
Seconda parte del racconto di Don Donato Lioi, per celebrare i novant’anni della struttura
FASANO – Nel primo racconto del direttore della struttura del “Sacro Cuore” Don Donato Lioi, si è analizzata la straordinaria figura di Don Sante Perna, a cui si deve la realizzazione della “Casa Orfani” sul Serro Matarano.
Prosegue dunque, col secondo racconto, la storia della “Casa degli Orfani”, in virtù dei 90 anni dalla sua realizzazione. La Casa ha rappresentato per il territorio fasanese da sempre un punto di riferimento. La dimostrazione di ciò è data dai rapporti che oggi la stessa intrattiene con il territorio più prossimo e distante: scuole, parrocchie, Comune, Provincia, Regione, ASL, Tribunali per i Minorenni ecc. Pertanto, il “Sacro Cuore” è una essenziale componente della città di Fasano che con essa interagisce, così come è noto al più ampio livello regionale.
Nel corso degli anni la Casa, ormai “Comunità Educativa” ha costruito una fitta rete di collaboratori, ex allievi, benefattori, amici e volontari che ad essa offrono il loro prezioso contributo umano e professionale. L’opera educativa svolta dal “Sacro Cuore” è sempre stata adeguata ai bisogni della persona. Il percorso di ricerca non si è mai interrotto.
Il passaggio alle Comunità Educative
La normativa vigente prevede la chiusura degli istituti nel dicembre 2006 (legge 149/2001, art. 2) realizzata grazie alla legge dello Stato 328/2000 e a quella della legge Regione Puglia 4/2007. Certamente una realtà educativa come la nostra, presente da oltre 80 anni e fortemente voluta da tutti i fasanesi, non poteva che ripensarsi e trasformarsi per dare nuove risposte a chi chiede aiuto. Già dal 2000 operiamo sul territorio attraverso nuove strutture, le Comunità Educative, dove è impegnata un’équipe e educatori professionisti, tre Centri Socio Educativi Diurni, due Case per Ferie al Mare ed ai Monti per favorire famiglie e gruppi in difficoltà economiche e infine un Centro Diurno per disabili, sempre nella Casa di Torre Canne.
I modelli educativi di riferimento rispondono ai principi pedagogici attuali, che trovano attuazione nel PEG (Progetto Educativo Guanelliano), nel PEL (Progetto Educativo Locale), nel PES (Progetto Educativo di Settore), nel PEI (Progetto Educativo Individualizzato), nel PERI (Progetto Educativo Riabilitativo Individualizzato) nel POF (Piano Offerta Formativa) e nella CEL (Comunità Educativa Locale).
La dimensione religiosa e cristiana
Come capacità di interrogarsi sul senso ultimo dell’esistenza e come disponibilità ad accogliere, nella ricerca di risposte, la proposta della parola rivelatrice di Dio.
Questo impegna la comunità educativa a: – favorire l’acquisizione di conoscenze serie e corrette sul fatto religioso e in particolare sulla persona e il messaggio di Gesù Cristo; sulle forme storiche del cristianesimo, che aiutino nella ricerca del senso dell’esistenza e conducano a libere e motivate scelte; – aiutare nella formazione di atteggiamenti ispirati a una religiosità autentica, quali l’amore per la verità e il desiderio di cercarla, la capacità di stupirsi e di contemplare, il senso del mistero, la capacità di autentico rispetto e tolleranza nei confronti delle altrui posizioni; – promuovere la capacità di sintesi tra fede e cultura. Vengono altresì rispettate tutte le altre forme religiose.
Il momento formativo
Intende favorire fra i ragazzi-giovani la nascita di rapporti di amicizia e di solidarietà, la maturazione del senso di corresponsabilità nella vita comunitaria, l’assunzione di un atteggiamento costruttivo nei confronti delle figure educative, il rispetto sostanziale dei regolamenti. Favorisce i momenti di aggregazione fra ragazzi-giovani delle Comunità Educative.
La Comunità accoglie amici e colleghi di studi dei propri ragazzi-giovani per momenti di festa e di scambio culturale, secondo le modalità indicate nel regolamento interno. Naturalmente, secondo la legge dei vasi comunicanti, sensibilizza gli ospiti delle Comunità Educative a ricambiare la visita perché altamente formativa e socializzante.
Il dialogo personale e di gruppo con il Direttore delle Comunità Educative è un momento significativo della vita di Comunità, grazie al quale il ragazzo-giovane può verificare l’attuazione del suo P.E.I., i problemi della vita in Comunità, la partecipazione alle attività.
Funzioni, ruoli e servizi
Le Comunità Residenziali del “Sacro Cuore” sono dirette da un superiore religioso dell’Opera Don Guanella che garantisce l’indirizzo guanelliano delle attività e stimola a tradurlo nel vivere quotidiano. È coadiuvato da un gruppo di confratelli, Consiglio di Casa.
La funzione direttiva è affidata ad un membro della famiglia guanelliana: gli compete la vigilanza sul corretto svolgimento del progetto, dell’organizzazione e dell’azione educativa. Inoltre, coordina l’équipe e partecipa a tutte le riunioni.
Per la realizzazione delle progettualità educative, generali e specifiche come sopra descritte, le Comunità del “Sacro Cuore”, in ogni caso sotto la direzione e responsabilità dei religiosi guanelliani presenti nella Casa, si affidano alle competenze delle seguenti figure professionali e lavorative, dal neuropsichiatra al psicoterapeuta, dall’ assistente sociale al pedagogista, dagli educatori professionali al personale ausiliario, dal medico di famiglia ai volontari del Servizio Civile Nazionale, fino ad amici e benefattori.
Voglio concludere ricordando a tutti quali sono state le sicurezze che hanno accompagnato Don Sante Perna nel progettare e realizzare un’opera a favore dell’infanzia abbandonata. Sono state due: la fiducia nel Sacro Cuore di Gesù e in quella offerta dagli amici e benefattori, gente del popolo che non ti abbandona mai, ieri come oggi. Ed allora, un ricordo affettuoso per voi ,cari Amici e Benefattori,
Ci è stato detto che ci sembrerà sempre di non fare abbastanza poiché, accanto a quello che aiuti, c’è sempre uno che muore di fame, ma questo non vuol dire che dobbiamo fermarci, che dobbiamo arrenderci o sentirci in colpa.
Oggi ad ognuno di voi viene in mente questa domanda “Perché io”?
La risposta è semplice accompagnata con gli occhi della Carità: “E se quella donna con in spalla un bambino fosse mia madre”? “E se quell’uomo con gli occhi stanchi che porta suo figlio in braccio fosse mio padre con il mio fratellino?”
“Come ho fatto a lamentarmi tutti questi anni quando non mi mancava niente, come mi sono permessa”?
“Come ho potuto dimenticare tutto ciò”?
Un senso di colpa dovuto anche alla consapevolezza che noi eravamo uno di loro una volta, con le stesse malattie, con gli stessi bisogni e con lo stesso sorriso, un sorriso che bastava poco per ottenere: una caramella, un palloncino gonfiato o semplicemente uno sguardo amichevole. Ma a questo si accompagna anche il bisogno di fare del nostro, di mettere “la nostra goccia”, ognuno di noi con le sue idee.
Alcuni di Voi, durante il corso dell’anno, hanno continuato con tanta discrezione e solidarietà: ricordo il Gruppo Dolci -Associazione “Monopoli Friends”- Biscottificio Di Leo di Matera- Pastificio Divella di Rutigliano – Pensionato Mamma Rosa, Fondazione Mater Domini, di Turi (BA) in memoria di don Pasquale Tinelli( abbiamo acquistato un pulmino) – i gruppi dei panzerotti – Minermix di Fasano – lo Zoosafari di Fasano. Siete i pilastri, le pietre angolari su cui poggia tutta la nostra opera educativa. La Casa Orfani Sacro Cuore, ieri, e le Comunità Educative ed i Centri Socio Educativi Diurni di Fasano, Polignano a Mare, Torre Canne, oggi, grazie alla vostra costante generosità e il vostro zelo ardente rendono possibile la realizzazione dei tanti progetti. Ve ne ringraziamo profondamente e assicurandovi preghiere da parte dei ragazzi, dei sacerdoti, che ogni giorno chiedono a Dio di rendervi il centuplo dei vostri benefici.
Possa la Santa Vergine Maria conservarvi nella carità e nella pace, cari amici e benefattori, e che il suo Cuore Immacolato vi conduca alla bellezza eterna.
Poi ci siete voi, gli assidui sostenitori del Soggiorno Montano, con alcuni abbiamo festeggiato il 28° anno e forse più di solidarietà.
Vi abbiamo tutti in mente, negli occhi e nel cuore. Grazie, il Signore renda merito a voi ed alla vostra famiglia.
A nome di tutti
Il direttore, Don Donato Lioi