
La voce possente del cantautore napoletano illumina un repertorio da brividi
FASANO – “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scriveva Shakespeare, e quelli di Massimo Ranieri hanno ancora un enorme potere, dopo cinquant’anni di onorata carriera.
È andato in scena ieri sera (domenica 30 luglio), all’Arena degli Ulivi di Fasano, lo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo”, il tour che vede il cantautore napoletano impegnato da mesi in tutta Italia accompagnato per l’occasione da coriste, chitarre, percussioni e fiati, e che l’imprenditrice Laura De Mola ha fortemente voluto a Fasano.
Una scaletta da brividi che ripercorre i maggiori successi contenuti all’interno del suo ultimo album, da cui il tour prende il nome e diventato quest’anno anche un programma in prima serata su Rai 1.
Si comincia con Vent’anni, Lasciami dove ti pare e la grande La voce del silenzio, che mostra da subito il timbro deciso di Massimo Ranieri, al secolo Giovanni Calone, che al pubblico parla della necessità di innamorarsi ancora oggi, nonostante tutto, nonostante quell’età che diventa solo una scritta su un documento.






Massimo delizia poi il pubblico dell’Arena con Ti penso, Dopo il deserto e l’intramontabile Se bruciasse la città, balla sul palco e dialoga col pubblico, si fa attore e poi dà a loro il microfono, con migliaia di voci che si alzano all’unisono. Ranieri, insomma, si dimostra un abile performer, con una capacità magnetica che oggi farebbe ancora gola a molti giovani che si apprestano ad entrare nel mondo della musica.









Seguono pezzi sempre più coinvolgenti, come Tutte le mie leggerezze, Canzone con le ruote e Mi troverai, e nel mentre il cantautore si commuove nella dedica al suo inimitabile maestro Giorgio Strehler, racconta aneddoti sulla sua Napoli, sul sul nome d’arte “principesco” e sulla necessità di avere sempre il mare lì, a portata di mano, come quei sogni sempre pronti da afferrare.
A metà scaletta l’evento si accende con le famosissime Rose rosse e Pigliate na pastiglia, la dolce Quando l’amore diventa poesia e la più recente Lettera di là del mare, che al Festival di Sanremo 2022 ha vinto il Premio della Critica Mia Martini. Fra accenni alle problematiche moderne dell’incapacità comunicativa, e l’atto di andare a teatro che sembra quasi rivoluzionario, Ranieri prosegue con Erba di casa mia, Asini, Mia ragione, La vestaglia, passando dall’intima Questo io sono, infine a Istrione e Di me di te.









La luce diventa protagonista di ogni sua canzone: Ranieri a volte diventa come un’ombra sullo sfondo illuminato, come il protagonista dei suoi sogni, dei sogni di tutti noi. Quei sogni che sono ancora in volo, come canta nel suo pezzo forte, la bellissima Perdere l’amore, prima di salutare il pubblico, ma non prima di aver regalato loro cover intramontabili come Tu vuo’ fa l’americano e Anema e core.



















Fotoservizio di Francesco Schiavone e Mario Rosato.