
Il ricordo di Gino Bianco
FASANO – Questa mattina è venuto a mancare all’età di 74 anni Alberico Ignobile, storico dirigente sindacale del mondo agricolo, da sempre impegnato in politica, autore a Fasano e a livello regionale di storiche battaglie a favore dell’agricoltura e dei più deboli. Abbiamo chiesto al collega Gino Bianco, suo amico da sempre, un suo ricordo.
Un vero personaggio, un comunista di altri tempi
Con alcuni amici e compagni, da sempre, lo abbiamo definito il nostro stratega. Sì, stratega, perché le sue analisi, sulla politica nazionale come su quella locale, hanno sempre saputo centrare l’obiettivo.
Nonostante i vari, seri e lunghi periodi di problemi di salute, non ha mai perso la sua passione. La stessa passione che dimostrò quando, giovanissimo, si trasferì in Piemonte e iniziò il suo percorso nel mondo agricolo, diventandone un profondo conoscitore.
La stessa passione con cui, partendo praticamente dal nulla, riuscì a creare un punto di riferimento per l’agricoltura nella nostra regione.
Stratega, perché anche da una semplice chiacchierata riusciva a trarre e a trasmettere ragione, buon senso e capacità di guardare oltre.
Comunista, certamente, ma con una propria razionalità, con un pensiero autonomo e con la capacità di confrontarsi con tutti.
Aveva un carattere non proprio facile, ma era una persona lineare, coerente, sincera. Parlare oggi di Alberico significa parlare di una persona che ha saputo costruire, che ha saputo guardare lontano e che, per molti di noi, ha rappresentato un punto di riferimento certo, capace di trasformare le difficoltà in fiducia e di dare sicurezza anche nei momenti più complicati.
Tra i suoi clienti trovavi e trovi ancora oggi, grazie alle figlie Luna e Simona, il semplice contadino accanto al grande manager, il laico accanto al credente. Per tutti aveva la stessa attenzione, lo stesso rispetto, la stessa disponibilità.
Aveva però un difetto che si è portato dietro per tutta la vita: non sapeva fatturare. La sua attività, a volte, si trasformava quasi in una onlus. Prima veniva la persona, poi tutto il resto.
E sempre accanto a lui c’era Angela, verso la quale spesso scaricava il suo nervosismo, la sua rabbia, le sue preoccupazioni. Bastavano pochi minuti e tutto tornava come prima. Perché anche questo era Alberico: passionale, diretto, a volte difficile, ma profondamente umano.
Allora, grazie Alberico.
Grazie dai compagni e dagli amici.
Grazie per aver lasciato un segnale forte e pieno di significato.
Grazie per le tue analisi, per la tua onestà, per la tua capacità di guardare lontano.
Grazie per la dolcezza con cui sapevi parlare e spiegare, anche quando le cose sembravano difficili.
Grazie, soprattutto, per essere stato per tanti di noi un punto di riferimento.
Sono certo che puoi essere orgoglioso di tutto quello che hai fatto, delle persone che hai incontrato, delle battaglie che hai combattuto e del segno che hai lasciato.
Ciao Alberico. E grazie di tutto.
PS Scusaci se non ti abbiamo descritto bene ma lo stratega ci manca e siamo certi che sei nell’aldilà a organizzare qualche assemblea con amici e compagni.
Gino Bianco



