
Piera Levi-Montalcini ha incontrato gli studenti dell’ IISS “Leonardo da Vinci”.
FASANO- “Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società” diceva Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la Medicina, protagonista della mattinata di ieri (5 aprile) all’IISS “Leonardo da Vinci”. Il liceo fasanese ha, infatti, ospitato Piera Levi-Montalcini, nipote della nota neurologa, che ha portato a Fasano il suo libro “Un sogno al microscopio. Il viaggio verso il Nobel di Rita Levi-Montalcini” (ed. Mondadori).
Piera, ingegnere elettronico, è figlia di Gino Levi-Montalcini, architetto e fratello di Rita. Oltre a coltivare i suoi studi e le sue passioni, è fondatrice e presidente dell’Associazione Levi-Montalcini, organizzazione atta a contrastare l’abbandono scolastico e a supportare i giovani in difficoltà nella scelta del miglior percorso di studi per i propri talenti. Ma ieri, al cospetto dei giovani studenti, ha scelto di raccontare sua zia Rita, la sua infanzia, lo studio, la ricerca, le leggi razziali, il Premio Nobel, così come riporta nel libro, corredato di testimonianze, lettere e foto di famiglia.
L’incontro, organizzato in collaborazione con Mondadori Point di Fasano, si è aperto con un omaggio da parte degli studenti: una giovane Rita portata in scena da una studentessa che rappresenta la forza e il coraggio di essere donna e medico con un monologo accompagnato dalla musicalità di due flauti traversi e un pianoforte.
«Nonostante l’esempio di Rita Levi Montalcini, le donne lottano ancora per farsi spazio nella cultura. Piera Levi-Montalcini, come sua zia, dimostra invece che la scienza è casa e cosa da donne» ha affermato la dirigente scolastica Maria Stella Carparelli.






Un’atmosfera confidenziale quella creatasi poi tra Piera Levi-Montalcini e i liceali che hanno ascoltato in modo partecipato il suo intervento, invogliati alla speranza, all’ottimismo, al rischio di scegliere con coraggio la propria strada, ad alimentare sempre la curiosità e il sapere. «Nulla è già conquistato. Ogni giorno bisogna difenderlo, proteggerlo, come le piante che vanno innaffiate quotidianamente. – ha confidato Piera ai ragazzi – Pensate che all’università, alla Facoltà di Ingegneria, non c’erano i bagni per le donne. Era impensabile che una donna potesse studiare ingegneria. Lottate ogni giorno se desiderate qualcosa!»
Un rapporto umile, rispettoso, affettivo quello tra Piera e sua zia Rita che continua a vivere attraverso lei e il suo operato, preservando e divulgando la memoria e il patrimonio scientifico di Rita Levi-Montalcini.






Fotoservizio di Mario Rosato.