Regionali 2020, intervista a Caterina Marini: «Il verde in politica»

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Penultimo aappuntamento con lo speciale elezioni di GoFasano

FASANO – Penultima tra i candidati fasanesi a essere intervistati da GoFasano nello speciale elezioni è la ricercatrice universitaria Caterina Marini –fasanese di origini leccesi, lavoratrice prima a Taranto e poi a Bari e amante del territorio brindisino–, che si propone, assieme alla sua lista Puglia Solidale e Verde, come espressione del nuovo impegno politico ambientalista a sostegno del governatore Emiliano.

Perché ha deciso di candidarsi alle elezioni di quest’anno del Consiglio Regionale?

Devo dire che quando mi hanno contattata per scendere in campo in favore del Governatore Emiliano, sono stata piuttosto combattuta. Impegnarsi in una propaganda regionale elettorale non è una cosa facile e io ho comunque il mio lavoro a cui pensare. È bene chiarire che mi hanno scelta proprio per le mie competenze: da ricercatrice universitaria, sono abituata a leggere dati e fare valutazioni critiche di situazioni economiche e non solo. Da parte mia, invece, mi sono interrogata sull’opportunità di contribuire al miglioramento della nostra Puglia. Non nego che abbiamo i nostri problemi, ma sarà compito della prossima amministrazione risolverli e io potrei mettere a disposizione le mie competenze analitiche e propositive. Insomma, ho capito che era il momento giusto per aiutare la mia regione nel modo che mi riesce meglio.

Cosa crede di poter offrire alla Puglia, e soprattutto a Fasano, come Consigliere Regionale?

A entrambe io posso offrire la mia capacità di analisi, di valutazione critica, la mia attenzione nei confronti delle persone. Il mio impegno è quello di essere attenta ai problemi di cui non si parla, a quelli a cui sono state voltate le spalle. Non credo sia giusto che una campagna elettorale di livello regionale si focalizzi su una sola città e, comunque, l’interesse della Puglia intera è l’interesse di Fasano stessa. I problemi che riguardano la città appartengono in realtà a tutta la regione e sono le questioni che ho intenzione di affrontare in Consiglio Regionale. Primo fra tutti è il problema della spazzatura e la necessità da una parte di impostare una mentalità più coscienziosa nel cittadino e dall’altra trasformare il rifiuto in una forma di guadagno. La medesima rilevanza va data alla protezione delle coste, che vengono danneggiate dall’innalzamento delle acque causato dai cambiamenti climatici. In sostanza, occorre un gruppo di lavoro che faccia delle valutazioni statistiche e suggerisca la giusta strada da intraprendere per la risoluzione di queste problematiche. E io ho le competenze adatte per questo incarico.

Cosa ha guidato la sua scelta del candidato alla presidenza della Regione Puglia?

Emiliano è una persona travolgente, però ha uno sguardo buono. Ha fatto degli errori, certo, ma è la persona giusta per il percorso di cambiamento intrapreso dalla Puglia. Con Emiliano si può lavorare affinché la regione non torni mai indietro. Ha capito che per risolvere quei grossi problemi in Puglia, i due poli industriali che inquinano e danneggiano il nostro territorio, è necessario abbattere le emissioni più dannose, ovvero quelle del carbone. Inoltre, Emiliano non è sostenuto nessuno. Rispetto a tutta la parata di politici che hanno sfilato in Puglia a sostegno dei vari candidati, lui si sostiene da solo.

Quali sono, secondo lei, gli errori commessi in questi anni da Michele Emiliano, se ce ne sono stati, e in

che modo potrebbero essere evitati?

Io non parlerei di errori. Ci sono aspetti che vanno migliorati, campi in cui bisogna investire, ma tutto sommato credo che Emiliano abbia fatto tanto e non bisogna dimenticarlo. È stato sotto il governo di Emiliano che la Puglia ha smesso di essere una regione commissariata dalla sanità. Ciò significa che abbiamo pagato tutto il debito accumulato durante l’amministrazione del presidente Fitto e che ora siamo a pareggio economicamente. Dunque, è tempo di investire per migliorare. E questo lo dobbiamo ad Emiliano. Bisogna ancora investire sul settore sanità, è vero, e c’è anche la questione dell’agricoltura da affrontare, ma questi sono problemi a cui l’amministrazione del governatore Emiliano ha intenzione di far fronte il prima possibile.

Cosa pensa del modo in cui Michele Emiliano ha gestito l’attuale emergenza sanitaria e crede che essa influenzerà il voto dei cittadini pugliesi?

Secondo me l’ha gestita in maniera precisa. Gli si può incolpare magari il fatto che abbia tenuto per sé l’assessorato quando poteva cederlo a persone più competenti, però Emiliano ha avuto la prontezza e la capacità di tenere salda la situazione di cui tutti avevamo bisogno. La sua cautela è stata di grande aiuto. L’investimento per il macchinario che testa e analizza diecimila campioni al giorno a favore dei cittadini è un esempio del suo impegno. Ora bisogna ripartire, bisogna fare in modo di non richiudere tutto e qui è la gente comune che deve fare la sua parte così come Emiliano ha fatto la sua.

Perché i fasanesi dovrebbero scegliere lei e non gli altri candidati in campo?

Io sono l’espressione verde di un verde che ancora non c’è nelle istituzioni italiane e chi mi conosce lo sa. Sono una persona che si è sempre battuta per i diritti dei più deboli, per le persone sole, per l’ambiente. Vediamo tanto verde nelle altre liste, gente che parla di ambiente senza far riferimento a cose importantissime: il Decreto Ronchi, gli investimenti sulle piste ciclabili, l’impegno verso il territorio. Io sono l’espressione di tutte quelle persone che credono e si impegnano nella difesa di noi stessi. In quanto ricercatrice universitaria, poi, posso mettere a disposizione, allo stesso tempo, sia forti ideali che competenze vere e proprie.

Pensa che l’esito del voto regionale potrà influire, in qualche modo, sullo scenario politico locale in vista delle prossime amministrative?

Credo di sì. In politica, soprattutto a livello delle regioni, è tutto strettamente collegato. Nel caso in cui dovessero cambiare gli equilibri di potere all’interno del Consiglio Regionale, non dubito che ciò avrebbe un certo peso e, quindi, una ripercussione sul territorio locale. Ci potrebbero essere dei cambiamenti nella nostra città e -perché no?- magari anche Fasano potrebbe avere un cuore solidale e verde.

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