
Era il 1932 quando Don Sante Perna pose la prima pietra sul Serro Matarano.
FASANO – Nato il 28 dicembre 1879 da Ignazio, maestro muratore, e Antonia Guarini, Don Sante Perna fu un sacerdote umile, semplice, bonario, mordace, intelligente, pronto ad aiutare i bisognosi. Nel 1903 fu nominato cappellano di Cocolicchio, vi rimarrà per trent’anni. Si deve a lui la costruzione della nuova Chiesa nella contrada fasanese, su suo progetto. Sempre pronto a difendere e aiutare gli ultimi, i diseredati, i dimenticati dalla società, ebbe un’attenzione particolare per i bambini, soprattutto per quelli coperti di stracci, affamati, pieni di piaghe, maltrattati, sporchi, soli. Fu la sofferenza dell’infanzia maltrattata a fargli concepire il sogno della realizzazione della “Casa Orfani”, di cui eseguì personalmente il disegno dell’opera in china e acquerello.
Fu così che il 16 maggio 1932 viene posta la prima pietra sul Serro Matarano, terreno acquistato con sette Lire. Il sogno inizia a concretizzarsi. Quando nel 1937 i Guanelliani giunsero a Fasano, si trovarono tra le mani la viva realtà di una istituzione educativa iniziata, curata e diretta personalmente da quel grande educatore che fu Don Sante Perna, e che da allora ha accolto 6.500 ragazzi.
Da parte dei nuovi arrivati si trattava di garantirne la continuità. Assicurare cioè la gestione, l’organizzazione e la funzionalità della Casa. Soprattutto preoccuparsi che l’azione educativa, affidata ora alla attenzione di più educatori, continuasse la sua incidenza sugli allievi, diventati anch’essi numerosi e disparati: apprendisti artigiani, ragazzi delle elementari, giovani studenti.
Si iniziò all’insegna della tipica espressione dei tempi: “curare il buon andamento della casa”, che significava prendersi cura del bene degli allievi ed essere pronti, in un ambiente fatto di semplicità e di penuria materiale, a far di tutto dal rattoppare i vestiti dei ragazzi, ad aggiustarne le scarpe, a tenere puliti i locali…, a vigilare sulla disciplina e sullo studio.
Una prima fase, che ben presto lasciò il posto ad una impostazione pedagogicamente più attenta e più aperta, facendo assumere lentamente all’Istituto la fisionomia di vero “laboratorio educativo”, dove se mancavano ancora progetti brillanti ed ambiziosi, si imponeva la ricerca di un comune indirizzo, educativo, interessato al quotidiano e tutto centrato nel trinomio caro alla pedagogia guanelliana: “vedere, prevenire, provvedere”.
Quel “laboratorio”, messo in piedi quasi per istinto educativo dai primi Guanelliani scesi a Fasano, ma poi via via arricchito e attrezzato secondo le esigenze dei tempi e i bisogni dei destinatari, oggi compie 85 anni di presenza Guanelliana.
Infaticabili nel chiedere offerte e mano d’opera in nome della pura e semplice solidarietà, i sacerdoti Guanelliani, a 90 anni della “posa della prima pietra”, vogliono, e giustamente, onorare, condividere e ringraziare tutte quelle donne e uomini Fasanesi, Pezzaioli, Montalbanesi, di Cocolicchio e Frazioni, ognuno con il proprio talento, pronto a offrire una mano al Prete anomalo e pieno di entusiasmo.














Il direttore della struttura, Don Donato Lioi, ha voluto ricordare, in una prima parte del ricordo, la storia e i valori dell’Istituto.
Le nostre radici
Per i religiosi e i laici del “Sacro Cuore”, ciò ha significato non un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio finalizzato ad una fruttuosa continuità tra passato e futuro.
Già a livello geografico, posta in altura e di fronte al paese, la Casa ha rappresentato per il territorio fasanese da sempre un punto di riferimento. La dimostrazione di ciò è data dai rapporti che oggi la Casa intrattiene con il territorio più prossimo e distante: scuole, parrocchie, Comune, Provincia, Regione, ASL, Tribunali per i Minorenni ecc. Pertanto, il “Sacro Cuore” è una essenziale componente della città di Fasano che con essa interagisce, così come è noto al più ampio livello regionale.
Nel corso degli anni la Casa ha costruito una fitta rete di collaboratori, ex allievi, benefattori, amici e volontari che ad essa offrono il loro prezioso contributo umano e professionale.
La cornice di tutto è un diffuso clima di amore educativo. Nella casa, più che teorizzarlo, lo si pratica, abbinandolo al discorso sul rispetto riverenziale per l’educatore, che è l’amico fraterno, compagno di giochi e di lavoro.
Si fa leva sul senso di responsabilità, di serietà nell’applicazione allo studio, alla convivenza fraterna, condizione indispensabile per un vero tirocinio all’arte della vita.
La nuova identità socio-educativa
L’opera educativa svolta dal “Sacro Cuore” è sempre stata adeguata ai bisogni della persona. Il percorso di ricerca non si è mai interrotto.
La normativa vigente prevede la chiusura degli istituti nel dicembre 2006 (legge 149/2001, art. 2) realizzata grazie alla legge dello Stato 328/2000 e a quella della legge Regione Puglia 4/2007. Certamente una realtà educativa come la nostra, presente da oltre 80 anni e fortemente voluta da tutti i fasanesi, non poteva che ripensarsi e trasformarsi per dare nuove risposte a chi chiede aiuto. Già dal 2000 operiamo sul territorio attraverso nuove strutture, le Comunità Educative, dove è impegnata un’équipe e educatori professionisti.
I modelli educativi di riferimento rispondono ai principi pedagogici attuali, che trovano attuazione nel PEG (Progetto Educativo Guanelliano), nel PEL (Progetto Educativo Locale), nel PES (Progetto Educativo di Settore), nel PEI (Progetto Educativo Individualizzato), nel PERI (Progetto Educativo Riabilitativo Individualizzato) nel POF (Piano Offerta Formativa) e nella CEL (Comunità Educativa Locale).
Sui passi dei due maestri
Don Sante Perna fa da ponte tra Don Luigi Guanella e noi. Egli è per noi, come Don Guanella, un insigne modello nella generosità totale, nella capacità di farsi prossimo di chi è nel dolore, nella tenacia e nello spirito di sacrificio; un Uomo, immerso nella vita, nelle idee, nelle passioni, nelle azioni del suo tempo, che volle permeare tutta la sua esistenza di carità. Sentendo arrivare la sua ora, Don Sante chiamò i sacerdoti di Don Guanella per continuare la sua opera caritativa. Si rivolse agli specialisti della carità per affidare loro il suo “Sacro Cuore”. Questo Istituto, frutto dell’ispirazione divina nonché della benevolenza di don Sante, da subito trovò nei Servi della Carità una guida forte, sincera e paziente.
La Casa “Sacro Cuore” non potrà mai dimenticare Don Guanella e Don Sante, non solo per dovere di riconoscenza e gratitudine, ma anche per meglio comprendere le origini di un’opera così importante. I due, infine, rappresentano il nostro impegno a proseguire la testimonianza di carità.
Le spoglie mortali di Don Sante riposano nella chiesa della Casa “Sacro Cuore”, una prossimità anche fisica che da un lato, comprova l’affetto che saldamente congiunse Lui ai Suoi orfani durante la vita terrena e dall’altro è di aiuto e conforto ai successori.
A noi, chiamati a sostituire don Sante e don Guanella in un campo già dissodato dal loro originario lavoro, nonché favoriti da un maggior numero di personale qualificato, il compito è stato quello di approfondire, precisare, e dare compimento a quanto, ad ogni livello, da loro già avviato.
Oltre i Fondatori: ’integrazione tra religiosi e laici
Quasi sempre all’origine di una realtà di accoglienza c’è un prete o un religioso, il cosiddetto fondatore. Nell’oggi di Chiesa che stiamo vivendo si vuole verificare se oltre i fondatori ci possano essere altri preti, altri religiosi oppure se il testimone può passare ai laici. Dalla riflessione emerge con sufficiente chiarezza che “oltre” non ci saranno gli uni o gli altri, bensì si rappresenterà l’incontro di due vocazioni: quella dei consacrati e quella dei laici. È la valorizzazione dello specifico di ciascuno che permette la costruzione di una realtà di accoglienza ricca di molte complementarità tra le quali quella centrale tra religiosi e laici che consente di andare oltre il fondatore.
Volontari, Volontari del Servizio Civile Nazionale, Volontariato, Tirocinanti.
I volontari sono coloro che, condividendo l’ispirazione carismatica di San Luigi Guanella, spontaneamente decidono di affiancare la comunità religiosa e gli operatori negli ambiti di vita quotidiana. Dopo aver partecipato ad un colloquio attitudinale e ad alcuni incontri di formazione, collaborano con una significativa presenza programmata, secondo giornate e orari concordati, alla vita della Comunità Educativa.
Inoltre, agli educatori possono aggiungersi volontari del servizio civile e/o tirocinanti, che pur non ricoprendo ruoli diretti nel campo educativo aiutano in modi diversi, secondo capacità, nell’azione educativa.
La carta dei servizi
La “Carta dei Servizi” è il mezzo attraverso il quale qualsiasi soggetto che eroga un servizio pubblico o privato individua gli standard della propria prestazione, dichiarando i propri obiettivi e riconoscendo specifici diritti in capo al cittadino-utente-consumatore. Attraverso la Carta dei Servizi i soggetti erogatori di servizi si impegnano a rispettare determinati standard qualitativi e quantitativi, con l’intento di monitorare e migliorare le modalità di fornitura e somministrazione.
Infine, è lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso la esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri di coloro che erogano i servizi e di coloro che ne usufruiscono.
Per concludere questa prima parte voglio ricordare quello che don Guanella ai suoi continuatori: «fare buoni cristiani e cittadini onesti», «educare ragazzi sani, savi, sapienti».