4 Aprile 2025 07:34

2 thoughts on “Il fasanese Donato Pistola e Ronn Moss lanciano il “Moss Wine”

  1. Credo che un progetto nato con AMORE verso la propria terra e verso quel senso gustativo VINO che e’ la massima espressione sicuramente dara’ e portera’ buoni FRUTTI.
    Un grande in bocca a lupo al connubio MOSS & PISTOLA…
    Spero che a breve ci sia una presentazione anche nel nostro paese.
    I wish you a long way.

  2. Ho assaggiato ieri Moss invitato a farlo dall’amico Donato.
    Premessa. Non amo il Primitivo, non l’ho mai amato.
    Proprio non riesco ad apprezzarne il corpo denso e umorale, ricco si di tannini ma con quella sensazione di dolciastro che mi riempe il palato di sensazioni fuori dal tempo, non sento alcuna struttura e non mi scalda il cuore.
    Per questo sono un tantino riluttante ma Donato insiste, provalo non è la solita marmellata. Queste parole mai udite a queste latitudini mi sorprendono e ridestano il mio interesse, Donato capisce e prosegue, sentirai finalmente l’espressione più alta di un uvaggio ancora tutto da scoprire.
    Sarà.
    Avvicino il calice al naso ancora incredulo e subito avverto sentore di frutti rossi non comune, leggera asprezza, inaspettata e il palato si prepara a percepire finalmente la mineralità di questa magica terra d’argilla rossa che arriva subito e avvolge il palato con calore e decisione. Mi stupisco, chiudo gli occhi e mi lascio trasportare, potrei essere in Piemonte più che in Puglia, al cospetto di un Barbaresco di piena struttura e invece sono qui, Fasano, Puglia, un Primitivo che non sembra tale e che si fa subito perdonare qualche spigolosità non voluta ma superabile in maturazione, qui il grande corpo e l’alta gradazione sono pienamente bilanciati e supportati da una struttura architettonicamente perfetta, direi quasi sublime, mai prima d’ora percepita tra queste vigne.
    Donato svela l’arcano, la fermentazione del mosto è innescata con pochi, pochissimi grammi di zucchero e l’uva è finalmente libera di esprimere sè stessa, non più imprigionata e appesantita da un tasso glicemico insopportabile. In fondo al palato, dopo qualche istante, Moss si distende, come un velocista al passaggio dei 150mt e in vista del traguardo dei 200mt mette le ali, inarrestabile si libra nella sua bella acidità e ti riempe la bocca di belle sensazioni erbacee, irriverenti ma precise e non invadenti, un vino che sa dove arrivare.
    Il finale è ancora più ampio e profondo, non lascia dubbi.questo è sicuramente il miglior Primitivo mai assaggiato, prodotto per ora in pochissime bottiglie ma a mio avviso già pronto a riconciliare il palato di tanti wine lover d’oltre frontiera con un’idea di vino pugliese finalmente contemporanea e piena di ottime premesse per il futuro.
    Avanti così, con Moss il Primitivo è uscito dal bozzolo del folclore vitivinicolo e si è trasformato in un grande vino di livello internazionale, una bella farfalla nera pronta a volare smarcata da ogni possibile clichè.

Lascia un commento