
Il celebre cantautore ha presentato il suo originale progetto, accompagnato da due talenti pugliesi: Giovanni Giuvazza Maggiore e Raffaele Casarano
FASANO – Eufonìa, secondo la Treccani significa “impressione gradevole data dall’incontro di certi suoni nel corpo di una parola o in parole consecutive”.
Significato che rispecchia in toto “Euphonia Suite” il progetto musicale del cantautore più ribelle della musica italiana, Eugenio Finardi, che ieri (22 novembre) è andato in scena al Cinema Teatro Kennedy.
«Una suite lunga e senza interruzioni – ha spiegato il cantautore milanese in apertura –, in contrasto con le musiche attuali che picchiano veloci e sono corte».
Uno spettacolo inserito nel programma della nuova Stagione Concertistica di Fasanomusica, che celebra così in maniera originale la sua carriera che è quasi cinquantennale.
E per festeggiare Finardi si è avvalso di due eccellenti musicisti, vanto della nostra Puglia: Giovanni Giuvazza Maggiore alla chitarra – che ha preso il posto di Mirko Signorile – e Raffaele Casarano al sassofono.
Diciassette canzoni-perle pescate con cura dalla discografia di Finardi – e non solo – e vestite in maniera inusuale e sorprendente.
Canzoni che sono rinate a nuova bellezza grazie all’originalità della ricostruzione musicale e alla delicatezza dell’interpretazione.
Da Voglio all’intensa Soweto, dalla malinconica Katia a Diesel, dall’omaggio a Battiato con una mistica versione di Oceano di silenzio a Mezzaluna.
A proseguire una serie di hit: Le ragazze di Osaka, Dolce Italia e Vil Coyote, quindi il blues di Holyland, Estrellita e la simpatica filastrocca Ambaraboogie.
E ancora: Un uomo, La radio, la stupenda Amore diverso – scritta per la sua primogenita Elettra –, per chiudere con l’omaggio a Fossati con una versione onirica di Una notte in Italia.
Due i bis concessi dal trio richiamato a gran voce dal pubblico fasanese: l’inedita La battaglia e l’immancabile Extraterrestre
Fotoservizio di Francesco Schiavone.








