Con un flash mob “al di là del Covid” i ragazzi del da Vinci son tornati tempesta

Rubrica Scuola e Università Secondo Piano

Sulle note di “Al di là dell’amore” di Brunori Sas gli studenti del progetto “Intrecci di musica e letteratura” hanno celebrato la fine dell’anno scolastico

FASANO – Immaginate di essere a scuola, nelle aule che vi hanno accolto ogni giorno. Quella scritta sul banco graffiato che non vuole andar via è così banale e familiare che oramai non ci fate nemmeno più caso. Oggi è l’ultimo giorno di scuola: zaini praticamente vuoti, leggeri come solo l’adolescenza dovrebbe essere. L’atteso trillo della campanella sovrasta la voce dei professori che scherzano e salutano: appuntamento a settembre. Fuori dal portone ci si prepara ai gavettoni, perché l’acqua rinfresca e anticipa il sapore del mare.

Quest’anno le cose, però, sono andate diversamente e allora – esattamente come docenti e discenti hanno dovuto reinventare gli spazi della didattica – si è dovuto reinventare un finale altrettanto bello.

Ieri pomeriggio (lunedì 8 giugno) un gruppo di studenti del progetto “Intrecci di musica e letteratura” è finalmente tornato a varcare i cancelli del “Leonardo da Vinci”. Sotto lo sguardo orgoglioso e commosso della preside Maria Stella Carparelli, guidati dai professori Michele Iacovazzi, Mina Corelli e Ottavio Savoia, hanno organizzato un flash mob trasmesso sui canali social dell’Istituto per celebrare l’ultimo giorno di scuola di un anno che passerà alla storia.

Ci si saluta con i gomiti, si sta con le mascherine e a distanza di sicurezza. Superato il metro ecco di nuovo quei sorrisi che cantano assieme “Al di là dell’amore” di Brunori Sas. Le braccia si tendono verso il cielo e lanciano gli zaini per aria prima di riprenderli e adagiarli in fila, a tracciare una sorta di confine tra la scuola che è stata e quella che abbiamo imparato a conoscere, con la speranza di tornare il prima possibile ad assembrarsi per la ricreazione.

Brunori nel suo brano canta «E vedrai che andrà bene / Andrà tutto bene / Tu devi solo smetterla di gridare / E raccontare il mondo con parole nuove». Ieri gli studenti hanno dato prova di riuscire a raccontare il loro mondo con parole nuove, di riuscire a tracciare il confine fra il bene ed il male.

Con una preghiera laica – che citiamo solo in parte – raccolgono la loro «voglia di rinascere e sognare, progettare e ricostruire». Escono dalle loro «case prigione, porto, santuario mostrando la nostra faccia migliore. Oggi siamo il risveglio della terra, il suo respiro, il suo ritmo, il suo movimento. Oggi rinunciamo ancora agli abbracci e alle strette di mano, ma vogliamo riappropriarci delle parole. […] Difendi la scuola, difendi il nostro cortile, perché la rete non sia l’unica piazza, il solo palcoscenico delle nostre vite. […] Siamo stati quiete e vogliamo tornar tempesta!».

Al di là del Covid, appuntamento a settembre.

Fotoservizio di Mario Rosato

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