Trisciuzzi saluta (per ora) la politica: la lettera che chiude la sua esperienza da consigliere comunale

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Ieri doppie dimissioni in Consiglio comunale: l’ex pentastellato affida ad una lunga lettera l’ultimo atto

FASANO – «Questo è il mio ultimo intervento sig. Presidente in questa assise, al termine dello stesso mi si consentirà di rassegnare le mie dimissioni, che sono la naturale reazione a 4 anni e mezzo esatti di questa amministrazione». Comincia così la lettera di dimissioni del consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi.

«Per ragioni comprensibili – prosegue – non si può fare l’elenco e nemmeno un adeguato riassunto delle Centinaia tra interventi/mozioni/interrogazioni/accessi agli atti/istanze, scritti o verbalizzati in kilogrammi di carte e ore di consigli comunali. Sarebbe più  corretto dire, durati ore proprio a causa dei miei interventi (perché diversamente qui i Consigli sarebbero  durati  poche decine di minuti), ma quanto accaduto è a fondamento di questa scelta.

Ho mantenuto una promessa. Ciò ho fatto per rispetto e dedizione al mandato ricevuto da 5085 voti, di persone, esseri umani desiderosi di un cambio radicale, desiderosi di azzerare una classe politica in quanto falsa e traditrice, per promuovere la Crescita sociale ed economica del nostro territorio meraviglioso,  ma soprattutto per una crescita culturale del Popolo, in nome della quale ognuno di noi è seduto su questa Poltrona, spesso dimenticandolo.

Lo dicevate anche voi, ricordate? “Zac, un taglio col passato”

In quest’aula che sarebbe dovuta essere la casa dell’ascolto, della tolleranza, del dialogo e del confronto, è divenuto, come prima più di prima, un palazzo blindato e fortificato ove arroccare l’interesse privato e gli interessi di parte o di partito. Non diversi da quelli che vi precedevano.

Con la scusa dell’interesse dei Cittadini, ma di fatto in danno dei Cittadini. E ciò sin da subito.

Qui per quasi 5 anni, e ciò fino ad oggi,  si è celebrato il gioco del silenzio e dell’alzata di mano, dell’omertà e del compromesso, la riprova sta nel fatto che politicamente  tutti si sono alleati con tutti dopo le elezioni del 2016, e sono già tutti pronti a recitare un’altra sceneggiata elettorale.  Altro che taglio. Altro che Passato. È questo il Vostro Presente e lo sappiamo tutti.

Questo insopportabile clima, quello che questa amministrazione doveva cambiare, è finanche dimostrato nero su bianco, dalle centinaia di intercettazioni telefoniche emerse per ultimo nei processi penali oggi pendenti, che a prescindere dal loro peso giudiziario, che da avvocato giammai vorrei giudicare, dimostrano la dubbia moralità di gran parte degli amministratori, dei politici e della politica di questa città.

Dimostrano senza dubbio la Cappa irrespirabile che incombe su Fasano. Irrespirabile per il Popolo, certo non per voi.

Da dove iniziare?

La questione sanitaria e la gestione dell’ospedale. Avete respinto decine di richieste di chiarimenti e firmato di nascosto la chiusura dell’Umberto I. Ad Ostuni, Monopoli e Martina Franca è andata diversamente. Non avete mai reso conto sui milioni stanziati dall’asl per la riconversione. Avete tolto per promettere, molto è già stato detto e lo avete ascoltato tutti.

Quanto all’ambiente. Avete scaricato tutte le colpe del degrado alla gente, non vi siete assunti alcuna responsabilità culturale e politica di questo scempio. Le stesse colpe che poco tempo fa attribuivate ad altri. Colpe Evidenti nel processo penale per truffa alla Città da parte della Tradeco, che avete insabbiato, e un contratto nuovo quello con la Gial Plast, che scade tra qualche mese e che non è nemmeno mai stato presentato alla città.

Stiamo ancora aspettando la Tariffazione Puntuale che avevate promesso, e che abbiamo pagato anche questa volta e anche in questo contratto. La riprometterete alle prossime elezioni?

Sulla gestione della costa e sulla redazione del Piano Costa, è stato detto tutto. Con la Consigliera Olive abbiamo scoperchiato le miriadi di affari, speculazioni, di conflitti di interesse, sull’appropriazione del nostro Litorale. Anche li pare ci sia una indagine penale, ma non mi esprimo in termini giuridici.

Non tutto ciò che è immorale politicamente è anche illecito, e riguardo alla vostra moralità, la sentenza è già stata scritta.

Sui servizi sociali, avete creato un Consorzio a direzione politica e partitica, lo testimonia il fatto che il suo primo direttore è stato il Segretario provinciale del PD, oggi Deputato. Su questo mai c’è stato un vero rendiconto e soprattutto una programmazione partecipata sui tantissimi soldi gestiti per uno dei settori più importanti a tutela delle classi deboli.

La questione tributaria ha seguito lo stesso destino. Chiusa roccambolescamente la Tricom non si è mai fatta chiarezza sui suoi bilanci, sui conti, mai depositati e sconosciuti a tutti noi, siamo ancora creditori di un milione di euro, dopo aver subito anni di riscossione tributaria clientelare e politica, che ha fatto danni inestimabili al nostro erario e nessuno lo dice. Nessuno di voi ha chiesto giustizia.

 E proprio in queste ore si privatizza nuovamente la gestione di alcuni tributi ad una ditta esterna. Oggetto anche di questo consiglio,  e che approverete come sempre, senza troppe spiegazioni. Anche questo non l’ha ancora detto nessuno. Dopotutto, visti i trascorsi di questa città, chi dovrebbe dirlo?

E come non citare la gestione delle antenne, da anni non viene approvato un Piano Comunale ma chissenefrega del delicato problema dell’inquinamento elettromagnetico, nelle nuove tecnologie che avete scelto di “sperimentare”, perché di sperimentazione si tratta, sulla pelle dei vostri concittadini.

Qualche mese fa ho invitato tutti voi ad un incontro con un Cittadino onorario di questo paese, autorevole per nomina comunale, con ricercatori di spessore, solo per discutere, solo per ascoltare. Per dubitare. Semplicemente, per un tema fondamentale come la Salute Umana (che oggi improvvisamente tanto vi e ci preoccupa).

Niente, avete snobbato, disertato e ridicolizzato anche questo tentativo di approfondimento.

Stesso destino ha avuto la gestione del problema Xylella, uno dei dibattiti più importanti per la nostra terra. Anche qui avete preferito silenzio e addirittura Censura. Addirittura avete cercato di impedire più di una manifestazione pubblica. Altro che dialogo, altro che ascolto.

Poi, per per ultimo è arrivato il Covid, e tutto questo è stato  rimandato “causa covid”.

Mai avrei pensato – continua Trisciuzzi – che una emergenza sanitaria globale e cittadina sarebbe divenuta oggetto anch’essa di una gestione di parte, per nulla partecipata, per nulla trasparente, per nulla equa. Dagli aiuti economici ai bisognosi, al sostegno alle aziende locali, alle dinamiche sanitarie. In un anno MAI una riunione, MAI un incontro, MAI un resoconto.

Anzi, al contrario questa malattia ha contribuito a distanziarci, distanziare sia le persone dalle persone, ma anche e soprattutto le persone dalle politica e dalle istituzioni.

Cosa che chiaramente avete immediatamente digerito, se non promosso. Il sogno proibito della malapolitica: Amministrare senza rendere conto, senza guardare negli occhi, senza ricevere una critica o un dubbio.

Tutto questo è desolante ed è solo una parte della vostra insipienza.

Ma sono state dette, e soprattutto ho detto molte cose, tutto visionabile, tutto nero su bianco, nei documenti e nei video resi in quest’aula, anche se spesso a tarda notte e senza voce, con poche visualizzazioni e con alcun resoconto da parte delle testate locali.

Alle domande, ai dubbi, alle denunce si è risposto con l’irrisione, la derisione, la maldicenza. Tutto evidentemente per oscurare le critiche, celare la verità dei fatti, per esercitare il Potere in nome del Popolo, quindi contro di esso.

Silenzio e Manipolazioni, spalleggiate da un giornalismo perlopiù asservito e a libro paga della politica, che invece di ringhiare contro il governo e verso la classe dominante, ringhia e morde contro le opposizioni quando non riesce ad ignorarle,  si scaglia non contro il governante, ma contro pensiero critico e non allineato.  

Certo a Fasano, ed evidentemente anche altrove.

Mala Tempora Cucurrunt attenzione, per tutti, nessuno escluso.

Grazie a tutto questo infatti stiamo scivolando, neanche troppo lentamente, verso una società sbagliata, repressa e depressa, che non ha imparato nulla dagli sbagli del passato, anche quando il passato è non troppo lontano.

E di chi è la colpa se non delle istituzioni? Di chi è la colpa se non delle persone che amministrano la cosa pubblica su queste poltrone? Avevo speranze e ambizioni differenti qui dentro, e con ognuno di voi. La Politica Locale ritengo sia ancora l’ultimo presidio di democrazia. Un termine sempre più in crisi, per molti desueto e “rivedibile”.

Me ne vado, lascio questo scranno e il Consiglio Comunale perché sento ormai che non ha più senso parlare coi suoi muri, così come è senz’altro uno stupido chi cerca di seminare sull’asfalto, li dove non può crescere nulla.

Lo faccio però al termine del mandato, dopo anni di sacrificio e di fatica.

A chi mi giudicherà per questo, tuttavia potrò rispondere che in questa assise mai ho perseguito in un solo ordine del giorno o voto, l’interesse mio o di un privato,  di una parte e finanche di un partito.

Ho cercato esclusivamente di perseguire il bene pubblico, quello in cui credo e che ho promesso e cercato di garantire a tutti. Costituzione Italiana alla mano.

Si, in modo spesso acceso, per qualcuno forse troppo.  

A loro, a queste persone, chiedo scusa per il turbamento arrecato, possono restare serenamente assopiti, la passione, l’idealismo, l’ostinazione sono valori politici, non difetti invalidanti, come forse avete ritenuto.

La politica che ricerca il consenso, maniaca dei toni istituzionali e incravattati, che si auto attribuisce il “Senso di Responsabilità e delle Istituzioni”, che gioca con le carte e le parole, che rende “pompieri gli incendiari” non era quella che intendevo rappresentare.  E non è stata certo quella per cui sono stato mandato qui dai miei concittadini.

Avevo promesso di provare a cambiare la Politica, e non di farmi cambiare dalla stessa. Di restare Cittadino tra i Cittadini, e in questo credo di esserci riuscito.

Adesso, e per adesso, me ne ritorno all’Agorà. Alla Piazza. Quest’Agorà così potente, ma così resa ovattata dal distanziamento sociale e dalla virtualità, e che seppur non ha impedito la diffusione di un virus, di cerca di debellare quel poco di Socialità rimasta, quella che è necessaria ad ogni Popolo per affermare i propri diritti. Ma non durerà molto.

Lascio la poltrona che è simbolo di privilegio, di favore, ed effettivamente lo è. Non per me. Per me non è stato affatto facile. Diversamente da quanto si creda, chi tutela in modo ostinato il bene pubblico qui è più facile che venga visto come un nemico. Che strano!

Adesso un piccolo sguardo al futuro.

Dopo il silenzio e il deserto politico assordante vissuto in una intera consiliatura, però sono già pronti sui nastri di partenza le centinaia di candidature politiche, decine di liste, slogan,  comitati, agenzie di comunicazione, è già tutto pronto per riavvolgere il nastro elettorale.  Riavvolgerlo e servirlo alla Città quando sarà troppo tardi per non accettarlo.

Centinaia di candidati designati a sedersi ad una poltrona come quella da cui mi sto alzando, precettati dalle famiglie, dai parenti, dai gruppi social, dalle comitive, dalle ditte private e dagli amici degli amici. Perchè? Spesso me lo chiedo: per i loro affari, per i ricatti, le pressioni ricevute o per il Bene Pubblico?   

Arriva il Carnevale elettorale, una storia si ripete ogni 5 anni al solo scopo di far vincere e governare sempre le stesse persone e sempre le stesse dinamiche. Dividere e Governare. Più candidati ci sono, più chance di vincere hanno i soliti, mentre tutti gli altri invece si illudono di poter avere altri benefici dai vincitori. Non è vero Colleghi? Possibile non si sia capito? Possibile che ancora non l’abbiano capito i Cittadini? A questo bisogna resistere e opporsi, da subito. Rifiutando ogni complicità con questo sistema, già all’atto dell’offerta della candidatura.

In questi quasi 5 anni, giammai vi ho visto promuovere la partecipazione cittadina, favorire la cultura politica, invero molti non vi ho nemmeno visto intervenire, esprimere un pensiero che non fosse un voto favorevole a voi, e sfavorevole alle mie istanze. Avete passato quasi 5 anni a respingere tutte, e dico tutte, le richieste di incontri, di riunioni, e momenti di confronto, che ho formulato per i più disparati argomenti. Argomenti tipici dell’interesse privato: Salute, Ambiente, Equità fiscale, Disagio Sociale, etc etc.

 Con fatica ho ricordato costantemente di “seguire il consiglio”, l’avesse mai fatto uno di voi insieme a me, spiegando punto per punto cosa si intendesse votare. La maggioranza di voi non si è mai espresso, né qui né fuori di qui.

La verità è che questo è uno spettacolo davvero difficile da “seguire”. E difatti il più delle volte da questa poltrona mi sono voltato, e non c’era nessuno.

Da dove sbucano gli eserciti di candidati che sfornate ad ogni campagna elettorale?

Per fare politica è necessaria una società sana, ricca di valori, recettiva e accogliente…..ma si può sapere dov’è finita questa società? Quella migliore, quella sensibile, delusa e disillusa si è tutta ritirata al di qua di uno schermo. E di chi è la Colpa se non di chi è seduto qui dentro?

Dopo aver detto tutto e fatto tutto quello che potessi fare, da opposizione, in questa assise e nell’arco di questa consiliatura triste, per smuovere questo stagno, prima di abbandonare l’aula tengo a fare dei ringraziamenti:

Ringrazio i dipendenti di questo Comune, quelli che lavorano sodo e che vivono in questi uffici più di ognuno di noi, che con spirito di sacrificio proteggono gli ultimi presidi di interesse pubblico presenti nella cosa pubblica. I più sono invisibili, silenziosi e timorosi di ritorsioni, hanno bisogno di essere incoraggiati, invece vengono emarginati.

Ringrazio  tutta la compagine politica locale, i sostenitori attivi, passati e presenti di questo cammino travagliato, i 24 componenti della mia lista che nel 2016 mi ha  dato la possibilità di entrare in questo consiglio comunale. Uno di loro siederà qui al mio posto, e gli faccio i miei migliori auguri. Io spero di essere stato all’altezza del ruolo e della fiducia che loro prima di tutti mi hanno conferito. Al di la spero di qualche incomprensione.

Per ultimo ringrazio le 5085 persone che mi hanno dato sino ad oggi la forza di lottare contro questi roteanti mulini a vento. Loro mi hanno spinto violentemente in queste quattro mura, ma ho rivestito questa funzione, o forse questa finzione, anche per tutti gli altri, anche per i miei oppositori. Ancora grazie della Fiducia. Dal latino Fides, che è sinonimo di Lealtà, che spero di non aver tradito.

A Tutti, con amarezza, dico che questa assise istituzionale, è divenuta un campo da gioco ad uso e consumo di chi governa, in cui si decide in pubblico ciò che si è già deciso in privato, col potere dei numeri, senza regole uguali, senza arbitri imparziali e purtroppo, troppo spesso, senza pubblico.

Vero garante di ogni democrazia. Per cambiare tutto questo ci vuole Coraggio e Partecipazione, è necessaria una Forte presa di Coscienza.

Per questo è tempo di Resistere e di Lottare, di uscire allo Scoperto, oppure di rassegnarsi all’essere schiacciati, prima o poi, è solo questione di tempo.

Molti da tempo mi chiedono che cosa sarà di me, politicamente si intende, se ci sarò alle prossime elezioni. Quello che solitamente rispondo è: E tu ci sei? Vuoi metterci la faccia? Vuoi sacrificare parte della Tua Vita per il Bene della Vita di Tutti? Soprattutto Gratis?

La risposta non è sempre netta e confortante, sarebbe più facile attirare candidature e supporters con appalti, incarichi e favori, con promesse elettorali, le classiche, quelle che conosciamo tutti.

L’interesse Pubblico non tira, non ci si guadagna nulla a breve termine, è puro investimento…. Io, però, ci sto. E posso dire che fa sentire Vivi.

Se sarà addio o arrivederci, quindi, non dipende da me e, com’è noto, nemmeno da voi qui presenti.

Ho cercato di lasciare molti semi in questi anni – conclude l’avvocato – che forse attendono solo di germogliare, ma non oggi, non qui, non più, il tempo qui è scaduto. Qui è l’asfalto piú nero, e in questo mandato non ho visto crescere nemmeno un filo d’erba, qui non ha più senso parlare, sollecitare, elemosinare più nulla.  

Tutto ciò che ha davvero senso, è fuori di qui, li se c’è terreno fertile, qualcosa crescerà».

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