Zoppo racconta “Con il nastro rosa” e gli intrecci con i Fab Four

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

La presentazione del libro è stato un appuntamento promosso dai Presidi del Libro e dalla Pro Selva

“Con il nastro rosa: l’ultima canzone di Mogol Battisti e la fine del sogno” (GMPress) del giornalista e critico musicale Donato Zoppo è stato uno dei libri presentati durante la rassegna in streaming messa a punto dai Presidi del Libro di Fasano nei mesi scorsi. E ieri l’autore è stato nuovamente intervistato dalla giornalista Barbara Castellano in un appuntamento tenutosi alla Casina Municipale e promosso dai Presidi del Libro di Fasano in collaborazione con la Pro Selva.

La presentazione del volume dedicato all’ultimo successo di Mogol e Battisti è stata anche un’occasione per approfondire un altro libro di Zoppo dedicato alla celebre canzone “Something” dei Beatles. Entrambi fanno parte della collana Songs di GMPress, uno spazio dedicato all’analisi e alla storia di artisti che hanno anniversari di canzoni memorabili da celebrare.“Con il nastro rosa” è l’ultima traccia dell’album “Una giornata uggiosa”, ma è anche l’ultimo lavoro che ha visto insieme Battisti e Mogol. Nel 2020 si celebrano i suoi 40 anni e oggi c’è tutto a dire che si tratta di una canzone epica, a partire dalla realizzazione della copertina a opera di Ilvio Gallo in una Milano che quella mattina non voleva proprio rivelarsi uggiosa come da tradizione. E allora la pioggia che si vede sulla cover altro non è che l’intervento di una autobotte chiamata dal fotografo sul set.

Lucio Battisti riteneva la copertina fondamentale per un’immersione totale nella sua musica, che è stata sempre suo faro lavorativo e di relazione. Persino l’artista doveva starle un passo indietro.Donato Zoppo e Barbara Castellano hanno raccontano le atmosfere che girano intorno a “Con il nastro rosa”, ricordandole anche attraverso squisiti aneddoti, come quello della riuscita dell’epico assolo di chitarra di Phil Palmer che lo ha registrato, in realtà, solo in pochi minuti perché aveva fretta di raggiungere il dentista. Nel 1979 si scriveva quindi la storia del pop italiano e, al tempo stessa, quella personale di Battisti e Mogol che da lì a poco si sarebbero separati. Zoppo ha affermato che non si è trattato solo di ragioni economiche per la spartizione dei diritti d’autore, ma anche per il loro approccio alla vita scandito da velocità diverse: Lucio scalpitava verso il futuro, Giulio invece stava fermo nella comodità del suo estro sopraffino. Zoppo analizza inoltre il testo di “Con il nastro rosa” restituendo al pubblico quella sua capacità di andare a fondo, libero dalle zavorre degli orpelli della retorica e delle forzature.

“Something” invece è stato l’unico brano di Harrison per i Beatles a raggiungere il numero uno in America, nonché uno dei brani più amati dagli stessi Fab Four, al punto che Lennon la dichiarò la miglior canzone presente su Abbey Road. E forse aveva ragione, se è vero che ancora oggi Something è un vero simbolo della loro carriera, nonché il loro pezzo più coverizzato dopo Yesterday. E Zoppo in questo viaggio parallelo sviluppato durante la chiacchierata, stimolato dall’intervista, ha fatto notare gli intrecci inaspettati fra questi due grandi successi, che è possibile individuare nelle atmosfere e nella grammatica dei testi.

Il prossimo appuntamento è con Fabio Zuffanti autore del libro “Franco Battiato: tutti i dischi e tutte le canzoni dal 1965 al 2019”, il prossimo 6 agosto presso Villa Elena BeB di Charme.

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