
Dallo scorso giovedì al cinema, il suo ultimo lavoro: “Assassinio a Venezia”.
FASANO – Il giovane fasanese Giulio Sassanelli ha sempre avuto la passione per la recitazione e da qualche anno sta inseguendo il suo sogno nel mondo del doppiaggio.
Laureato in marketing e comunicazione d’azienda con una specializzazione in economia e gestione delle aziende e dei servizi turistici, Giulio ha intrapreso un coraggioso percorso, lasciando il suo lavoro e abbandonando la sua città natale per fare il suo ingresso nell’Amarcord – Accademia Mediterranea del Cinema a Roma, dove sta effettuando i suoi studi.
Il culmine di questo percorso è stato il suo coinvolgimento nell’ultimo film internazionale, “Assassinio a Venezia,” uscito lo scorso giovedì al cinema, a cui ha preso parte con la sua abilità nel doppiaggio.
«Ho iniziato l’accademia nel dicembre 2020 – racconta Giulio a Gofasano – già dai primi mesi ho capito che avrei dovuto lasciare la mia vecchia occupazione, non perché non avessi voluto più farla, ma perché non era compatibile con il mio progetto a Roma. Era necessario dare un taglio e quindi comunicai subito che non avrei rinnovato il contratto e che mi sarei trasferito nella Capitale. Al termine del corso base, ho avuto accesso al corso master, terminato a luglio 2022. In accademia ho la fortuna di avere un maestro molto quotato, Massimo Giuliani – continua il giovane – che ha tanta esperienza da attore, doppiatore e adattatore dei dialoghi, partecipando anche alla procedura di post produzione e, grazie al suo metodo, garantisce una supervisione completa».
I primi doppiaggi di Sassanelli, inizialmente, sono stati eseguiti su prodotti italiani con qualche brusio e battute con il proprio accento, in quanto non era necessario un doppiaggio “pulito”. «Sono stati ottimi esercizi e per questo devo ringraziare Tiziana Lattuca, direttrice dell’Accademia e curatrice dei doppiaggi di fiction italiane. Nonostante ci venissero assegnate poche battute, quelle dovevano essere “buone” alla prima perché è fondamentale la velocità nel comprendere il tono, il volume, l’intenzione del personaggio e le varie sfumature».
I primi doppiaggi internazionali, invece, sono arrivati lo scorso novembre con “Dungeons & Dragons”, a maggio “Un matrimonio per due” e a luglio “Assassinio a Venezia”.
«In merito a quest’ultimo lavoro – afferma Giulio – posso dire che, in sala di doppiaggio, ho avuto l’occasione di lavorare insieme ad altri attori che fanno questo mestiere da un sacco di tempo. Ciò mi ha portato riflettere sul fatto che è difficile anche arrivare ad un turno semplice come questo, dove si recitano poche battute. Vedere attori di quel calibro in turno con me, che ho appena cominciato, mi ha fatto capire che non bisogna mai sentirsi arrivati e che c’è sempre da imparare».
Ma come si svolgono le lezioni in Accademia? «C’è una prima fase dove si impara la tecnica per eliminare tutte le inflessioni dialettali, i difetti di pronuncia e la cadenza, ci sono esercizi specifici per ogni situazione. Inoltre, ci esercitiamo a fare “su e giù” con lo sguardo perché bisogna avere la capacità di leggere il copione e osservare il personaggio sullo schermo per comprendere anche emozioni, sensazioni, tonalità, velocità nel parlare, movimenti e gestualità: regolare, per esempio, il respiro se il personaggio sta correndo o sta sollevando pesi. Dopo questa prima fase, si passa alle correzioni interpretative, in cui è più agevolato chi ha già esperienza di teatro e recitazione».
Tornando al suo ultimo doppiaggio, Giulio racconta: «Per “Assassinio a Venezia” sono stato contattato dallo studio, chiedendomi solo disponibilità. Non sapevo quale film fosse e quante battute avessi. Bisogna accettare a scatola chiusa. Ho scoperto tutto in sala. Non chiedetemi chi è l’assassino perché le mie scene sono tutte all’inizio! Spero non mi riconosciate perché la bravura del doppiatore sta nel non farsi riconoscere».
Tra i tanti grandi doppiatori italiani, Giulio Sassanelli adora Adriano Giannini, figlio del celebre Giancarlo: «Mi sono letteralmente innamorato della sua tecnica quando, dopo averlo sentito doppiare Joker di Heath Ledger, non ho saputo riconoscerlo nel momento in cui ha nuovamente doppiato Joker ma stavolta interpretato da Joaquin Phoenix. Ha dimostrato la sua bravura doppiando lo stesso personaggio, interpretato da due attori diversi, in maniera differente».
Per chi volesse intraprendere questa “avventura” nel mondo del doppiaggio, Giulio consiglia: «Se ti piace davvero, devi avere il coraggio di rinunciare al resto e concentrarti essenzialmente su quello. Bisogna lavorare tanto e fare sacrifici per raggiungere delle soddisfazioni. Il talento non basta, ci vuole impegno e volontà».
La storia di Giulio è un esempio di determinazione, passione e coraggio. La sua esperienza ci insegna che, indipendentemente dalla formazione accademica o dalla provenienza, la dedizione e la perseveranza possono aprire porte inaspettate e portare al successo.



