“I giovani per l’Inclusione”, al “Salvemini” un progetto che include cibo e tecnologia

Scuola e Università Secondo Piano

Protagonisti gli studenti del corso di Grafica e Comunicazione e quelli del corso di Enogastronomia

FASANO – Nell’ambito del progetto Pon “I giovani per l’inclusione” si sono conclusi i moduli “Video editing on food 1 e 2” che hanno visto la partecipazione attiva degli studenti iscritti al corso di Grafica e Comunicazione dell’ITET e quelli del corso di Enogastronomia della sede IPSEOA.

Attraverso il cibo e la tecnologia, in un’integrazione di saperi imprescindibile come marchio di qualità sul territorio, i laboratori dell’Alberghiero si sono trasformati in spazi privilegiati di incontro, amicizia, offerta di collaborazione per il successo della squadra, confermandosi ancora una volta come realtà professionalizzante in crescita.

Protagonisti assoluti sono stati gli studenti, i quali hanno prodotto uno storytelling delle loro creazioni, mediante dei video-racconti delle diverse fasi di preparazione. La cultura del cibo e la tradizione gastronomica, supportate dai più innovativi strumenti multimediali, si sono tradotte in esperienza, acquisizione condivisa di competenze, crescita formativa.

Ne è emersa un’intesa significativa tra attitudini e professionalità differenti fra loro ma unite per il raggiungimento di un obiettivo comune: quello di valorizzare, nel segno del fondamentale connubio tra conoscenze teoriche e risvolto operativo, il senso del lavoro d’equipe, ognuno complementare all’altro, tutti concentrati nella riuscita dell’evento. Il risultato non si è fatto attendere: lo si è letto nell’orgoglio mostrato dai ragazzi, nella loro “passione” per quella che sarà, in futuro, l’applicazione naturale di tanto impegno e determinazione.

Si ringraziano in particolare i docenti Giovanni Semeraro, Antonello Vasto, Stefania De Vito, Giusi Guarini, che hanno permesso ai ragazzi di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità, facendo emergere qualità sempre più rare come inventiva e creatività.

Qui il link d’accesso al video che mostra il progetto.

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