Caro sindaco, la censura fa male alla democrazia (e non solo)

Editoriale Secondo Piano

Lettera aperta al primo cittadino di Fasano, Francesco Zaccaria, sui fatti accaduti ieri

Egregio Sindaco,

la censura è una strada sbagliata, per nulla si addice ad un pubblico amministratore che in ogni occasione utile ama definire trasparente la sua azione e, sovente, diviene pure uno strumento pericoloso per il nostro sistema democratico.
Un sistema di cui lei, a livello locale, dovrebbe essere primo garante.

Fatto sta che, con rammarico, ho potuto constatare che così non è. Non sempre. E l’ennesima dimostrazione è giunta ieri quando sulla sua bacheca pubblica, a messaggi del tutto legittimi di cittadini che richiedevano di conoscere la natura degli ultimi fondi messi a bando per l’emergenza Coronavirus, lei ed il suo staff avete preferito la immediata cancellazione dei commenti ed il blocco di tutti gli utenti dalla pagina. Non vi era né un’offesa, né messaggi volgari, nulla di tutto questo. Richieste legittime a cui lei, che è il sindaco, è tenuto a rispondere. Soprattutto perché si tratta di questioni che riguardano la collettività che l’ha eletta alla guida di questa città, ben oramai quattro anni fa. A riprova di quanto scrivo vi è il pubblico intervento di esponenti dei partiti politici e di comuni cittadini, su giornali e social network.

Tra i censurati senza alcun motivo, oltre a comuni cittadini, si annovera anche l’esponente provinciale di un partito politico (che, con quello che lei rappresenta a livello locale, è maggioranza al governo di questa nazione) ed anche lo scrivente, che da oltre due anni si onora di essere alla guida – con direttore ed editore – della presente testata giornalistica. Una testata giornalistica che non ha mai censurato i temi proposti da lei e dalla sua maggioranza (e, se così non fosse, la invito a dimostrare pubblicamente il contrario).

In un solo colpo, invece, lei ha negato il diritto di espressione ed informazione a cittadini, politica e stampa. Tre in uno: non era facile, ma ci è riuscito. Complimenti.
Di questo ne vorrei dare atto anche agli scribi che quotidianamente la affiancano nell’arduo compito di far finta che vada tutto bene, che non possano esistere scelte migliori di quelle intraprese dal suo operato e che finanche sono disposti a distorcere talvolta la realtà delle cose.

Spiace, caro Sindaco, constatare tutto questo. Spiace ancora di più perché a quelle legittime domande, e a tante altre, non è mai arrivata risposta.
Ma dal momento che questa testata resta aperta a tutti, cogliamo l’occasione per riformularle qui gli stessi quesiti ed aggiungere le preoccupazioni che nelle ultime ore hanno espresso molti cittadini.

1. I fondi messi a bando, circa 115 mila euro, corrispondono ai trasferimenti ottenuti lo scorso aprile dalla regione Puglia per l’emergenza in atto? E, se no, che natura hanno?

2. Avete scelto, tra i requisiti proposti per la destinazione dei suddetti fondi, anche quello della presentazione dell’ISEE familiare. Come è ovvio tale attestazione non può fare riferimento alla situazione economica attuale delle famiglie che, a causa dell’emergenza, si sono ritrovate sprovviste di reddito. Lo stesso, infatti, si riferisce alla situazione economica relativa all’anno precedente. Come mai, dunque, è stato scelto questo criterio del tutto fuorviante?

3. Come mai, nella scelta operata, non avete dunque tenuto in considerazione la drammatica situazione di molti lavoratori ed imprenditori, che vivono un momento davvero complicato?

Restiamo, dunque, in attesa di risposte.
Le deve a tutti coloro che legittimamente le hanno richieste ieri queste risposte, salvo poi ritrovarsi privi di possibilità di dialogo con lei.

Al netto di repliche che potrebbero esserci già note (vado a sensazione) com’è sua abitudine fare avverso chi le pone leciti quesiti, liquidando sempre il tutto con l’ormai noto slogan “sterile polemica”, è appena il caso di rammentarle che un primo cittadino deve essere anche capace di ascoltare le critiche della gente che rappresenta.

Lei, oramai da tempo, non sembra più propenso a farlo. Un peccato davvero, per chi aveva assunto su di se il compito di “tagliare” con il passato. L’unico taglio, al momento, è quello alla libertà d’espressione.

Ma, fortunatamente, gli strumenti della democrazia e del libero pensiero, caro Sindaco, sono ancora molti. Li useremo, sempre, e di questo può esserne certo.

Non sarà una bacheca Facebook priva di commenti che dissentono lecitamente dalle sue idee, ad essere metro di giudizio per la valutazione del ruolo che le è stato affidato.

Cordiali saluti.

Marco Mancini

1 thought on “Caro sindaco, la censura fa male alla democrazia (e non solo)

  1. Un gran bel LIKE a questo articolo, del resto non si può rimanere sorpresi da alcuni atteggiamenti se gli stessi del partito avvengono su scala nazionale.
    Per quanto gli attacchi spudorati alla DEMOCRAZIA in questi tre mesi hanno creato molte ansie in ognuno di noi, va detto che tale principio(la DEMOCRAZIA) esiste ormai da millenni ed è radicato in ognuno di noi sin dalla nascita e quei popoli repressi dai regimi comunque ambiscono e lottano per il raggiungimento di tale principio.
    Quindi tutto passa, torneremo alle urne, quel che conta è non dimenticare , quel giorno bisognerà ricordare quanto importante è esercitare il diritto al voto e sopratutto badar bene a non lasciarsi incantare da chi promette vendetta e miracoli…la politica è altro.

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