La scomparsa di Gigi Simoni, il tecnico gentiluomo che ha lasciato il segno anche a Fasano

Calcio Prima Pagina

Una serata indimenticabile quel 20 dicembre 2018 al teatro Sociale

FASANO – La scomparsa del tecnico gentiluomo Gigi Simoni ha toccato molto da vicino anche gli sportivi locali che ancora lo ricordano nella sua venuta in zona, quel giovedì 20 dicembre 2018, in un teatro Sociale gremito non solo di tifosi nerazzurri, ma principalmente di appassionati del calcio, quello con la lettera maiuscola. Scomparso nel pomeriggio di oggi all’età di 81 anni, resterà per sempre l’allenatore garbato, di quelli che iniziano ad essere sempre più merce rara nel panorama calcistico nazionale. Era intervenuto a Fasano come ospite d’onore all’iniziativa Natale nerazzurro presentando il suo libro biografico “Simoni si nasce”. Una serata brillante presentata da Mimmo Capozzi che sul palco coinvolse anche due protagonisti di quella splendida stagione: Francesco Moriero e Francesco Colonnese. Chiaro il riferimento al primo trofeo vinto nell’era di Massimo Moratti, quella gloriosa stagione 1997-98: la Coppa Uefa al Parco dei Principi di Parigi contro la Lazio.

20 dicembre 2018, l’arrivo al teatro Sociale di mister Gigi Simoni

Un evento organizzato dal locale Inter club “Giacinto Facchetti” presieduto da Lello Cinque. “Simoni si nasce”, resta la biografia particolare per le generazioni future, affinché si ricordino i veri valori su cui è fondato lo sport in generale e il calcio in particolare. Bastano pochi numeri per capire la grandezza del personaggio Simoni: 14 promozioni (7 da allenatore in serie B, record di ogni epoca), una Coppa Uefa con l’Inter e un torneo anglo italiano con la Cremonese.

Mimmo Capozzi, presentatore di quella serata storica

“È più facile riconoscere la bontà che trovarle una definizione”, queste le parole a caldo di Capozzi, presente in quella serata storica al teatro Sociale. “Il giorno in cui ho incontrato Gigi Simoni ho avuto l’immediata sensazione che si prova quando incontriamo una persona per la prima volta e la riconosciamo subito come buona. La voce, il portamento, gli occhi, ormai stanchi, di un uomo buono, dai modi signorili, sicuramente non di maniera o di circostanza, di una persona genuina, come il calcio che ha sempre praticato, amato e insegnato”.

Una serata, quella fasanese, che resterà indimenticabile per i presenti che hanno ascoltato la carriera unica di Simoni: sessant’anni nel calcio prima da giocatore (un’ala imprendibile che faceva coppia nel Torino con il grande Gigi Meroni), poi da allenatore vincente ed infine da dirigente sportivo con la doppia promozione con il piccolo Gubbio (dalla C2 alla B) e per ultimo da presidente della sua amata Cremonese che lo ha eletto allenatore del secolo.

Simoni sempre schietto
Quando Simoni disse: “Io mi tengo il mio Ronnie”

Una serata che sarà ricordata anche per la schiettezza di Simoni che all’esplicita richiesta di un confronto tra Ronaldo e CR7 rispose francamente: “Io mi tengo il mio Ronnie”, tra gli applausi a scena aperta dei presenti. Non solo. Sarà ricordata anche per quel “Si vergogni”, affermazione che il tecnico di Crevalcore ricordò ai presenti di aver pronunciato all’indirizzo dell’arbitro in quel indimenticabile pomeriggio del 28 aprile 1998 al Comunale di Torino, al termine di un’azione viziata da un rigore negato a Ronaldo, nella classica sfida Juventus-Inter. Resteranno anche i brillanti siparietti con i presenti, Moriero e Colonnese, due suoi pupilli.

Una serata storica per gli sportivi locali

Una serata che adesso rappresenta la storia per gli sportivi locali che ora più che mai possono apprendere a pieno l’essenza del tecnico Simoni, sempre più simbolo di un calcio di altri tempi che non c’è più.

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