
Il ricordo di Don Donato Lioi a quasi tre mesi dalla scomparsa
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo il ricordo personale di Don Donato Lioi in merito a Don Giuseppe Curri, scomparso di recente e che il prossimo sedici settembre avrebbe compiuto 91 anni.
“Grazie don Giuseppe Curri,
sono Don Donato, il tuo confratello e vicino di stanza che ti ricorda sentendo fortemente la tua mancanza; mi manca il tuo buongiorno, la tua buonanotte, il tuo continuo ringraziare per ogni cosa, la serenità di fronte al tuo cuore stanco e capriccioso, il tuo sorriso nella buona e nella cattiva sorte, le tue continue sollecitazioni verso il nuovo, il tifo per la squadra del Milan, l’amore educativo per i ragazzi ospiti delle Comunità Residenziali.
Caro don Pino, grazie a te ho scoperto la bellezza della misura dell’alta vita cristiana e religiosa; un sacerdote guanelliano doc.
Sei stato per me un uomo capace di pronunciare parole che colpivano il cuore perché dicevi ciò che era necessario in quel particolare momento della vita.
Le parole, quelle della Domenica, per tutti gli amici di Facebook, erano parole di incontro, di fede, di Comunità, di Carità, meditazione.
Sei entrato nel cuore delle persone facendole incontrare con quello che per te era già essenziale: la Parola di Dio. Tutto questo ti ha appassionato. Volevi bene uno per uno e tutti insieme.
La nostra oltre che ad una amicizia rafforzata dagli anni, è stata una condivisione della vita religiosa: una fatica comune nel percorrere la via della Santità. Una cosa ci ha sempre diviso: tu, tutto e subito; io, più riflessivo (lento per te) con meno fretta.
Ricordo bene: le patatine per i ragazzi, il gelato estivo e l’acqua fresca per le Ausiliarie, la coca cola la Domenica, la caramella per tutti: sono stati il tuo modo di star vicino alle persone, il ponte per entrare nel cuore di tutti.
E poi una vita vissuta e consumata da vero guanelliano: Parrocchia, Centro Anziani di Bari, Comunità Educative di Fasano, Direttore, Superiore, Economo, Assistente spirituale degli Ex Allievi, Cappellano nell’ospedale di Fasano; con la tessera di Giornalista ha seguito per molti anni “L’Amico del Fanciullo”, il giornalino della Casa di Fasano.
E poi uno sportivo, un Milanista, ma equilibrato e rispettoso; in questo coinvolgeva anche la sorella ‘Memena’ di Ceglie Messapica, era un modo per stargli vicino. Mi dicevi che in Seminario ti chiamavano ‘la macilenta’, perché avevi una salute cagionevole.
Ma il tuo sì alla vita, alla vita piena non ha mai vacillato, mai arreso, ma sempre hai lottato: la preghiera comunitaria del mattino, Confessore, Celebrazioni feriali e Festive, Pia Opera sempre aggiornata, piccole spese per la Comunità Religiosa, l’estate un periodo a Fiuggi per riposarti un poco.
Significativa è stata l’ultima omelia di domenica 18 giugno 2023 in cui affermasti ‘cari fedeli ,dobbiamo volare alto…qui c’è Dio che ci incontra e che ci dà sicurezza’.
Non ha mai tralasciato di celebrare la Santa Messa; anche nell’ultimo mese, grazie al Cellulare, dove aveva registrato il Canone, ha continuato a Celebrare.
Ma inizia anche una discesa significativa a livello di salute: il Cuore è più capriccioso del solito, tosse continua, vomito, affanno…inizia il primo ricovero (Monopoli, Bari, clinica Monte Imperatore per la riabilitazione).
Poi la mattina del 19 giugno 2023 c’è stato l’ultimo saluto nella sala da pranzo dei sacerdoti prima di partire per l’ospedale di Monopoli accompagnato dalla pedagogista.
Al Pronto Soccorso le condizioni fisiche sono apparse molto critiche.
La sera tardi l’ultima telefonata; fu breve ed interrotta continuamente da un forte affanno; mi disse di salutare tutti, di pregare per lui e che aveva molto sonno… alle 04.00 del mattino del 20 giugno 2023 l’infermiera chiama dal reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Monopoli: ‘Don Giuseppe è morto, anzi si è addormentato’.
Un cuore stanco di fatica umana e spirituale; un Servo della Carità che ha dato tutto; una lampada che ha finito l’olio dopo essere stata sopra il moggio per illuminare tutti; come un vero guanelliano doc non ha mai detto basta.
Nella Bibbia Ezechiele (36: 26-29) così si rivolge al popolo: ‘…Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne’.
Con questo cuore nuovo, caro don Pino, benedici i tuoi familiari, la Casa di Alberobello-Fasano, gli Operatori, le Ausiliarie, l’Opera Don Guanella, gli Ex Allievi, i Cooperatori, gli Amici ed i Benefattori, gli amici di Facebook che ancora chiamano al tuo Cellulare.
Per concludere: caro don Pino, hai sempre desiderato il nuovo, non quello che entusiasma e poi muore, dicevi anche che la scopa nuova spazza meglio…adesso prega il Signore, San Luigi Guanella perché questi tuoi desideri si realizzino. Ti ricordo che con i tuoi soldini, come tuo desiderio, ho pagato le fototessere dei ragazzi e acquistato le scarpe ai ragazzi che hanno partecipato al Soggiorno ad Oppido Lucano.
Don Donato Lioi, quello a cui tu riponevi fiducia.”