
Il contratto di acquisto era stato sottoscritto senza la presenza di clausole di ripensamento
FASANO – Un’importante sentenza è stata emessa dal Tribunale di Brindisi, nella persona del G.I. Dott.ssa Marra, che ha condannato ieri la banca Intesa Sanpaolo, che nel frattempo aveva assorbito Banca Apulia, alla restituzione in favore di un risparmiatore fasanese, assistito dagli avv.ti Enrico Digeronimo e Domenico Romito, dell’intera somma investita per l’acquisto delle azioni Veneto Banca.
Il Tribunale ha dichiarato nullo il contratto di acquisto sottoscritto dall’utente in quanto avvenuto fuori dai locali della banca e senza che fosse stata inserita la clausola che prevedesse il diritto di ripensamento in favore del cliente.
“Il Giudice ha dichiarato nullo il contratto sottoscritto dal risparmiatore in quanto risulta essere stato violato l’art.30 del TUIF (Testo Unico di Intermediazione Finanziaria, ndr) che prevede, in caso di vendita di prodotti finanziari fuori dai locali della banca, lo ius poenitendi ovvero il diritto di ripensamento – dichiara in una nota l’avv. Enrico Digeronimo responsabile locale di Avvocati dei consumatori -. Tale diritto, che in questi casi deve essere necessariamente inserito nel contratto pena nullità, avrebbe la finalità di ripristinare la mancanza di adeguata riflessione da parte dell’investitore in caso di sollecitazione all’acquisto da parte del promotore”.
“Siamo soddisfatti – continua Digeronimo – per questa importante pronuncia che certamente crea un precedente per i tanti acquisti sollecitati fuori dai locali della banca e mai contestati. Si tratta di un comune modus operandi di alcuni funzionari bancari che, pur di accaparrarsi qualche contratto in più, si recano presso le case o uffici dei clienti per sollecitare acquisti e farli risultare conclusi in banca.
L’azione di Avvocati dei consumatori prosegue a tutela di tutti quei risparmiatori che inconsciamente hanno acquistato azioni (Veneto Banca, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare Pugliese ecc.) non avendo né la propensione al rischio né la conoscenza degli strumenti finanziari necessaria per il loro acquisto”.