Umberto I, Fratelli d’Italia attacca il sindaco Zaccaria ed il consigliere Amati

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La dirigente locale, Grazia Neglia: «Fasano ancora una volta messa all’angolo»

FASANO – Sulla questione Umberto I e pazienti Covid, dopo il duro attacco dei sindacati dei medici nei confronti del dirigente dell’ASL di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, ora interviene anche la locale sezione di partito “Fratelli d’Italia” che, con un comunicato a firma della segretaria cittadina Grazia Neglia, chiede al sindaco e al consigliere regionale Amati di esprimersi sulla vicenda.

“Appare abbastanza strano quanto stiano combinando i nostri maggiori rappresentanti istituzionali, al secolo il sindaco Zaccaria e il Consigliere Regionale Amati, senza attenuanti né per l’uno né per l’altro.
Il primo e la sua maggioranza – si legge nel comunicato – con il solito comunicato stampa, attacca l’opposizione rea di farsi propaganda politica, quando questa interviene denunciando il fatto che l’amministrazione comunale, unitamente ad Amati, non si è opposta, non prendendo posizione alcuna e senza fiatare, quando la Regione Puglia ha soppresso i 10 posti letto di Ospedale di Comunità (posti letto utili alla comunità locale) sostituendoli con 12 posti letto di post COVID-19 (soggetti positivi al virus e ancora infetti), andando palesemente contro i cittadini fasanesi, anziché valutare l’opportunità ed impegnarsi per attivare, presso l’ex Ospedale di Fasano, un reparto di Riabilitazione respiratoria post acuti così come più volte, nell’interesse della comunità, richiesto.

Le facciamo notare sindaco che è stato lei, ormai oltre 3 anni fa, a firmare per la chiusura dell’Umberto I di Fasano ed ha barattato il tutto con n° 30 posti (20 + 10 di Pediatria) di PTA e non di 10 così come in effetti erano a regime prima della conversione a “post Covid”.

Il secondo, invece, dopo non essersi opposto alla soppressione a Fasano dei 10 posti letto di Ospedale di Comunità, in cambio dei 12 posti letto “post Covid”, e non essersi impegnato in tutti questi anni affinché si dotasse l’ex Ospedale fasanese dei 30 posti letto originariamente previsti, che fa? Si impegna come non mai (vedasi enfasi mediatica del caso) per la realizzazione, in tempi da record, e per l’apertura della Casa della Salute di Cisternino, una struttura in dotazione alla ASL su due piani e da 24 posti letto, che inizialmente sarà usata per i pazienti post Covid e che successivamente sarà a disposizione, come afferma lo stesso Amati, di tutto il distretto Cisternino-Fasano-Ostuni. Questa è la classica ciliegina sulla torta ovvero mentre a Fasano i posti di Ospedale di Comunità dovevano essere 30 (20+10) a Cisternino dove, da Piano Ospedaliero approvato il 16
marzo 2020 dalla Regione (vedasi pag. 17 dello stesso Piano), ne erano previsti 16 (12 + 4 attivabili) che fa la Regione e il buon Amati? Ne realizzano 24 con la possibilità di arrivare a 30.

Vorremmo far notare ad entrambi, infine, che quello che avviene giornalmente all’Umberto I° è qualcosa di scandaloso e inaccettabile. E’ stato creato un reparto COVID all’interno dell’ex Ospedale, dove la reale separazione con gli altri servizi è praticamente inesistente, con tutte le promiscuità e le criticità del caso che sono ben note a tutti. Si ricorda e ribadisce che una parte del nosocomio lavora ed opera ancora come CUP nonché con servizi per prestazioni indifferibili (ad es. reparto di Oncologia), nonostante il periodo e nonostante le disposizioni della Regione Puglia. Cosa accadrà non appena si comincerà con la fase 2 e gli ambulatori lavoreranno a pieno regime?

Di sicuro c’è che la Città di Fasano, grazie ai suoi amministratori, locali e regionali, ancora una volta è stata messa all’angolo, ancora una volta saccheggiata e vittima sacrificale a beneficio di altre realtà.”

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