Politiche 2022, il PD chiude le liste. Fasano senza candidati, ira di Fabiano Amati

Politica Prima Pagina

Il consigliere regionale fasanese: “Queste liste invotabili, ora distruggere questo sistema di potere”

POLITICA – L’accordo per la composizione delle liste pugliesi del Partito Democratico, in vista delle imminenti elezioni politiche, sta generando in queste ore una vera e propria ribellione della base regionale del partito stesso alla quale non si è sottratto il consigliere regionale fasanese Fabiano Amati, ormai da diversi anni alla guida di una opposizione interna contro il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano.

L’assenza di capilista donne, unitamente alla candidatura dei principali sodali di Emiliano, in primis il Capo di Gabinetto Cluadio Stefanelli, hanno indotto Amati a criticare aspramente la metodologia prescelta per la selezione delle candidature. Candidature che lasciano, almeno per il Partito Democratico, a secco la nostra città.

La contestazione è avvenuta attraverso un post pubblicato sui profili social del consigliere regionale.
Di seguito, uno stralcio della lunga nota.

“Non è più il tempo di lamentarsi in silenzio. Chi non è d’accordo deve uscire allo scoperto con coraggio e contribuire a distruggere questo sistema di potere, per costruire un’alternativa di buon governo e linearità. Le liste del PD Puglia sono state generalmente composte sulla base di raccomandazioni, meschinità, bassezze, misoginia, ossequi ai capetti di turno impegnati a risolvere in Puglia problemi campani di collocamento e soggezione ai metodi nepotisti e torbidi del non iscritto Michele Emiliano.
Le liste del mio partito, il PD, risultano perciò invotabili”.

Dichiarazioni al vetriolo che aprono immediatamente una serie di riflessioni e quesiti sul futuro politico del consigliere regionale. Che cosa farà infatti Fabiano Amati? Nonostante nello stesso post abbia espresso la volontà di “distruggere” il sistema di potere creatosi, rimanendo tra le fila del PD e dunque di quello stesso sistema di potere che critica aspramente, le sue parole sembrano meno chiare di quanto possano apparire. Sembrerebbe infatti che proprio Amati avesse tentato di spuntare una candidatura “blindata” nella lista di Più Europa nell’orbita di Azione di Carlo Calenda, prima che saltasse l’accordo tra quest’ultimo ed Enrico Letta, segretario nazionale del PD e leader della coalizione di centrosinistra. Contemporaneamente era anche emersa la voce di una sua probabile candidatura in quota PD nel collegio barese. Per queste ragioni, le reazioni alla nota di Amati sono contrastanti: se da un lato si posizionano coloro i quali ritengono doverosa e necessaria la battaglia condotta dal consigliere regionale, invitandolo altresì a schierarsi con il terzo polo di Renzi e Calenda, dall’altro lato si colloca chi critica il pensiero del consigliere, reo di aver attaccato il partito solamente a giochi fatti, ossia dopo la mancata candidatura al Parlamento. Perchè non prima?

Al di là dei singoli punti di vista, resta evidente che il terremoto pugliese potrebbe avere conseguenze anche in merito agli equilibri politici del PD fasanese, prima lista per numero di preferenze alle elezioni comunali dello scorso ottobre. In tal senso, le prossime mosse dei consiglieri comunali dem saranno fondamentali per comprendere se il PD fasanese seguirà la linea dettata da Amati o deciderà di fornire il proprio sostegno elettorale al partito. La situazione venutasi a creare pone dunque davanti a un bivio gran parte della maggioranza consiliare del sindaco Francesco Zaccaria, per la cui doppia elezione è stato indispensabile il ruolo di coordinatore della campagna elettorale svolto da Amati. Una matassa destinata a sbrogliarsi durante le prossime settimane, forse.

L’ufficializzazione delle liste, attesa per la giornata di lunedì, chiarirà gli ultimi dubbi e farà emergere le candidature nel collegio di riferimento del Comune di Fasano anche per quanto riguarda gli altri partiti sui quali, al momento, vige il massimo riserbo.