
L’attore napoletano regala risate ed emozioni nello spettacolo “Non c’è niente da ridere”. Nel ruolo di comprimaria di lusso, Lalla Esposito
FASANO – Peppe Barra è la tradizione popolare napoletana. Ne incarna i colori, i sapori e soprattutto le contraddizioni. E con tenacia la tiene viva da oltre dieci lustri. L’inarrivabile maschera tragicomica del teatro italiano è stato mattatore assoluto ieri (5 agosto) sul palco del Minareto nel nuovo appuntamento di Teatro sotto le stelle, la rassegna di prosa organizzata dal Comune di Fasano in collaborazione con il TTP che rientra nel più ampio cartellone estivo Wow! Fasano. Sul palco, nel ruolo di comprimaria di lusso in Non c’è niente da ridere, un’immensa Lalla Esposito.



Lo spettacolo, diretto da Lamberto Lambertini che è anche autore assieme allo stresso Barra, è un collage di storie che prendono spunto dalla realtà, crudele come la vita da carcerato o in salita come la conquista dell’emancipazione femminile, che si compongono come una rassicurante coperta patchwork. A cucire i vari pezzi gli stacchetti dei tre orchestrali, che simulano le lancette di un curioso orologio come a ricordare l’inesorabile trascorrere del tempo che trascina l’uomo nell’oblio della propria coscienza, degli affetti e dei ricordi.
E tra risate amare e spunti di riflessione profonda, trivialità (mai gratuita, va sottolineato) e momenti di raffinato teatro, si snocciolano siparietti musicali da Café Chantant, macchiette, canzoni e parodie, fino alla delicata ed emozionante chiusura degna della migliore Commedia dell’Arte: Pulcinella e Colombina, dolenti maschere, summa delle contraddizioni che solo la vita può regalare, spalle al pubblico, vanno a raccogliere il meritato applauso immaginario dall’immaginario pubblico che affolla il teatro dipinto sul fondale. Come un eterno gioco degli specchi.
Grazie, Maestro.





