“Buone prassi, riabilitazione e inserimento lavorativo”, a Fasano un dibattito sull’autismo

Rubrica Secondo Piano Social

Organizzato dal Lions Club Fasano Host, si è svolto ieri in sala di rappresentanza

FASANO – È avvenuto nella giornata di ieri (venerdì 4 ottobre) l’incontro “Buone prassi, riabilitazione e inserimento lavorativo” nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano. Organizzato dal Lions Club Fasano Host, il dibattito ha visto la partecipazione di Donato Celeste, presidente del Lions Club e Pasquale Di Ciommo, Imm. Past Governatore del Distretto Lions 108Ab.

Hanno dialogato il dott. Cesare Porcelli, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza, e il dott. Luca Schiavone, Presidente della Cooperativa Sociale Ruah e Coop Sociale Dis-abilità e lavoro, con la moderazione della dott.ssa Marisa Solito.

Il tema del disturbo dello spettro autistico è stato – come ha ricordato il presidente Celeste – votato come tema di studio dell’anno del distretto Lions di Fasano. «Incontri come questo servono a creare un percorso di servizio alla comunità che è la finalità principale dei Lions» ha affermato Di Ciommo, salutando e ringraziando i presenti.

Nel dibattito ha preso dapprima la parola il dott. Porcelli, evidenziando come non sia corretto catalogare il disturbo dell’autismo come malattia ma come “condizione” caratterizzata da alcune anomalie. Queste vanno dalla diversa interazione sociale, da interessi limitati e ripetitivi, dalla difficoltà di comunicazione o di movimento ed altro ancora.

«Perché ci sono oltre 2160 tipi di autismo – ha affermato Porcelli – e non è possibile portare avanti un progetto di inclusione se tentiamo di normalizzare queste persone. Bisogna esaltare le loro capacità, non evidenziare le loro mancanze.»

Ed effettivamente le persone autistiche hanno molti punti di forza fra i quali l’eccezionale memoria, la capacità di seguire routine e cogliere dettagli che spesso sfuggono a molti, la precisione quasi maniacale e – non per ultima in ordine di importanza – l’incapacità di mentire.

Da questo punto di vista si stanno facendo passi in avanti grazie a proposte di legge presentate in consiglio regionale che riguardano l’inclusione sociale degli individui affetti da disturbi dello spettro autistico. La proposta di legge prevede un albo regionale di educatori specializzati nel seguire la persona autistica nel percorso di formazione e inserimento nel contesto sociale.

A tal proposito il dott. Schiavone, che si occupa da vari anni di riabilitazione dei bambini e ora segue due centri diurni, ha presentato i casi di alcune attività lavorative – come ristoranti e un micro birrificio – in cui l’inclusione è avvenuta con successo. «Bisogna togliere quelle etichette che la società applica su queste persone. Noi non le “guariamo” – ha affermato il dott. Schiavone – diamo loro una dignità lavorativa.»

In conclusione la dott.ssa Solito ne ha approfittato per ringraziare la folta platea presente e i due relatori per aver dato cenno all’abilità più che alla disabilità delle persone autistiche. Perché a cambiare non deve essere solo la burocrazia, ma anche la mentalità delle persone sull’argomento.

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