
La rubrica del dott. Pierluigi Demola, specialista in cardiologia e interventistica cardiovascolare
FASANO – Sono il dott. Pierluigi Demola, Medico Cardiologo, e ogni giorno mi occupo di pazienti con patologie cardiache acute e croniche. Con questa rubrica desidero offrire uno spazio di informazione chiara e scientificamente fondata sulla salute cardiovascolare.
L’obiettivo di questi appuntamenti è diffondere consapevolezza e cultura della Salute cardiovascolare.
La prevenzione cardiovascolare primaria nasce prima in casa, nelle scelte quotidiane, a tavola e nella vita di tutti i giorni, e passa attraverso una corretta informazione.
Conoscere significa proteggersi.
La pressione arteriosa elevata, volgarmente detta “pressione alta” è una delle condizioni più diffuse nella popolazione adulta del mondo Occidentale. Eppure, è anche una delle più sottovalutate, spesso perché non è conosciuta adeguatamente. Il motivo è semplice: nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti. I paziente che hanno la pressione alta, moltissime volte, non avvertano alcun malessere. Non fa male, non dà segnali sempre chiari, non limita la vita quotidiana. Proprio per questo viene spesso ignorata o scoperta casualmente durante un controllo.
La pressione arteriosa rappresenta la “forza” con cui il sangue viene spinto contro le pareti delle arterie. È un parametro essenziale per garantire che ossigeno e nutrienti raggiungano tutti gli organi. Diventa un problema quando i valori si mantengono stabilmente al di sopra dei limiti raccomandati.
Secondo le più recenti linee guida europee, si parla di ipertensione quando la pressione sistolica (la massima) supera i 140 mmHg e/o la diastolica (la minima) supera i 90 mmHg, misurate in ambulatorio in modo corretto e ripetuto nel tempo. Esistono poi forme più lievi, definite “pressione normale-alta”, che meritano comunque attenzione e monitoraggio.

La caratteristica più insidiosa dell’ipertensione arteriosa è la sua silenziosità. È un nemico subdolo.
Molti pazienti sono convinti che, in assenza di mal di testa, vertigini, mal di testa o disturbi particolari, la pressione non possa essere alta. In realtà, questi sintomi non sono affidabili per fare diagnosi. La maggior parte delle persone ipertese non avverte nulla di specifico. Eppure, nel tempo, la pressione elevata danneggia progressivamente le arterie.
Il cuore è uno dei primi organi coinvolti. Lavorando contro una pressione più alta, il muscolo cardiaco si ispessisce per adattarsi allo sforzo. Questo processo, chiamato ipertrofia ventricolare, inizialmente è una risposta compensatoria, ma a lungo andare può favorire scompenso cardiaco e aritmie. Anche le coronarie, già eventualmente interessate da aterosclerosi, possono essere più vulnerabili.
Il cervello è un altro bersaglio importante. L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio per l’ictus cerebrale, sia ischemico sia emorragico. Le arterie cerebrali, sottoposte a continua pressione elevata per anni, diventano più fragili o si occludono più facilmente.
I reni, che filtrano il sangue continuamente, possono progressivamente perdere funzione a causa del danno ai piccoli vasi renali. Anche la retina, parte dell’occhio riccamente vascolarizzata, può mostrare segni di sofferenza.
Tutto questo può accadere senza che la persona percepisca segnali evidenti.
La buona notizia è che la pressione alta è facilmente diagnosticabile e, nella maggior parte dei casi, controllabile. Il primo passo è misurarla correttamente. La misurazione corretta dovrebbe basarsi in realtà sulla media di tre misurazioni di fila, distanziate da pochi minuti di distanza, in posizione seduta, con il braccio appoggiato e un bracciale adeguato alla circonferenza del braccio, all’altezza del cuore. Una singola misurazione non basta: servono controlli ripetuti nel tempo almeno 7-10 giorni, mattina e sera o, quando indicato, un monitoraggio delle 24 ore.
È importante non sospendere o modificare autonomamente la terapia antipertensiva quando i valori si normalizzano. La normalizzazione spesso è il risultato del trattamento stesso. Interrompere i farmaci senza indicazione medica può far risalire rapidamente la pressione.
Accanto alla terapia farmacologica, le linee guida europee sottolineano il ruolo centrale delle modifiche dello stile di vita. Ridurre il consumo di sale (meno di 5 g al giorno), mantenere un peso corporeo adeguato, praticare attività fisica regolare, limitare l’assunzione di alcol e smettere di fumare sono interventi con un impatto reale sui valori pressori. Anche la gestione dello stress può contribuire a un migliore controllo.
Non tutte le forme di ipertensione sono uguali. Esistono casi legati a una predisposizione genetica, altri associati a condizioni specifiche. Tuttavia, nella grande maggioranza delle situazioni, si tratta di ipertensione “essenziale”, cioè senza una causa unica identificabile ma legata a una combinazione di fattori ambientali e biologici.
Con l’avanzare dell’età, la pressione tende naturalmente ad aumentare, soprattutto la sistolica. Questo non significa che sia inevitabile o che non valga la pena intervenire. Al contrario, proprio nelle fasce di età più avanzate un buon controllo pressorio riduce in modo significativo il rischio di complicanze cardiovascolari.
Un aspetto importante riguarda la consapevolezza. Molte persone scoprono di essere ipertese solo dopo un evento acuto, come un infarto o un ictus. La prevenzione primaria serve proprio a evitare questo scenario. Un semplice controllo periodico può fare la differenza.
Non bisogna vivere la diagnosi di ipertensione come una condanna. È piuttosto un’opportunità per intervenire prima che si sviluppino danni. Con terapie adeguate e uno stile di vita corretto, è possibile convivere con la pressione alta riducendo drasticamente i rischi.
In definitiva, la pressione alta non va temuta, ma conosciuta. Conosci il tuo valore di pressione arteriosa adesso? È importante affidarsi al proprio medico e seguire le indicazioni terapeutiche sono gesti semplici che proteggono il cuore, il cervello e gli altri organi vitali.
L’informazione corretta non genera ansia, ma responsabilità. La prevenzione comincia da gesti semplici. Se hai bisogno non esitare a scrivere a GoFasano, con una domanda per me.
Dott. Pierluigi Demola
Specialista in Cardiologia ed Interventistica Cardiovascolare
Cell. 329 9756448
pierluigidemola@gmail.com
Principali riferimenti scientifici
- 2023 ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. European Heart Journal.
- 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. European Heart Journal.
- 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. European Heart Journal.
- Williams B et al. Management of hypertension in Europe: updated recommendations. European Heart Journal.
- World Health Organization. Hypertension fact sheet, latest update.




