
Un concerto dalle mille suggestioni con ila straordinaria soprano Valentina Coladonato accompagnata da due giovani talenti, Umberto Jacopo Laureti e Marta Nizzardo
FASANO – L’Accademia dei Cameristi di Bari, sotto l’esemplare direzione artistica di Mariarita Alfino, non si smentisce e ha regalato l’ennesimo inusuale, suggestivo concerto: lo spettacolo L’arte del canto.
Sul palco del Nuovo Teatro Sociale, nell’ambito della Stagione di Musica da Camera organizzata in collaborazione con il Comune di Fasano, la voce sublime e portentosa del soprano Valentina Coladonato, accompagnata da due splendidi talenti (segnatevi questi nomi), Umberto Jacopo Laureti al pianoforte e Marta Nizzardo al clarinetto.
Tre strumenti per un delicato e intenso omaggio al Romanticismo tedesco attraverso una selezione di Lied (canzoni tipiche della tradizione teutonica) e alcune delle più belle espressioni italiane di neoclassicismo.
In apertura di programma il trio al completo ha proposto Sei Lieder Tedeschi op.103, composti nel 1837 da Louis Spohr: Sei still mein Herz (librettisti Karl Friedrich e Freiherr von Schweitzer); Zwiegesang (librettista Robert Reinick); Sehnsucht (librettista Emanuel Geibel); Wiegenlied (librettista August Heinrich Hoffmann von Fallersleben); Das heimliche Lied (librettista Ernst Koch) e Wach auf! (librettista anomino).
A seguire, il duo Laureti-Nizzardo ha eseguito le delicate Tre romanze op.94 per clarinetto e pianoforte, composte da Robert Schumann nel 1894. Malinconica la prima, Nicht schnell (la minore), gioiosa la seconda, Einfach, innig (la maggiore), enigmatica la terza Nicht schnell (la minore).

Nella seconda parte di programma – con cambio di secolo e di nazione – il duo Laureti-Coladonato ha eseguito le meravigliose Sei Melodie per soprano e pianoforte PO 89 composte nel 1909 da Ottorino Respighi: In alto mare (testo di Enrico Panzacchi); Io sono tanto stanca di lottare (testo di Annie Vivanti); Mattinata (testo di Gabriele D’Annunzio); Povero core (testo di Arturo Graf); Si tu veux (testo di Victor Hugo) e Soupir (testo di Sally Prudhomme). Sei perle in cui hanno brillato in perfetta armonia l’abilità e l’estrema raffinatezza di Laureti e la vibrante potenza timbrica di Coladonato.


A seguire il duo Laureti-Nizzardo ha eseguito le Due Elegie per clarinetto e pianoforte composte tra il 1919 e il 1920 da Ferruccio Busoni. E qui è emersa tutta la tecnica e il virtuosismo di Nizzardo.
In chiusura di concerto – che sarà replicato il 29 marzo presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen – il trio ha eseguito Ahnung op 39 composta nel 2013 dall’austriaco Albin Fries, sul testo Nel vecchio parco di Stephan Zweig.
Un solo bis, breve ma delicatissimo e soave: A Chloris scritta nel 1913 da Reynaldo Hahn.

Prossimo, imperdibile appuntamento: martedì 18 aprile, eccezionalmente presso l’Auditorium del Liceo da Vinci alle 18.30 con il trio Tedesco-Piccotti-Consonni.