La didattica unisce a distanza i piccoli alunni della “Don Milani” di Montalbano

Rubrica Scuola e Università Secondo Piano

Esprimere i sentimenti, gli stati d’animo, le paure che affliggono i bambini in questo momento

FASANO – «“Caro amico, ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò…”. Parole più intonate come quella della famosa canzone interpretata dal popolare Lucio Dalla non ce ne sono. E sono diventate il titolo di un testo assegnato ai piccoli allievi della Scuola Primaria “don Milani” di Montalbano. Esprimere i sentimenti, gli stati d’animo, le paure che affliggono i bambini in questo momento e periodo particolare della loro tenera età, non è semplice».

A parlare è la maestra Maria Lombardo, responsabile del plesso: «È proprio in alcune lettere scritte dai nostri alunni agli amici e parenti lontani che si evince la loro tristezza , la mancanza della scuola, la gioia dello stare insieme, la voglia di giocare e di correre. Lettere molte significative dove alla paura e all’incertezza si alternano la speranza e la fiducia di tornare alle attività quotidiane.”

“…fingo di essere a scuola. Mi sveglio alle ore 08:00 e svolgo regolarmente i compiti. Mi mancano i maestri, le battute dei compagni, l’odore dei panini, lo squillo del telefono, la voce del dirigente Ferrara, il passo dei bidelli e perché no, anche le attività di catechismo, l’ACR, il sorriso di don Gianluca…”

Oltre a partecipare alle lezioni che noi docenti svolgiamo su vari canali (Classroom, Meet, Webex Meeting, Whatsapp Web, videolezioni, audiolezioni,…) e ad eseguire quotidianamente le relative attività assegnate. I bambini hanno saputo organizzare le loro giornate fra le mura domestiche. Chi ha imparato ad impastare, chi ad apprezzare il lavoro delle mamme, chi a godersi più a lungo le coccole del papà seduti sul divano a vedere un bel film. E poi … lettura, giochi da tavolo, giardinaggio, cantare sui balconi, … Anche un piccolo fiore sbocciato o una farfalla variopinta sono stati spunti per diventare “poeti in erba”. Con il materiale a loro disposizione hanno realizzato meravigliosi disegni e lavori che saranno esposti in una bellissima mostra quando questo triste e buio momento sarà passato.

I nostri “piccoli eroi”, così li chiamo, mandano in giro biglietti gentili, frasi di conforto ai nonni, a chi è ammalato, ai maestri, facendo diventare “virale” la loro presenza e la loro gentilezza. Ed è anche grazie alla preziosa collaborazione dei genitori che tutto ciò diventa possibile; le famiglie si stanno adoperando in tutti i modi per rendere meno arduo il nuovo cammino che abbiamo intrapreso. Ognuno di noi ha messo a disposizione dell’altro le proprie competenze per il raggiungimento del comune obiettivo. Il coronavirus ci sta insegnando che non possiamo fare a meno gli uni degli altri e che la “distanza” è solo una costruzione della cultura e della mente umana».

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