
Difeso dall’avvocato Fabiano Amati, il primo cittadino è stato condannato per reato di omissione di atti d’ufficio con pena sospesa
FASANO – Una pesante tegola si abbatte su Palazzo di Città. Il primo cittadino Francesco Zaccaria, in merito alla mancata ordinanza di messa in sicurezza dell’ex Lido Pipoli, è stato ieri (29 gennaio) condannato dal Tribunale di Brindisi per il reato di omissione di atti d’ufficio a sei mesi di reclusione con pena accessoria di un anno di interdizione dai pubblici uffici. Entrambe le pene, in questa condanna di primo grado di giudizio, sono sospese e non saranno menzionate in casellario.
L’inchiesta, condotta dalla polizia locale di Fasano, è stata affidata al pubblico ministero Raffaele Casto. Il magistrato aveva chiesto al giudice una condanna di otto mesi per il reato indicato: il giudice ha stabilito una condanna, al contrario, di sei mesi di reclusione.
A difesa del sindaco Zaccaria l’avvocato Fabiano Amati, che aveva chiesto al giudice l’assoluzione del primo cittadino fasanese perché, a detta di Amati, la messa in sicurezza del lido sarebbe spettata agli uffici tecnici del Comune di Fasano e non al sindaco. Il giudice, al contrario, ha ritenuto valida in prima istanza la richiesta del pubblico ministero, riducendo di due mesi la pena proposta.
Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate nei prossimi due mesi e potranno essere impugnate dal sindaco per il giudizio d’Appello.
I fatti risalgono al 2017, quando era stata protocollata presso il Comune di Fasano una richiesta di messa in sicurezza urgente dell’ex Lido Pipoli. Il 30 aprile del 2019 Francesco Zaccaria aveva ricevuto un decreto di giudizio immediato emesso dal giudice con richiesta di pena pecuniaria in luogo della pena detentiva. È stato in quel momento che il sindaco, per mezzo del suo legale Fabiano Amati, ha deciso di opporsi al decreto e di andare a processo.
Ieri la sentenza di primo grado dopo quasi cinque anni, motivo per il quale potrebbe presto intervenire la prescrizione del reato.