“Sorrisi biancazzurri”, una festa in ricordo degli amici della Fasano biancazzurra

Secondo Piano Sport

Non è un Memorial, ma un giorno di festa sul manto erboso del “Curlo” pensando a coloro che ci guardano da lassù

FASANO – Ci siamo, solo poche ore e sarà prima edizione del Trofeo “Sorrisi Biancazzurri”, una festa sportiva in ricordo di Fabrizio Bianci, Giovanni Cosenza, Giovanni Custodero, Nicola Marsiglia, Leo Orlandino, Vito Palmisano, Marco Semeraro e di tutti gli amici della Fasano biancazzurra che hanno lasciato la vita terrena. Appuntamento fissato per domani al Comunale “Curlo” in ricordo di coloro che non ci sono più e che a causa dell’emergenza Covid non hanno potuto “veder” organizzate le singole e consuete manifestazioni a loro specificatamente dedicate. Come recita la stessa denominazione dell’evento non si tratterà di un memorial, ma di una serata all’insegna del divertimento, della goliardia, della gioia e dell’aggregazione, a partire dal torneo calcistico che avrà inizio alle ore 19 e che vedrà affrontarsi senza eccessi agonistici 8 compagini, le quali si sfideranno sul verde prato del “Curlo” in gare da 15 minuti ad eliminazione diretta.

Parallelamente alla manifestazione sportiva, ci saranno musica, un ricco angolo dedicato al food & beverage, il banchetto del materiale firmato Us Città di Fasano ed “Il Fasano siamo noi” e la postazione dedicata ai tesseramenti 2020/21, la cui campagna inaugurata negli scorsi giorni vede la possibilità di partecipare all’attività dell’associazione con due tipologie di sottoscrizione, classica da 20 euro, e da 50 euro con la quale è compreso un voucher per assistere ad una gara interna di campionato del team biancazzurro in qualsiasi settore dello stadio.

Iniziativa solidale in favore del piccolo Ivan

All’evento è inoltre collegata la prima iniziativa della nuova annata dell’area solidale de “Il Fasano siamo noi”, con parte dei proventi della serata che saranno devoluti a favore del piccolo Ivan Fumarola di Montalbano, affetto da una grave malattia (Sarcoma di Ewing al 4° stadio) e costretto a nuove, impegnative e costose cure dopo aver già affrontato ben dieci cicli di chemioterapia ed un trapianto di cellule staminali.

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