XII Stagione di musica da camera a Fasano: il “modernismo” del primo Novecento

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Il talentuoso quintetto formato da Kowalczyk, Spremulli, Palmizio, Di Martino e Torquati protagonista di un concerto tra sperimentazione, jazz e romanticismo

FASANO – Prosegue la stagione di musica da camera numero dodici, organizzata dall’Accademia dei Cameristi – sotto la direzione artistica di Mariarita Alfino – in collaborazione con il Comune di Fasano.

Ieri sera (1 marzo) al Nuovo Teatro Sociale l’ennesimo originale concerto che ha visto in scena un eccezionale quintetto formato da Marta Kowalczyk ed Elisa Spremulli al violino, Daniel Palmizio alla viola, Arianna Di Martino al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte. Il quintetto, dal talento ormai riconosciuto in tutti i palchi più prestigiosi, grazie a una impeccabile esecuzione – ciascun strumento pur nella compattezza dell’insieme ha brillato di anima propria – ha condotto il pubblico nelle affascinanti atmosfere di inizio ‘900.

In apertura di programma Il Quintetto per archi e pianoforti composto – e lasciato incompiuto – nel 1906 dal viennese Anton Webern. Un unico incredibile movimento dominato da dissonanze sperimentali.

A seguire la Suite da concerto “La Crèation du monde” op.81a composta nel 1926 dal francese Darius Milhaud. Cinque raffinatissimi movimenti, dal vago sapore gershwiniano, preludio, fuga, romanza, scherzo e finale a comporre l’opera tratta da un balletto.   

A chiudere il concerto, il Quintetto in re min. op.89 che il compositore e organista francese Gabriel Fauré scrisse in un lungo periodo di tempo, dal 1903 al 1906. Tre i movimenti di quest’opera ariosa dalle sonorità: molto moderato, adagio e allegretto moderato. Raffinato e di respiro romantico.

Prossimo imperdibile appuntamento è per martedì 22 marzo con il trio Sebastianutto, Hudnick e Laureti. Musiche di Brahms, Wieck e Schumann. 

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