
Un solo fasanese, che non si è opposto al decreto penale di condanna, è stato condannato per ricettazione
FASANO – Si è chiusa con l’assoluzione di tutti gli imputati – tre dei quali di Fasano –, il processo nato da un’inchiesta della Guardia di Finanza sull’acquisto di abbonamenti IPTV pirata (più noto come “pezzotto”). Il Tribunale di Brindisi ha assolto tutti i dieci imputati con formula piena “perché il fatto non sussiste”, accogliendo integralmente la tesi sostenuta dai rispettivi difensori.
La decisione, arrivata al termine dell’udienza dello scorso 10 luglio, rappresenta l’epilogo di un procedimento ben più ampio rispetto a quello giunto in dibattimento: l’indagine delle Fiamme Gialle aveva permesso di scovare circa 1900 utenti che, tra il 2017 e il 2019, avevano utilizzato il “pezzotto” per collegarsi illegalmente alle TV a pagamento. Di queste centinaia di persone, 17 sono della provincia di Brindisi: 14 hanno scelto di affrontare il processo – 4 con rito abbreviato e le restanti 10 con rito ordinario – ottenendo tutte l’assoluzione. Solo 3 indagati (di cui uno di Fasano) hanno invece deciso di non opporsi al decreto penale di condanna, restando quindi definitivamente condannati per il reato di ricettazione che veniva contestato a tutti.
Il cuore della vicenda processuale riguardava la contestazione del reato in relazione all’acquisto di abbonamenti IPTV illeciti: il collegio difensivo, composto anche dagli avvocati fasanesi Francesco Gentile, Mauro Blonda e Pietro Celeste, ha sostenuto che la semplice fruizione personale dei contenuti non potesse integrare il delitto contestato, trovando invece applicazione la disciplina speciale prevista dalla legge sul diritto d’autore. Una ricostruzione che il Tribunale ha condiviso.
Nelle motivazioni, il Giudice (dott.ssa Paola D’Amico), richiamando il principio di specialità e la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, ha evidenziato come, in assenza di elementi che dimostrino un utilizzo diverso da quello personale o finalizzato alla commercializzazione, la condotta non possa essere qualificata come ricettazione. Di conseguenza, è stata esclusa la sussistenza del reato contestato, con l’assoluzione di tutti gli imputati.
L’esito complessivo del procedimento assume un rilievo ancora maggiore se si considera che tutti coloro che hanno scelto di sottoporre la propria posizione al vaglio di un giudice sono stati assolti, mentre le uniche condanne riguardano i tre soggetti che hanno preferito non opporsi al decreto penale, rinunciando così al giudizio di merito.




