
La lettera di un cittadino, che segnala situazioni di degrado anche presso l’ex Stazione di Fontevecchia e la struttura dell’Albergabici
MONTALBANO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un cittadino di Montalbano.
“Benvenuti a Montalbano, in un’oasi che sulla carta dovrebbe celebrare la natura, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio. Nella realtà dei fatti, però, basta fare un giro nei pressi della ex Stazione di Fontevecchia e della Casa cantoniera per rendersi conto che l’unica cosa che cresce rigogliosa qui è l’incuria. Le immagini parlano chiaro e raccontano una storia di totale disinteresse e occasioni mancate.
Prendiamo come esempio la struttura dell’Albergabici, come si nota chiaramente dalle foto, l’edificio spicca in lontananza con il suo rosso acceso, ma per raggiungerlo (o anche solo per guardarlo) bisogna farsi largo attraverso una distesa di sterpaglie secche e un piazzale desolato. Che accoglienza è mai questa per i cicloturisti che dovrebbero popolare il parco? Avvicinandosi all’ingresso la situazione peggiora: cartelli arrugginiti che indicano un parcheggio fantasma, palme non potate e un cancello aperto che affaccia sul nulla, circondato da una vegetazione selvaggia che sta lentamente sovrastando il cemento.
Un luogo che doveva essere il fulcro della mobilità sostenibile ridotto a un set per un film post-apocalittico. Segnaletica e informazioni? Un insulto al turista. Se un visitatore decidesse di affidarsi alle indicazioni del parco, si troverebbe di fronte a scene grottesche. le foto mostrano la bacheca informativa de ‘La Casa del Parco’: un tabellone sbiadito e, davanti ad esso, un’altra struttura in legno completamente rovinata, spoglia e abbandonata a terra tra i rifiuti. Poco distante i cartelli delle fermate dei bus e gli orari sono sommersi da erbacce alte quasi un metro. Come può un parco definirsi ‘accessibile’ se la sua stessa segnaletica è letteralmente sepolta dal degrado? Per non parlare dell’ex Stazione di Fontevecchia: l’inutilizzo che grida vendetta.
Un’insegna parzialmente coperta dagli alberi, porte sbarrate e un cespuglio imponente che cresce proprio davanti all’ingresso principale, quasi a voler sigillare una struttura che potrebbe essere un fantastico punto di ristoro, un museo o un centro culturale. Accanto, un vecchio bidone dei rifiuti con la scritta ‘Secco’ fa da guardia a un piazzale sporco e dimenticato. È inaccettabile che beni immobili di questo valore storico e logistico, situati all’interno di un’area protetta, vengano lasciati marcire in questo stato.
Si parla tanto di rilancio del turismo, di ‘Puglia green’ e di valorizzazione delle aree interne, ma la verità è racchiusa in questi scatti: strutture inaugurate e poi abbandonate al proprio destino per mancanza di gestione. Il Parco delle Dune Costiere merita di meglio. I cittadini e i turisti meritano di meglio. Quando si deciderà, chi di dovere, a strappare queste strutture all’incuria e a restituirle alla collettività?
Un cittadino attento al suo territorio”.









