La storia di Cosimo, una vita da pendolare e l’inaspettata sorpresa per il pensionamento

Rubrica Secondo Piano

Per 40 anni ha viaggiato nella tratta Fasano-Bari. Ecco la curiosa storia accaduta al fasanese impiegato al Policlinico di Bari

FASANO – Che bello andare in pensione sapendo che non solo mancherai ai tuoi colleghi di lavoro ma anche e soprattutto a tutti quegli “amici di viaggio” che per anni, ti hanno accompagnato con i loro sorrisi, i loro umori e le loro difficoltà, nel tragitto quotidiano verso il tuo lavoro. È la storia di Cosimo Loprete, fasanese doc, per 40 anni impiegato presso il Policlinico di Bari negli uffici di consulenza del lavoro, che nel giorno del suo commiato dall’attività lavorativa si è visto recapitare un inaspettato omaggio durante il suo ultimo viaggio in treno verso Bari. Quel treno che per 40 lunghi anni ha utilizzato per andare a lavoro. A ricordarsi di lui ci hanno pensato gli “amici di viaggio” che tutte le mattine condividevano una delle tante carrozze ferroviarie per raggiungere il proprio posto di lavoro. Un pensiero che ha commosso il neo pensionato fasanese che si è visto consegnare una targa da parte del personale viaggiante e dai compagni di viaggio.

Un piccolo pensiero verso l’amico Cosimo che, oltre a prodigarsi per ben 40 anni negli uffici del Policlinico, è stato strenuo difensore dei diritti dei suoi compagni di viaggio e di conseguenza di tutti coloro che usano il treno come mezzo per raggiungere il proprio posto di lavoro. Numerose le sue battaglie “sindacali” nei confronti dei vertici regionali delle ferrovie, ai quali si richiedevano condizioni migliori di viaggio e soprattutto orari più adeguati alle esigenze dei pendolari. Un impegno che gli era valsa la carica simbolica di “presidente” del costituito comitato viaggiatori avvalendosi anche di un gruppo WhatsApp dal quale inoltrava a tutti i suoi amici, informazioni utili circa la circolazione regolare o meno dei vari treni giornalieri.

Una vita sui treni che ha portato il nostro concittadino a incrociare centinaia di lavoratori e ad essere un testimone oculare dell’evoluzione tecnica della tratta ferroviaria locale. Dai tempi in cui le locomotive erano a gasolio e le carrozze con sedili in legno con tratta a binario unico, sino all’elettrificazione e al raddoppio, per giungere sino all’area metropolitana barese con treni regionali che nascono proprio dalla stazione di Fasano per terminare la corsa a Barletta e viceversa. Un decano di tutti i viaggiatori, non solo fasanesi, e ben voluto anche dal personale viaggiante con il quale ha sempre mantenuto rapporti di eccellente collaborazione e di grande solidarietà nelle loro battaglie sindacali per una miglior condizione di sicurezza e qualità del loro lavoro.

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2 thoughts on “La storia di Cosimo, una vita da pendolare e l’inaspettata sorpresa per il pensionamento

  1. grande Cosimo o Mimmo così come l’ho sempre chiamato io; si io, uno come tanti che hanno avuto il piacere di viaggiare con lui.
    Stiamo parlando degli anni in cui andavo al Politecnico di Bari in treno e tutte le mattina ( 1985-1989) trovavo Mimmo con la sua gazzetta ( solo il lunedì ricordo, ma potrei sbagliare) e sempre gioviale e gentile, mai scoraggiato nonostante sapesse che a differenza sua, io e molti altri che lo abbiamo incontrato, molto probabilmente avrebbero cambiato il loro modo di viaggiare, la città da raggiungere e così via.
    Ciao Mimmo e goditi questa meritata pensione.
    Spero di incontrarti alla Selva con quel bellissimo cane che hai: rimani sempre quello che sei e con quel bel carattere che hai.
    Tuo amico di frequenza ad Ingegneria dal 1985 al 1989: GDV

  2. Caro Mimmo, girando per siti mi sono avventurato in “go-fasano” dove apprendo con piacere che sei arrivato alla pensione, prima di me e dell’amico Franchino Lippolis….
    Spero che adesso ritorni alla agricoltura ……scherzo….un abbraccio fraterno!!
    Ciao a presto!

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