In Comune: «Con che faccia il sindaco aumenta l’imposta di soggiorno?»

Politica Secondo Piano

La nota diffusa dal gruppo che denuncia: «Ennesima vergogna»

FASANO – È uno scontro, quello tra il movimento “In Comune” ed il sindaco Zaccaria, che non accenna a placarsi. L’ennesima polemica ha origine adesso dal possibile aumento della tassa di soggiorno, come sottolinea la nota del movimento, che la squadra guidata da Zaccaria dovrebbe porre in atto per “armonizzare” il bilancio comunale secondo le nuove disposizioni in merito a finanza e bilanci pubblici.

«Se è vero quanto rivelato da alcuni organi di stampa, e cioè che nelle casse del Comune di Fasano ci sia da “tappare” un buco di circa un milione di euro, significa che anche quella dose di ragioneria spicciola che il sindaco Zaccaria e i suoi colleghi di maggioranza hanno elevato a cifra distintiva della loro amministrazione di Fasano, col refrain di una “prudenza” che cela insipienza, è in realtà l’ennesimo bluff politico – afferma il Movimento “in Comune” – L’ennesimo fallimento di un gruppo di amministratori che non hanno un minimo di visione e progettualità, e che per risolvere i problemi di cassa non sanno fare altro che ricorrere a una soluzione “innovativa” e pressoché “rivoluzionaria” per la sua originalità: aumentare l’imposta di soggiorno. Per giunta, dopo quasi tre anni di amministrazione, solo ora il primo cittadino e i suoi accoliti si rendono conto che qualcosa non quadra nel rapporto fra il numero dei turisti che hanno soggiornato nel territorio fasanese e il gettito fin qui acquisito dalla suddetta imposta: eppure, se richiesto, anche un bambino di scuola elementare o media avrebbe fatto due conti e scoperto l’inghippo. Invece, eccoci qua: ma con quale faccia il sindaco Zaccaria può decidere di aumentare o estendere l’imposta di soggiorno a tutti e dodici i mesi dell’anno? Che cosa fa l’amministrazione comunale per organizzare il turismo a Fasano in un sistema organico, moderno, che giustifichi l’imposta di soggiorno? Nulla: non un programma, non un’idea. Tutto è lasciato all’iniziativa degli operatori del settore turistico, giustamente inviperiti per essere stati non solo lasciati soli, ma anche perché si sentono trattati come mucche da mungere, e basta. Per dire: si sono accorti, Zaccaria e compagni, i disastri che al turismo collinare provocheranno nei prossimi anni i lavori della SS. 172? Lo sanno che la già fragile economia delle strutture economiche della Selva subirà un colpo esiziale? Per giungere nel centro silvano, come a Laureto o Cocolicchio, si prevedono (nei prossimi mesi e per lungo tempo) ore di traffico, in un delirio infernale di auto, sudore e clacson, che certamente non favoriranno l’attrattività turistica delle frazioni collinari. E con tutto ciò, si chiede anche agli albergatori della Selva di incrementare l’imposta di soggiorno? E i danni economici per i lavori sulla SS. 172, chi li glieli pagherà? Ma Zaccaria e compagni lo sanno che, in una località turistica che si rispetti, l’imposta di soggiorno va accompagnata per esempio da una risistemazione del centro storico e dei giardini pubblici? E invece, quale spettacolo si offre ai visitatori? Appena arrivati a Fasano, il degrado sconcertante della villa comunale! E lo sa il sindaco Zaccaria, con i suoi callidi assessori, che, in una località turistica che si rispetti, l’imposta di soggiorno va ad esempio accompagnata dal rilascio di una apposita “card” che permetta ai turisti di usufruire di sconti nei negozi, di visite guidate gratuite, di accessi agevolati ai musei, di uso libero di biciclette pubbliche? Ah, sì, è vero, Fasano non possiede nemmeno un metro di piste ciclabili, e tantomeno biciclette pubbliche…».

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