
Il comunicato del coordinamento cittadino
FASANO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Fasano.
“Leggiamo con stupore le dichiarazioni dell’avv. Fabiano Amati e non possiamo fare a meno di porre una domanda semplice: se il protocollo tra Regione Puglia, ASL Bari e ASL Brindisi era stato sottoscritto già nel 2016, perché i cittadini hanno dovuto attendere quasi dieci anni e l’intervento del Prefetto di Brindisi per vedere finalmente sbloccata una situazione che avrebbe dovuto essere normale fin dal primo giorno?
Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano è entrato in funzione appena sette giorni fa e rappresenta, senza ombra di dubbio, una straordinaria opportunità per Fasano e per tutto il territorio. Un’infrastruttura moderna, realizzata con un investimento di oltre 220 milioni di euro, finanziata per circa il 95% dal Governo nazionale, che finalmente potrà offrire servizi adeguati ai cittadini dell’area sud barese e nord brindisina. Proprio per questo appare singolare che chi ha avuto responsabilità politiche e amministrative nella sanità pugliese per oltre un decennio tenti oggi di attribuirsi soltanto i meriti, senza spendere una parola sui ritardi, sulle inefficienze e sulle occasioni perdute che hanno caratterizzato questi anni, rispetto del protocollo firmato nel 2016 dallo stesso Sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria.
La nota del Prefetto, inviata allo stesso Avv. Amati, è inequivocabile: solo attraverso un intervento istituzionale urgente sono state avviate le interlocuzioni necessarie che hanno consentito il ripristino del servizio 118 presso il nuovo presidio per alcuni reparti e l’avvio del percorso per garantirne la piena operatività. Un fatto che dimostra come il problema fosse ancora aperto e che qualcuno, fino ad oggi, non fosse riuscito o non avesse voluto risolverlo.
In questi anni i cittadini hanno vissuto situazioni difficili e, talvolta, drammatiche. Le testimonianze di chi si è visto negare il trasferimento al San Giacomo di Monopoli, pur in presenza di emergenze sanitarie, raccontano una realtà che non può essere cancellata con un post celebrativo. Famiglie costrette a ricorrere ad ambulanze private, pazienti trasferiti altrove nonostante la vicinanza della struttura e persone che ancora oggi portano le conseguenze di quelle decisioni rappresentano il volto umano di una cattiva organizzazione.
Per questo appare fuori luogo qualsiasi tentativo di trasformare una tardiva normalizzazione in una vittoria personale. La vera domanda resta senza risposta: chi aveva il potere di intervenire in tutti questi anni e perché non lo ha fatto? A ciò si aggiunge un altro dato che non può essere ignorato. Mentre oggi si cercano passerelle mediatiche, la sanità pugliese ha presentato un disavanzo di 369 milioni di euro, e saranno ancora una volta i cittadini a pagarne il conto attraverso l’aumento della pressione fiscale. Chi ha ricoperto ruoli di primo piano nella gestione della sanità regionale durante gli anni della giunta Emiliano, e l’avv. Fabiano Amati era Assessore al Bilancio (il cui compito principale nei confronti dei cittadini è garantire una gestione trasparente, efficiente ed equa delle risorse pubbliche), dovrebbe prima fare un serio esame di coscienza e spiegare ai pugliesi come si sia arrivati a una situazione tanto grave, invece di distribuire patenti di efficienza.
Fratelli d’Italia Fasano accoglie con favore ogni passo avanti che renda pienamente operativo il nuovo ospedale e ritiene naturale che il servizio di emergenza-urgenza venga progressivamente centralizzato in una struttura moderna, tecnologicamente avanzata e costruita proprio per rispondere alle esigenze del territorio.
Ma non accetteremo che si cancellino le mancanze a cui sono stati costretti i fasanesi. I cittadini ricordano bene gli anni di attese, di disagi e di promesse non mantenute.



