
La consigliera comunale ha presentato un’interrogazione: “Che fine ha fatto la mozione approvata un anno fa? Zaccaria rammenta le promesse fatte ai residenti?”
FASANO – Una nuova interrogazione sulla risoluzione dei problemi legati alla pista ciclabile che collega il centro di Fasano allo scalo ferroviario. “Dopo un anno – precisa la consigliera comunale Laura De Mola – mentre tutto tace ed il sindaco Zaccaria e la maggioranza hanno completamente dimenticato (o disatteso?) le promesse fatte ai residenti, nonostante una mozione approvata all’unanimità in Consiglio comunale, mi ritrovo costretta a presentare una nuova interrogazione”.
Lo scorso 27 aprile 2023 infatti, dopo le proteste e la raccolta firme dei residenti della strada comunale Tumigno e l’ammissione degli errori commessi da parte dell’Amministrazione in fase progettuale e di realizzazione della pista ciclabile, venne votata la mozione a prima firma Laura De Mola (e sostenuta dai consiglieri Mario Schena e Lello Di Bari) che chiedeva di intavolare un continuo confronto con i residenti fino alla risoluzione delle problematiche legate alla realizzazione dell’opera: reintroduzione del doppio senso di marcia, implementazione dell’illuminazione, messa in sicurezza dei cordoli che delimitano il percorso.
Ad oggi, dopo un anno, non si ha notizia dell’attività svolta per porre rimedio alle problematiche “laddove – precisa la consigliera De Mola – erano state fatte promesse ai residenti che sono state puntualmente disattese, così com’è ormai usuale fare in riferimento a tutto quello che viene votato ed approvato in Consiglio comunale anche con il voto favorevole della maggioranza”.
La consigliera lamenta l’immobilismo amministrativo su questo tema, incalzata nuovamente dai residenti della zona, e per questo motivo ha presentato una nuova interrogazione comunale – firmata anche dai colleghi Lello Di Bari e Mario Schena – per chiedere lumi al sindaco Francesco Zaccaria. “Prima che – conclude la consigliera – sia nuovamente estate e passi un altro anno in attesa di non si sa cosa”.