Prendersi cura del cuore significa anche imparare ad adattare le proprie abitudini alle stagioni. Perché la prevenzione, ancora una volta, inizia dai piccoli gesti quotidiani.
Riferimenti essenziali
Bouchama A, Knochel JP. Heat Stroke. New England Journal of Medicine.
European Society of Cardiology – Guidelines on cardiovascular disease prevention.
World Health Organization – Heat and health.
European Society of Hypertension – Raccomandazioni sulla gestione dell’ipertensione durante i periodi di caldo.
American Heart Association. Heat and cardiovascular disease.




