
Il consigliere denuncia la totale assenza delle istituzioni locali ad instaurare un clima collaborativo e proficuo
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera che il consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi ha inviato agli esponenti politici locali in merito all’emergenza economica causata dall’emergenza sanitaria da diffusione del Coronavirus e dalle conseguenti restrizioni.
“Gent.le Direttore e spett.le Redazione,
venti giorni fa ho spedito a tutti i consiglieri comunali, assessori e al Sindaco di Fasano una lettera riservata e personale, per chiedere a tutta politica locale di attivarsi, incontrarsi e ascoltarsi, per aiutare la cittadinanza nell’affrontare l’emergenza sempre crescente, soprattutto economica che si sta abbattendo, e che purtroppo si abbatterà, sulla Città nel prossimo futuro.
La lettera la allego a questo mio comunicato. L’ intento di venti giorni fa, era quello di invitare personalmente i colleghi amministratori di Fasano, fuori dalle logiche del fuoco incrociato dei comunicati stampa, solitamente inascoltati e liquidati come “polemica” o “sciacallaggio”, visto il periodo emergenziale che tutti stiamo vivendo a “chiedere una maggiore compartecipazione e condivisione nelle informazioni, nelle scelte e nella gestione, in particolare delle misure di sostegno attuabili a livello locale.”
Nessuna risposta da nessuno. Dei più di 30 destinatari, tra sindaco, assessori e colleghi consiglieri nessuno si è degnato di far pervenire un riscontro, una riflessione o un cenno di sola lettura. Nulla. Eppure la lettera si limita solo a cercare di fare fronte comune nei confronti di una crisi che coinvolge e coinvolgerà in particolare le nostre terre che vivono di Ospitalità.
Una economia, la nostra, notoriamente poco incline al “Distanziamento sociale” e che allarma quotidianamente, e sempre di più, tutta la Cittadinanza. Si pensi ai ristoranti, agli alberghi, ai lidi e a tutte le attività commerciali e artigiane collegate al fenomeno turistico, persone che oggi non intravedono futuro, e che la politica locale dovrebbe difendere più di ogni altro, non solo per dare soluzioni, ma per chiederle a chi è più in alto di noi. Si pensi agli ultimi, e vecchi e nuovi poveri, a coloro che necessitano risposte immediate.
Dopo quasi tre settimane di attesa e di silenzio, non ho altra scelta che rivolgere alla cittadinanza la medesima lettera, sperando che venga fatta propria, perché la politica locale oggi deve cercare con i cittadini soluzioni e risposte, e deve difendere, fuori dalle stucchevoli logiche di partito e di maggioranza, gli interessi di tutta la comunità.
La politica e il suo dibattito ad ogni livello oggi sembra essere stata messa in stand by dal Coronavirus, utilizzata solo per rimbalzare i DPCM e le prescrizioni sanitarie e di sicurezza che giungono dall’alto, invece dovrebbe, soprattutto dopo un mese e mezzo di quarantena, pensare al futuro dei cittadini che, dopo aver arginato la minaccia sanitaria, restano soli dinanzi ad una gravissima minaccia economica e sociale, in un territorio già fortemente compromesso.
Bisogna ricominciare a fare politica, e questo dovrebbe iniziare dai politici eletti e nominati nel territorio per questo, dovremmo iniziare a parlare di questo, prima che si incominci a parlare di elezioni (visto che si vota l’anno prossimo), ma di certo il silenzio non è la strada giusta per nessuno, perché fa rima con solitudine.
Concludo così con una riflessione personale, e lo faccio magari per chi è sempre bravo a giudicare e a puntare il dito contro l’avversario politico specie di opposizione, pur di non rispondere alle sue doverose istanze: se urli in Consiglio Comunale non sei “collaborativo”, se denunci sui giornali sei “polemico”, se ti rivolgi alla magistratura sei “giustizialista”, se accusi sui social sei “sciacallo”, se ricordi le promesse fatte in campagna elettorale scorsa, “sei in campagna elettorale” futura, ma, se scrivi personalmente a tutta la politica locale, tua “collega”, fuori dai riflettori, sei semplicemente ignorato.
Questo accade normalmente da 4 anni al sottoscritto consigliere comunale, e questi gli epiteti che spesso mi vengono rivolti dai miei avversari politici e da alcune testate giornalistiche spesso compiacenti, mi auguro che un qualsiasi cittadino, bisognoso di aiuti e risposte, possa avere sorte diversa”.
Di seguito, il testo integrale della lettera inviata da Trisciuzzi ai colleghi amministratori.
Gent.li Colleghi Amministratori,
da circa un mese, ognuno di noi sta vivendo per la prima volta nella vita una “emergenza pandemica”, la quale si ripercuote già direttamente in ognuno ma ci coinvolge, anche e soprattutto, come amministratori.
Come amministratori siamo chiamati a prestare assistenza, ascolto, sostegno a tanta gente, sempre più preoccupata, dal punto di vista sia Sanitario che Economico, chiaramente a giusta ragione. Spesso di non riuscire a far fronte anche alle più basilari esigenze personali finanche alimentari. In certi casi come prima, ma oggi molto più di prima.
E’ chiaro che in questo non aggiunga nulla di nuovo a quanto già tristemente noto da ognuno di voi.
Così come è chiaro che tutta l’amministrazione, stia vivendo concitatamente e in mille difficoltà questo strano e preoccupante momento storico.
Quotidianamente come tutti, il sottoscritto viene raggiunto da messaggi, telefonate e richieste di informazione, aiuto, sostegno e chiarimento sulle modalità di gestione e contenimento dell’emergenza sanitaria ed economica.
Lungi dal poter dare rassicurazioni su quella sanitaria, i messaggi che mi risultano tristi e preoccupanti, da cittadini anche in grave stato di indigenza, i quali costantemente denunciano aiuti insufficienti e talvolta umilianti, da pacchi alimentari scadenti, a disservizi burocratici, a disparità di trattamento, a scarsa chiarezza nell’assegnazione dei contributi.
Critiche alimentate da una sbagliata informazione e da dinamiche comunicative, non dipendenti spesso nemmeno dalla volontà o dalle azioni dell’amministrazione.
Al di fuori delle logiche che troppo spesso viziano la comunicazione politica, quale consigliere comunale e cittadino, alla luce dell’estrema gravità delle ripercussioni economiche e sociali che già oggi, ma nel tempo futuro soprattutto, si abbatteranno sulla cittadinanza, sento ancora di più la necessità di chiedere una maggiore compartecipazione e condivisione nelle informazioni, nelle scelte e nella gestione, in particolare delle misure di sostegno attuabili a livello locale. Lo faccio attraverso questa mia personale, che prego di voler condividere tra tutti i membri della Giunta e del Consiglio Comunale.
Da un mese circa, dall’inizio dell’emergenza, sono venuti anche a mancare momenti di confronto (e anche di scontro) istituzionale e personale (quand’anche fortemente critici, da me sempre ritenuti costruttivi nelle dinamiche politiche), ed a questo si somma anche la mancata conoscenza per ognuno di tante dinamiche legate alla gestione di questo Nuovo e Difficile momento.
Non resta che chiedere se e come ognuno di noi, anche chi è consigliere comunale di opposizione come me, possa attivarsi per sostenere sia l’amministrazione, sia quanta più gente possibile attraverso l’amministrazione, e dare rassicurazioni reali a chi ne ha bisogno.
Per questo c’è necessità di informazioni e mezzi certi, di una struttura adeguata, di cui noi tutti facciamo parte, che possa fornirli; ad oggi non vi è stata possibilità e occasione tra tutti noi di poter soppesare nemmeno quali sono le potenzialità. le coperture e le azioni dell’ente e quindi esserci d’aiuto tra di Noi, per essere d’aiuto a chi oggi ci chiede la soddisfazione di imminenti necessità o rassicurazioni amministrative.
Questo per aiutare, soddisfare e cercare di far ribaltare il malcontento sempre crescente (soprattutto negli strati più sfortunati della nostra Città), il quale non ha ragione di essere, nè di essere alimentato, solo e soltanto se dinanzi vi è un’amministrazione pubblica aperta, ricettiva, equa e partecipativa.
Restando in attesa di riscontri e indicazioni, od anche solo delle vostre libere riflessioni.”
Avv. Raffaele Trisciuzzi