Il Salvemini per l’AIRC, via al progetto sociale “Cancro, io ti boccio!”

Rubrica Scuola e Università Secondo Piano

Iniziatva riservata alle scuole per sostenere la lotta contro il cancro

FASANO – L’istituto scolastico “Salvemini” si costituisce parte attiva di un ambizioso progetto sociale prosegue con “Io ti boccio…con il sorriso”, nell’ambito del più ampio progetto “Cancro io ti boccio” che l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha riservato alle scuole e che si affianca all’iniziativa “Le arance della salute”. Questa volta la Sala Agape dell’Istituto, a partire da venerdi 24 gennaio, ha aperto le porte a tutta la cittadinanza, alla presenza del Dirigente Scolastico, prof.ssa Marella Convertino, della ex Dirigente prof.ssa Rosanna Cirasino, del Vicesindaco prof. Giovanni Cisternino, dell’Assessore dott.ssa Cinzia Caroli, dei volontari dell’AIRC e di tanti amici sostenitori, oltre che di tutta la comunità scolastica dell’Istituto “Salvemini” di Fasano.

La speranza condivisa di debellare una delle piaghe del nostro tempo è emersa con la grazia e la forza del sorriso di Giovanni Custodero, che la prof.ssa Angela Cupertino, nel ruolo di referente conferitole dal dott. Michele Mirabella, ha voluto ricordare perché ha combattuto con valore la sua personale battaglia e quella di molti altri, sopravvivendo al tempo grazie ad una determinazione e una sensibilità fuori dal comune.

La militanza trentennale della prof.ssa Cupertino nell’AIRC si impreziosisce del ricordo della prima vendita di azalee in piazza quando, nel suo imminente essere madre, si preparava a portare avanti negli anni la tradizione del dono delle azalee della ricerca; della gratitudine per la signora Primarosa L’Abbate che riuscì a riunire il primo gruppo di volontari; della commozione per Lorenza L’Abbate, colei che, dopo Primarosa, ha continuato a condurre con “grande dedizione e impegno” il suo compito di affrontare la lotta contro il cancro, in prima linea, in piazza con i volontari fino all’ultimo, “anche se duramente provata dalla malattia”.

E prosegue: «Ho assunto questo ruolo con gioia perché credo fermamente che dedicarsi agli altri gratifichi prima di tutto se stessi; mi auguro di essere all’altezza del compito ma per farlo ho bisogno della collaborazione di tutte le forze del territorio…e di tutti voi. Il sorriso citato nel nostro progetto fa riferimento a quello di Giovanni Custodero che con il suo sorriso ha dato una lezione di vita. Abbiamo messo la nostra specificità a servizio dell’AIRC con un servizio colazione per gli studenti di tutte le scuole del territorio, affinché i nostri giovani tornino a scambiarsi emozioni e pensieri guardandosi negli occhi e non attraverso un cellulare. La riuscita del progetto è ascrivibile alla collaborazione dei tre indirizzi del Salvemini, in tutte le sue componenti. Siamo coesi, determinati e collaborativi».

La facoltà di assumersi la propria parte di responsabilità, di scegliere da che parte stare e di stare dalla parte del bene importa, così come induce a riflettere Italo Fiorin, con questa frase simbolo della necessità dell’impegno personale al cambiamento: «Spetta a me decidere che pensieri coltivare, che comportamento assumere, che cosa significa tacere e girarsi dall’altra parte […] per accorgermi che sono chiamato a prendere posizione».

Ed è questo che la Scuola è chiamata a dire, a fare, a trasmettere agli uomini che saranno domani, che conta: la consapevolezza che niente che riguardi l’altro ci sia estraneo e che si possa, andando e combattendo insieme, perseverare, sorridendo, in questo difficile ma non più rinviabile umanesimo resistente.

Tagged

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *