“Ti prometto il mare” al Faro di Torre Canne

Cultura e Spettacolo Secondo Piano

Si é svolta ieri la presentazione dell’ultimo lavoro letterario di Paola Colarossi in collaborazione con l’UTL e l’assessorato alla Cultura di Fasano

TORRE CANNE – Ieri giovedì 27 agosto, alle ore 19, presso il Faro di Torre Canne, l’Università del Tempo libero di Fasano, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, ha presentato la scrittrice Paola Colarossi e la sua ultima opera letteraria “Ti prometto il mare”, Edizioni Progedit. L’evento, patrocinato dal Comune, s’incastona nel Piano Formativo 2019/20 dell’Universitas locale e, precisamente, nei progetti “Un libro da vivere” e “ I Diritti umani”.

Coordinatrice e presentatrice della serata é stata la presidente dell’UTL, prof.ssa Palmina Cannone: “Siamo lieti di ospitare questa scrittrice che si serve delle fiabe per raccontare problematiche che sono vere piaghe sociali, come la sottomissione delle donne e la realtà delle spose bambine. Lei e la nostra assessora sono insieme due energie molto positive”.

Di seguito, la dott.ssa Cinzia Caroli – assessore alla Cultura, alla Pubblica Istruzione, e alle Pari Opportunità – ha dialogato con la scrittrice affermando che grazie a questo volume ha potuto “assaporare un modo di scrivere dolce, suadente e sofisticato nella scelta dei termini, ma che affronta delle terribili e brutali problematiche” e ne ha letto alcuni passaggi.

Paola Colarossi, laureata in Scienze biologiche, insegna presso un Istituto Comprensivo di Andria, città in cui vive. Questo suo nuovo lavoro letterario è un racconto fiabesco. Per i contenuti proposti, si rivolge a un pubblico adulto, sebbene la leggerezza del linguaggio e lo stile narrativo adottato consentano l’approccio introspettivo anche da parte degli adolescenti. “Ti prometto il mare” è una storia di donne. Un racconto nel racconto, diviso in tre parti, i cui accadimenti si snodano in tempi e luoghi differenti. Come introduzione, una fiaba, che narra la storia del flusso della Vita che si ripete ininterrotto dall’infinito passato, proiettandosi in protagonisti legati uno all’altro da destini incrociati, da storie condivise.

La scrittrice ha spiegato che “il titolo non doveva essere questo in origine. Ho iniziato a scrivere una favola dedicata alla vita per una mia amica che era arrabbiata perché stava andando via per il cancro. L’ho scritta per alleviare la sua rabbia e incoraggiarla e l’ho intitolata Scintille.
Quando anche la mia vita è stata stravolta e dovevo decidere tra il soccombere oppure rialzarmi e combattere, ho capito quale era la mia mission e ho preso la decisione di scrivere per tutte le donne che attraversano periodi difficili o devono affrontare le loro vite pagando con il sacrificio, solo perché nate, per esempio, in un’altra parte del mondo. La parola può essere un pugnale, ma anche un balsamo e in un mondo duro, violento e spietato come quello in cui viviamo, io volevo essere vera raccontando proprio quelle storie crudeli e struggenti, ma ho voluto scegliere delle parole che curassero come un balsamo.
Non potevo usare “Scintille” come titolo del libro perché era stato già usato, ma ho scelto l’elemento del”mare” perché é il filo conduttore delle tre storie, insieme all’amore per la vita e alle promesse disattese”.

La scrittrice si é infine resa disponibile a firmare le copie del suo libro per il pubblico presente, circondato dalla magica cornice del faro.

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