Coppa Italia serie D, la Lnd sulla finale decide di non decidere e l’Us Fasano deve ancora attendere

Calcio Secondo Piano

Il Consiglio della Lega nazionale dilettanti ancora non si esprime sulla chiusura della competizione di Coppa

ROMA – Fumata nera per la finale di Coppa Italia. Il Consiglio di Lnd tenuto nel pomeriggio di ieri non ha ancora sciolto il nodo su una finale di competizione che vede la qualificazione dell’Us Fasano, mentre sull’altro fronte non è ancora venuta fuori la vincente della semifinale tra Folgore Caratese e Sanremese. Una sfida che all’andata ha fatto emergere una vittoria a tavolino (3-0) per la compagine di Carate di Brianza, ma si deve ancora tenere la sfida di ritorno.

La fotoricordo della vittoria sul Tolentino in semifinale

Un’attesa senza responso per i tifosi biancazzurri che iniziano a pensare seriamente che la competizione finirà in un nulla di fatto. Infatti la linea finora portata avanti dalla Figc è quella della cristallizzazione delle classifiche e come tale la stessa sorte potrebbe accadere per la Coppa Italia. Perde di consistenza la possibilità che si ritorni in campo anche a distanza di qualche mese, ma rigorosamente con altri organici e questo potrebbe essere un elemento negativo per optare per questa scelta. Le indiscrezioni di corridoio danno sempre più credibilità alla possibilità che la Coppa Italia venga assegnata d’ufficio o qualora questo non avvenga, annullando la competizione, resti pur sempre il vantaggio per l’unica finalista di godere dei vantaggi consistenti nella stesura delle graduatorie di merito per il ripescaggio.
Si dovrà attendere ancora, ma l’attesa non è foriera di risoluzioni dove il campo possa essere l’arbitro per la vittoria del trofeo.

Nessun blocco degli under, i classe ’99 sono fuori

Il Consiglio di Lnd ha stabilito le linee guida per concludere la stagione gettando le basi per la prossima con indicazioni che attendono sempre la ratifica della Figc al prossimo Consiglio federale. Spicca tra le novità il mancato blocco delle classi di appartenenza degli under. Addio, quindi, alla classe 1999, confermando quanto riportato nel regolamento che vede dal prossimo anno l’obbligo di far giocare un calciatore classe 2000, due 2001 e un 2002.

Ci saranno 10 milioni di euro per le società

Una particolar importanza la riviste la decisione in ambito economico inerente allo stanziamento di 10 milioni di euro, di cui 7 destinati ad agevolare le società nel proseguire la propria attività nella stagione 2020/21, con i restanti 3 milioni che verranno destinati alla valorizzazione dei giovani partecipanti alle competizioni dilettantistiche.

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