
Ieri la messa in scena di “Sogno di una notte di mezza estate”, l’allestimento di SenzaConfine Teatro diretto da David Marzi
FASANO – Un bosco incantato, popolato da fate, innamorati e attori “poco capaci”, quello che ha preso vita sulle tavole del Teatro Sociale nella serata di ieri, 8 luglio. Il Gruppo Adulti 2 di Officine Futura, il progetto diretto da Teresa Cecere e David Marzi, per l’ultimo saggio dell’anno ha proposto la messinscena di Sogno di una notte di mezza estate, il celebre capolavoro di William Shakespeare, già portato in scena qualche anno fa a Lama d’Antico da SenzaConfine Teatro.
Ad accompagnare gli spettatori all’interno della storia è stato l’irriverente folletto Puck (Vissia Recchia), che ha introdotto la vicenda rompendo fin da subito la distanza tra palco e platea. Sulle note di Sweet Dreams, le fate hanno invaso la scena danzando e divertendosi a coinvolgere il pubblico, mentre, poco alla volta, il resto dei personaggi emergeva di fronte al velo che dominava la scenografia, a simboleggiare il sottile confine tra il mondo reale e quello dei sogni.
Al centro della vicenda i giovani innamorati Ermia (Giulia Zizzi), e Lisandro (Flavio Loparco), decisi a fuggire da Atene per vivere liberamente il loro amore. A complicare i loro piani è Elena (Stefania Dalia), profondamente innamorata di Demetrio (Cosimo Marasciulo). Sarà proprio la fuga dei due giovani a trascinare tutti nel bosco, dove nella notte i sortilegi finiranno per confondere sentimenti, intrecciando amori sbagliati.
A governare questo mondo “al di là” della cortina di fumo sono Oberon (Michele Conversano) e Titania (Silvia Martino), sovrani delle fate divisi da un acceso conflitto fatto di gelosie e reciproche accuse. È proprio Oberon ad affidare a Puck il compito – che si rivelerà disastroso – di intervenire sulle vicende degli innamorati, dando il via a una lunga catena di equivoci che rappresenta il cuore dell’opera del commediografo inglese.
Accanto alla storia principale trova spazio il metateatro, con una compagnia degli artigiani ateniesi impegnata a preparare la rappresentazione di Piramo e Tisbe per le imminenti nozze di Teseo e Ippolita. A guidare il gruppo è Peter Quince (Mariateresa Lanza), affiancato dall’esuberante Bottom (Marina Pignatelli), lo sprezzante Francis Flute (Valentina Maci) e Starveling (Pasqua Laghezza). Le loro prove maldestre regalano la vis comica in salsa dialettale che fa sorridere il pubblico. A completare l’atmosfera è stato il gruppo delle fate, formato da Alessandra Biundo, Greta Iacovazzi, Lucia Tedeschi, Pierpaolo Pertica, Alessandro Bagorda e Riccardo Cofano, attori del gruppo young di Futura.
Degne di nota nello spettacolo, diretto da David Marzi, alcune interpretazioni di attori che con Officine Futura son cresciuti nel corso degli ultimi anni, mostrando un’evidente maturità scenica, che ha reso la messinscena ancora più solida, nonostante la complessità del testo shakesperiano.
Fotoservizio di Francesco Schiavone.



















