Tappa a Torre Canne per il nuovo tour di Renzo Rubino a bordo del suo gozzo

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Seconda data del progetto “Porto Rubino” dedicato al mare: ospite della serata Pierdavide Carone

Negli ultimi mesi abbiamo lasciato Renzo Rubino sul palco del May-Day a sostegno di Mediterranea Saving Humans, e in duo con Raffaele Casarano al sax per un omaggio a Lucio Dalla. E proprio a “Com’è profondo il mare” si affida per raccontare il suo nuovo progetto “Porto Rubino“, un tour a bordo del suo gozzo che ha toccato la costa di Polignano a Mare il 2 agosto, e che ieri lo ha portato al porto di Torre Canne. Le ultime date saranno a Tricase (14 agosto) e a Locorotondo (30 agosto).

Si tratta di un viaggio per mare che alla navigazione unisce l’incontro con chi lo vive, festeggiando attraverso la musica e le storie di ottimismo che sfidano l’abitudine alla rabbia di questo tempo. Ieri sera a Torre Canne ha presentato una scaletta interamente dedicata al mare e all’estate, con omaggi agli autori italiani che lo hanno cantato lasciandoci grandi classici della tradizione marinara. Ha infatti proposto, per esempio, le rivisitazioni di “Sapore di sale” di Gino Paoli, di “Summer on a solitary beach”di Franco Battiato e di “Titanic” di Francesco De Gregori, accompagnato dal pianista Roberto Esposito, da Michele D’Elia alle percussioni e da Fabrizio Dottori al clarinetto.

La scelta di Torre Canne va cercata nel legame di Renzo Rubino con le sue spiagge perché, sin da bambino, erano le più vicine a Martina Franca, la sua città di origine.
Al concerto si sono unite le letture di Cosimo Damiano Damato, che ha raccontato il mare attraverso le parole, tra gli altri, di Erri De Luca, Hikmet e Lucio Dalla, a cui è stato dedicato un omaggio elegante in seguito alla presentazione dell’ospite della serata Pierdavide Carone.

Renzo Rubino è un appassionato di mare e di nautica, da bambino sognava di fare il pescatore. La prospettiva di “Porto Rubino” nasce dal fatto che oggi viviamo in un periodo storico in cui porto e accoglienza sembrano termini dissonanti. Quindi in questo clima di rabbia e diffidenza nei confronti del mare, la cosa più naturale per Renzo era andar per mare e cercare di capire quali fossero le sensazioni della gente che lo vive, ponendo anche l’attenzione sul problema della plastica o sulla vicenda del gasdotto, per esempio, su tutto quello che ha provocato un sussulto nella popolazione del mare pugliese.
Il mare accetta battelli improvvisati e il desiderio di altre possibilità. È vita che passa che però non sappiamo capire e apprezzare: discutiamo di immigrazione, ma non siamo ancora capaci di accogliere e amiamo la sua immensità, alterandone al tempo stesso il suo stato di salute con l’inquinamento delle microplastiche. È un paradosso che la musica può risolvere e il concept di Renzo Rubino, che si rivela anche una bella occasione per il turismo culturale pugliese per la promozione del territorio, apre alla riflessione sul tema in modo ambizioso e autentico. D’altronde è questa la cifra stilistica a cui ci ha abituato con la sua produzione musicale.

Il concerto si è concluso con l’esecuzione del suo nuovo singolo “Dolcevita” uscito lo scorso 30 luglio, un pezzo scanzonato con un ritmo potente che anticipa le atmosfere del nuovo album in programma per il 2020.

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