Regionali 2020, intervista a Fabiano Amati: «Una politica di idee e fatti»

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FASANO – A meno di dieci giorni dalle elezioni del Consiglio Regionale, le interviste ai candidati fasanesi continuano. È il turno di Fabiano Amati –militante attivo nella politica pugliese in qualità di Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Bilancio– che ci parla dell’impegno con il Partito Democratico al fianco di Emiliano e dei propositi per la sua nuova candidatura.

Perché ha deciso di candidarsi alle elezioni di quest’anno del Consiglio Regionale?

Perché ho da completare delle opere avviate, come quella del nuovo ospedale, da potenziare progetti già completati e soprattutto ho delle idee nuove da portare avanti. Mi sembrano tre buone ragioni per poter riproporre la mia candidatura. La politica per me è composta da idee che devono essere trasformate in fatti. È quello che ho fatto negli scorsi anni e che voglio fare ancora: assumermi impegni e poi portarli a termine.

Cosa crede di poter offrire alla Puglia, e soprattutto a Fasano, come Consigliere Regionale?

In generale, nulla. In particolare, invece, molte cose. Tra queste ci sono l’ospedale Monopoli-Fasano in esercizio, i canali di raccolta delle acque per limitare i danni delle alluvioni, la ristrutturazione del vecchio ospedale per assicurare centoventimila prestazioni all’anno, un servizio fognario esteso non soltanto nel centro urbano ma anche fuori in tante contrade, il piano casa che diventa una modalità strutturale per fare edilizia anziché eco-edilizia. Le cose generali le lascio agli altri. Io non ho da proporre “il futuro” e “il progresso”, ma cose specifiche da realizzare, da completare o da potenziare.

Cosa ha guidato la sua scelta del candidato alla presidenza della Regione Puglia?

Non è stata una mia decisione personale. Emiliano lo hanno votato i pugliesi alle elezioni primarie, alle quali io mi ero anche candidato e, purtroppo, sono arrivato secondo. Per quanto sperassi in un esito diverso, ho sempre rispettato la decisione del popolo quando va a votare e l’ho fatto anche questa volta. Non sono io che ho fatto questa scelta, ma quando i cittadini scelgono, onore ai cittadini.

Quali sono, secondo lei, gli errori commessi in questi anni da Michele Emiliano, se ce ne sono stati, e in che modo potrebbero essere evitati?

Ci sono alcuni argomenti su cui ho segnalato il mio personale dissenso. Innanzitutto, ritengo che non ci sia stata un’attività rigorosa per contenere il diffondersi della xylella in base alla prova scientifica; questo problema non può più essere ignorato e andrà affrontato meglio nei prossimi anni. Voglio anche che le liste d’attesa nel servizio sanitario siano abbattute, attraverso la sospensione dell’attività pagamento. Questi sono i più rilevanti tra gli ambiti in cui ho avuto da ridire e io spero con la mia elezione che questi prossimi cinque anni possano essere risolti.

Cosa pensa del modo in cui Michele Emiliano ha gestito l’attuale emergenza sanitaria e crede che essa influenzerà il voto dei cittadini pugliesi?

Credo che sia stata gestita nello stesso modo in ogni posto del mondo, tant’è che le difficoltà le hanno riscontrate ovunque rispetto a un problema che non è da tutti i giorni. Quello che mi è dispiaciuto è che, se noi avessimo avuto i cinque nuovi ospedali e una rete territoriale di ospedali di comunità all’altezza, come quella che stiamo costruendo, avremmo potuto distinguere i centri COVID-19 dagli altri. Invece, la carenza di strutture sanitarie adeguate e presidi territoriali ci ha portato ad avere qualche problema. Ecco perché insisto per la realizzazione del programma che comprende nuovi ospedali e assistenza sanitaria territoriale.

Perché i fasanesi dovrebbero scegliere lei e non gli altri candidati in campo?

I fasanesi prima di tutto devono andare a votare, perché se non lo fanno in tanti si rischia di perdere il Consigliere Regionale fasanese. Dopodiché, devono scegliere, tra i candidati, quello che ritengono il più bravo o quello che ha mantenuto le promesse. Devono cominciare a vedere i singoli fatti. È importante capire cosa hanno fatto i singoli candidati fasanesi per i vari ambiti della regione. Hanno mantenuto la parola data? L’hanno violata? Sulla base di questa valutazione logica devono scegliere. E così dovrebbe essere la politica.

Pensa che l’esito del voto regionale potrà influire, in qualche modo, sullo scenario politico locale in vista delle prossime amministrative?

Io penso che ogni competizione abbia una storia a sé stante. La visione di chi in politica non pratica fatti e idee, di chi pensa che sia tutta una guerra tra clan e di conseguenza pensa che una battaglia possa influenzare l’altra è sbagliata. In realtà ogni competizione elettorale è a sé stante. Quando si tratta di elezioni regionali le persone decidono sulla base di idee e fatti e lo stesso fanno quando si tratta delle elezioni amministrative. Mi pare che questi cinque anni di amministrazione regionale abbiano portato a Fasano, per mio tramite, grandi vantaggi e che l’amministrazione comunale sia stata in grado di recepirli tutti, tant’è che ci sono tante opere in corso. Ritengo che le elezioni regionali e quelle comunali, quindi, debbano avere un metodo valutativo basato su idee e fatti. In caso contrario, la politica diventa un grande gioco di società o un concorso di bellezza. Bisogna far sempre in modo che non lo diventi. La cosa importante è sempre andare a votare, sempre scegliere e sempre basarsi su idee e fatti.

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