
Il sodalizio fasanese, per mezzo del suo presidente, denuncia l’immobilismo amministrativo
FASANO – “Sono trascorsi trenta giorni da quel 7 maggio quando il sindaco e l’assessore al ramo annunciavano sui social – attraverso dichiarazioni e video annessi – novità sul piano coste e sulla estensione delle concessioni demaniali al 2033. Ad oggi, 4 giugno 2020, sulle concessioni non si è dato seguito alla delibera di Giunta, e la presa d’atto del piano costa ha iniziato a produrre i primi effetti negativi”. Sono le riflessioni di Leo Deleonardis, presidente Federbalneari Fasano ed ex assessore al demanio del Comune di Fasano.
“Piuttosto che soffermarmi ore e ore su consigli comunali che producono praticamente il nulla, mi chiedo: perché se si parla di pianificazione ci si limita a fotografare la situazione attuale e ad individuare aree, senza la minima condivisione con i privati?
Si è notato in che situazione versa la spiaggia di Torre Canne i cui commercianti in totale autonomia e con sforzi enormi, stanno provando a rilanciare la frazione?
La passerella presente sulla zona sabbiosa di Torre Canne sulla quale è stato intercettato un finanziamento e si sono investiti diversi soldi pubblici per la manutenzione, la lasceremo marcire presso l’ex mercato ortofrutticolo?
Come si pensa di andare incontro agli imprenditori che gestiscono un fronte mare inferiore ai 70 metri, in alcuni casi anche sotto i 30 metri, visto che ci si è limitati a non considerare affatto in modo scientifico l’esistente, tra l’altro senza seguire un principio di uguaglianza? Dobbiamo continuare a vedere spiagge abbandonate o inizieremo a vedere spiagge libere tanto decantate con servizi minimi previsti per legge?
I ristoranti non incamerati in pertinenze demaniali, rispetto a quanto previsto dalla legge, dovranno rimuovere i loro fabbricati di difficile rimozione rendendoli di facile rimozione? Nei 300 metri continueremo a pianificare in base ad una delibera di consiglio e non tramite una variante puntuale?
Qual é la visione complessiva che si ha del porto di Savelletri vista anche l’assenza del piano regolatore del porto stesso, senza il quale è inutile parlare di dragaggio?
I punti interrogativi sono tanti – afferma Deleonardis – e, nonostante tutte le rassicurazioni di tavoli tecnici che purtroppo restano solo parole, iniziano a fioccare i primi dinieghi verbali sul demanio (ormai prassi di questa amministrazione per la quale è più semplice trovare un capro espiatorio che una giustificazione plausibile).
Le certezze, intanto, restano a zero, con la quinta stagione estiva che prende piede senza alcun clamore e con la frazione di Savelletri, che intanto pian piano scompare nel nulla”.