La storia di nonno Ciccio, cuore e passione per il suo Foggia in scena al “Curlo”

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A 94 anni è uno dei tifosi più longevi d’Europa. Domenica scorsa era presente sugli spalti dello stadio “Curlo”

FASANO – Quegli spalti che hanno raccolto sudore, lacrime e sorrisi, che possono raccontare storie, aneddoti, vittorie e sconfitte, vere e proprie battaglie combattute col cuore, sono tornati domenica scorsa ad essere occupati da chi rappresenta il valore aggiunto di questo sport: i tifosi.

Ed è proprio un tifoso il protagonista di questo spazio. Un sostenitore “speciale” del Calcio Foggia, squadra che i biancazzurri hanno sconfitto con un goal di Corvino, è giunto al “Curlo” in barba al divieto di trasferta per gli ospiti, ma rappresenta il simbolo assoluto della vera essenza dell’essere tifoso.

Il nonno… dei tifosi italiani non poteva mancare
Nonno Ciccio in compagnia del presidente “Il Fasano siamo noi” Ignazio Lovecchio

Francesco Malgieri, per tutti “Nonno Ciccio”, ha ben 94 anni ed è considerato uno tra i tifosi più longevi d’Europa. Da quando ne aveva 12, segue la squadra in lungo e in largo, «Anche con la febbre!» afferma sorridente. Nonno Ciccio non è passato inosservato con il suo completino rossonero, con tanto di cappellino e bandiere, sulle gradinate del “Curlo” a sostenere il suo Foggia.

Un pezzo di storia calcistica e non solo

«Con la mia auto, seguo il Foggia dappertutto, da sempre, con la pioggia, con la nebbia… ho dodici decimi di vista, bevo solo acqua ed arrivo ovunque senza il sostegno di nessuno» ha raccontato il frizzante nonnino, che ha “disertato” gli stadi d’Italia solo a causa della guerra. «A 17 anni fui chiamato alle armi e mi inviarono con la divisione “Ariete” in Africa, dove fui catturato dagli inglesi ad El Alamein, e deportato in un campo di concentramento nei pressi di Glascow, dove restai per circa tre anni».

Nonno Ciccio in posa con il presidente biancazzurro Franco D’Amico

La sua prima partita risale al 1937, quando rubò una bici a un cliente dello zio fabbro, per raggiungere la squadra dalla sua città natale, Sant’Agata di Puglia. Per la prima trasferta invece, nei mitici anni 50, raggiunse Pescara con il treno a vapore, e da allora non si è più fermato, accompagnato da una bandierina che racconta le sue tappe belliche della Seconda Guerra Mondiale, e da due striscioni “Nonno Ciccio saluta tutto lo stadio” e “Pace tra Ultras”, testimonianza di sportività e di lotta ad ogni inutile forma di violenza nel mondo del calcio: «Ho evitato tantissime discussioni tra tifoserie grazie al mio intervento ed alla mia presenza».

Una presenza in tutti gli stadi dove gioca il Foggia

Diventato ormai un’istituzione, viene ospitato calorosamente in tutti gli stadi dove, accolto e benvoluto dai tanti appassionati per i quali è splendido esempio, si concede a foto e all’emozionante racconto dei suoi innumerevoli aneddoti, ascoltati ovunque con ammirazione e commozione. Ma per lui niente posti d’onore: «Voglio stare tra i veri tifosi, quelli che si emozionano» ha dichiarato ieri a fine partita.

E così, tra scatti ricordo e saluti al presidente dell’US Città di Fasano, Franco D’Amico, ed al presidente de “Il Fasano siamo noi”, Ignazio Lovecchio, Nonno Ciccio ha lasciato il “Curlo” pronto per le prossime avventure al seguito del Foggia calcio, a partire dal match casalingo contro l’Agropoli dove «sarò come sempre in gradinata, insieme ai miei ragazzi».

Il messaggio che lancia Nonno Ciccio al mondo del calcio
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