Caso Diciotti, la riflessione di Trisciuzzi: «Il Movimento 5 Stelle ne esce spaccato»

Politica Prima Pagina

Quell’epilogo del Movimento che sembra non piacere più al consigliere pentastellato

FASANO – È un Movimento 5 Stelle che senza dubbio ne esce con le ossa rotte. Parliamo di quello che è accaduto negli ultimi giorni, a livello nazionale, che ha visto la base dell’ormai “partito” a tutti gli effetti, votare contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro Matteo Salvini. Il caso si riferisce alla tanto discussa vicenda della nave Diciotti, che aveva fatto guadagnare al Ministro dell’Interno una richiesta al Senato a procedere nei suoi confronti per il reato di sequestro di persona.

È un Movimento che da “manettaro” si riscopre “garantista” e tutto questo perché in ballo vi era la tenuta del Governo stesso. Un Movimento che decide, da un certo punto in poi, che non tutti sono più uguali davanti alla legge e che la tanto contestata “casta” adesso può permettersi anche il lusso di non farsi processare. Così la scelta di affidare le sorti di un Ministro, e del Governo stesso, a 50mila utenti. L’1% circa di tutto il corpo elettorale italiano. 50mila utenti decidono, in sostanza, se un Parlamento può lasciare che la magistratura giudichi un ministro della Repubblica.

È il “metodo” che contesta il consigliere comunale Raffaele Trisciuzzi: nulla esclude che Salvini, nel merito, ne sarebbe uscito più pulito – e più “forte” – di prima. Ma non si può “giudicare se un Ministro – sottolinea il pentastellato – ha rispettato o meno la legge”. Quello, appunto, spetta ai giudici. In qualsiasi stato di Diritto, dove vige la separazione dei poteri, spetterebbe solamente a loro.

In tanti si sono spesso chiesti come mai il consigliere comunale non avesse ancora mostrato il suo disappunto per alcune delle scelte del Movimento, che lasciano perplessi tutti a dire il vero e non solo gli attivisti. Un Movimento nato per ripulire la politica dal marciume e che oggi allontana proprio i suoi primi sostenitori. Basta vedere quanto accade a Taranto in queste ore, dove anche l’ultimo consigliere ha abbandonato l’assise. Sentirsi traditi e farsi da parte. È accaduto anche a molti attivisti fasanesi nelle ultime settimane. Ed adesso la riflessione tocca anche a Raffaele Trisciuzzi.

“Un Segno o un Sogno di Democrazia?

Non doveva essere un voto di Merito, penso non stia a Noi giudicare se un Ministro ha rispettato o meno la legge. Questo spetta alla Magistratura.

Doveva essere un voto sul Metodo: accettare ancora una volta separazioni tra un comune cittadino ed un rappresentante delle istituzioni, la distinzione tra “Noi” e la “Casta”, consentendo o meno un processo di un Ministro.

Non c’entravano i clandestini, gli immigrati e i reati contestati a Salvini. Non c’entravano i fiumi di parole dette ancora una volta su Salvini, la Lega e sulla questione “accoglienza”.
50.000 persone che votano, sono solo un segno di Democrazia Diretta, ma credo che si sia del tutto travisato il senso di questo Voto, non so quanto inconsapevolmente.

Abbiamo visto Semplici Cittadini che votano per privilegiare la “Casta”, Comuni Cittadini che proteggono la Politica dalla Magistratura, praticamente il sogno di Renzi e Berlusconi insieme.

Da Avvocato ho visto e vissuto processi ingiusti e inutili nei confronti di comuni cittadini “pescati nel mazzo” dalla Magistratura e magari assolti alla fine di un giusto processo. E’ purtroppo la quotidianità dei tribunali, una triste quotidianità, ma fa parte delle regole del gioco.

Forse Salvini avrebbe dovuto affrontare un processo difficile, come tanti nostri concittadini ogni giorno senza passare dal voto un portale, e ne sarebbe uscito assolto e pulito, dimostrando le sue ragioni politiche solo dopo il vaglio della Magistratura. Proprio come tutti, tutti Noi semplici cittadini.

Ma il suo processo avrebbe reso finalmente simili i Cittadini ai loro Rappresentanti, ciò che il Movimento 5 Stelle ha sempre e da sempre promesso.

Così siamo arrivati al paradosso di vedere il Movimento 5 Stelle ancora una volta spaccato alla base, addirittura che vota per evitare un processo a Salvini, addirittura sul suo tema preferito.

Questo voto non risolverà il problema dell’immigrazione, nè tantomeno i problemi del terzo Mondo, ha avuto solo l’effetto di spaccare ulteriormente la base del Movimento e creare separazioni tra Noi e chi Ci governa.
Ancora una volta ne beneficia Salvini e le diatribe disumane e inconcludenti sul problema emigrazione. Praticamente non ce n’era bisogno….

Personalmente preferirei in futuro essere chiamato per esprimermi per un ospedale in più, per una trivellazione in meno, per un’opera pubblica, per come spendere i soldi di un bilancio statale, per un politica europea, per dire si o no ad una guerra.

Quella si che sarebbe Democrazia Diretta, un segno, anzi, un Sogno di Democrazia.”

Due sole sono le cose certe di tutta questa storia. Che Matteo Salvini continua indisturbato ad accrescere il suo consenso e che al Movimento qualcuno la farà pagare davvero cara. In termini elettorali, ovviamente. Chissà se anche a Fasano le ripercussioni saranno identiche.

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